<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: Il 25 marzo sono attesi a Roma pericolosi blackblock. Noi saremo in piazza per fermarli	</title>
	<atom:link href="https://contropiano.org/news/politica-news/2017/03/13/25-marzo-attesi-roma-pericolosi-blackblock-saremo-piazza-fermarli-089836/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://contropiano.org/news/politica-news/2017/03/13/25-marzo-attesi-roma-pericolosi-blackblock-saremo-piazza-fermarli-089836</link>
	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Tue, 14 Mar 2017 09:31:26 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>
		Di: Giovanni Lamagna		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/politica-news/2017/03/13/25-marzo-attesi-roma-pericolosi-blackblock-saremo-piazza-fermarli-089836#comment-59369</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Lamagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Mar 2017 09:31:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://contropiano.org/?p=89836#comment-59369</guid>

					<description><![CDATA[
	Condivido e sottoscrivo la definizione di &#8220;distruttori&#8221; e &#8220;devastatori&#8221; che Giorgio Cremaschi affibbia ai governanti degli Stati europei che si riuniranno a Roma il 25 p. v.



	Non condivido, invece, (lo dico per inciso) il terzo termine, quello di &#8220;blackblock&#8221;. Perch&#233; questi agiscono a viso coperto, mentre i governanti europei agiscono a viso scoperto.



	Questo ragionamento per&#242; non pu&#242; oscurare l&#8217;altro ragionamento (meno importante - non ci sono dubbi - ma altrettanto decisivo per la riuscita e il successo del conflitto che vogliamo mettere in atto contro i distruttori e i devastatori dei governi) sulle forme e gli strumenti di lotta.



	Io credo che bisogna osteggiare, senza se e senza ma, i grandi &#8220;distruttori&#8221; e &#8220;devastatori&#8221; che agiscono dall&#8217;alto. Ma bisogna contrastare anche i piccoli &#8220;distruttori&#8221; e &#8220;devastatori&#8221;, i &#8220;professionisti dello scontro di piazza&#8221;, che, presenti al nostro interno, agiscono dal basso e (almeno per me) danneggiano (molto spesso) le sacrosante ragioni del movimento.



	Ovviamente non metto sullo stesso piano i primi e i secondi. Ma, mentre combatto i primi, voglio fare una piccola battaglia politica anche contro i secondi.



	Quindi chiedo: a Roma si intende fare una manifestazione dura, radicale, ma assolutamente pacifica? O gi&#224; sono da mettere in conto i soliti scontri finali con le &#8220;forze dell&#8217;ordine&#8221;, senza i quali la manifestazione da alcuni evidentemente non si intende bene riuscita?



	Nel primo caso vi parteciper&#242; convintamente e perfino con entusiasmo.



	Nel secondo caso (lo dico da subito) mi tiro fuori, anche se a malincuore e con dispiacere.



	Giovanni Lamagna (Napoli)
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>	Condivido e sottoscrivo la definizione di &ldquo;distruttori&rdquo; e &ldquo;devastatori&rdquo; che Giorgio Cremaschi affibbia ai governanti degli Stati europei che si riuniranno a Roma il 25 p. v.</p>
<p>	Non condivido, invece, (lo dico per inciso) il terzo termine, quello di &ldquo;blackblock&rdquo;. Perch&eacute; questi agiscono a viso coperto, mentre i governanti europei agiscono a viso scoperto.</p>
<p>	Questo ragionamento per&ograve; non pu&ograve; oscurare l&rsquo;altro ragionamento (meno importante &#8211; non ci sono dubbi &#8211; ma altrettanto decisivo per la riuscita e il successo del conflitto che vogliamo mettere in atto contro i distruttori e i devastatori dei governi) sulle forme e gli strumenti di lotta.</p>
<p>	Io credo che bisogna osteggiare, senza se e senza ma, i grandi &ldquo;distruttori&rdquo; e &ldquo;devastatori&rdquo; che agiscono dall&rsquo;alto. Ma bisogna contrastare anche i piccoli &ldquo;distruttori&rdquo; e &ldquo;devastatori&rdquo;, i &ldquo;professionisti dello scontro di piazza&rdquo;, che, presenti al nostro interno, agiscono dal basso e (almeno per me) danneggiano (molto spesso) le sacrosante ragioni del movimento.</p>
<p>	Ovviamente non metto sullo stesso piano i primi e i secondi. Ma, mentre combatto i primi, voglio fare una piccola battaglia politica anche contro i secondi.</p>
<p>	Quindi chiedo: a Roma si intende fare una manifestazione dura, radicale, ma assolutamente pacifica? O gi&agrave; sono da mettere in conto i soliti scontri finali con le &ldquo;forze dell&rsquo;ordine&rdquo;, senza i quali la manifestazione da alcuni evidentemente non si intende bene riuscita?</p>
<p>	Nel primo caso vi parteciper&ograve; convintamente e perfino con entusiasmo.</p>
<p>	Nel secondo caso (lo dico da subito) mi tiro fuori, anche se a malincuore e con dispiacere.</p>
<p>	Giovanni Lamagna (Napoli)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
