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	Commenti a: Parma. Rompere la gabbia eurocratica, al tempo della Brexit	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: Giacomo Casarino		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giacomo Casarino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jun 2016 11:12:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Chiarisco in premessa che non ero presente al convegno &quot;Il filo di Arianna&quot; di Parma, sabato 25 giugno, ma solo alla riunione del giorno dopo del gruppo di lavoro di ROSS@ di cui faccio parte. Quindi, sia pure con beneficio d&#039;inventario, devo dare per buono il report  di cui sopra. E&#039; evidente che una cosa sono i convegni (anche se a volte possono indirizzare la ricerca e il lavoro politico in un certo senso piuttosto che in un altro), un&#039;altra i documenti e  le risoluzioni : per me valgono quelle di ROSS@ e di Eurostop, non altre. Mi ha stupito, devo dire,  la veemenza e la perentorietà di Sergio Cararo, il quale è venuto affermando &quot;Italexit è un punto sul quale tutto il movimento popolare, di classe, deve raccogliersi&quot;, ma anche &quot; andiamo avanti e chi non è d’accordo dovrà farsi da parte anche nella sinistra&quot;.(Che  penseranno, a questo proposito, Franco Russo e Ernesto Screpanti, tanto per fare due nomi?). Il combinato disposto delle due proposizioni danno per chiuso il dibattito al riguardo (in quale sede unitaria?) e ufficializzata  la posizione dell&#039;Italexit (che non può essere, a me pare, una vaga parola d&#039;ordine, ma un discorso che va perlomeno articolato). Sono rimasto altresì colpito dall&#039;asserzione di Carlo Formenti secondo la quale non va ricostruita la classe, ma il popolo,  che a questo punto 
equivarrebbe al  &quot;blocco sociale&quot;. Io non mi converto a questa variante del post-marxismo, né vorrei diventare un populista di sinistra. Il populismo, aveva scritto a suo tempo lo stesso Formenti, va &quot;attraversato&quot;, in qualche modo  fatto decantare &quot;a sinistra&quot;, avvalendoci, pensavo io, del nostro bagaglio culturale e politico Se questa svolta è stata assunta, mi chiedo  come sia stato possibile assumere , col sistema del silenzio-assenso, gli emendamenti da me proposti al testo di Carlo, che andavano in direzione  diametralmente opposta: forse per metterli in non cale, per archiviarli? Francamente non mi va di essere giubilato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chiarisco in premessa che non ero presente al convegno &#8220;Il filo di Arianna&#8221; di Parma, sabato 25 giugno, ma solo alla riunione del giorno dopo del gruppo di lavoro di ROSS@ di cui faccio parte. Quindi, sia pure con beneficio d&#8217;inventario, devo dare per buono il report  di cui sopra. E&#8217; evidente che una cosa sono i convegni (anche se a volte possono indirizzare la ricerca e il lavoro politico in un certo senso piuttosto che in un altro), un&#8217;altra i documenti e  le risoluzioni : per me valgono quelle di ROSS@ e di Eurostop, non altre. Mi ha stupito, devo dire,  la veemenza e la perentorietà di Sergio Cararo, il quale è venuto affermando &#8220;Italexit è un punto sul quale tutto il movimento popolare, di classe, deve raccogliersi&#8221;, ma anche &#8221; andiamo avanti e chi non è d’accordo dovrà farsi da parte anche nella sinistra&#8221;.(Che  penseranno, a questo proposito, Franco Russo e Ernesto Screpanti, tanto per fare due nomi?). Il combinato disposto delle due proposizioni danno per chiuso il dibattito al riguardo (in quale sede unitaria?) e ufficializzata  la posizione dell&#8217;Italexit (che non può essere, a me pare, una vaga parola d&#8217;ordine, ma un discorso che va perlomeno articolato). Sono rimasto altresì colpito dall&#8217;asserzione di Carlo Formenti secondo la quale non va ricostruita la classe, ma il popolo,  che a questo punto<br />
equivarrebbe al  &#8220;blocco sociale&#8221;. Io non mi converto a questa variante del post-marxismo, né vorrei diventare un populista di sinistra. Il populismo, aveva scritto a suo tempo lo stesso Formenti, va &#8220;attraversato&#8221;, in qualche modo  fatto decantare &#8220;a sinistra&#8221;, avvalendoci, pensavo io, del nostro bagaglio culturale e politico Se questa svolta è stata assunta, mi chiedo  come sia stato possibile assumere , col sistema del silenzio-assenso, gli emendamenti da me proposti al testo di Carlo, che andavano in direzione  diametralmente opposta: forse per metterli in non cale, per archiviarli? Francamente non mi va di essere giubilato.</p>
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