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	Commenti a: Ciao Valentino, il volto simpatico de &#8220;il manifesto&#8221;	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: Eros Barone		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Eros Barone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 May 2017 13:31:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[
	E cos&#236; anche Valentino Parlato, &#8220;il volto simpatico&#8221; del &#171;manifesto&#187;, ci ha lasciati. Non so se al &#171;manifesto&#187; i suoi colleghi, ben avvolti nei loro golfini di cachemire,&#160; avvertiranno un&#8217;acuta sensazione di freddo (&#8220;fa freddo nella storia&#8221;, ha scritto in un suo componimento un grande poeta italiano). In effetti, quello che hanno perso non era solo un grande, appassionato e combattivo giornalista, ma anche un sagace interprete della nostra epoca, in grado, per metodo e per dottrina, di situare i ritmi nervosi della cronaca sulle &#8216;lunghe durate&#8217; della storia e nella prospettiva di un futuro che non fosse soltanto la triste &#8216;coazione a ripetere&#8217; di un presente mobilissimo in apparenza, ma immobile e immoto nella sua sostanza di classe, di profitto e di potere. La scomparsa di &#8220;tanto uomo&#8221;, direbbe Machiavelli, mi autorizza pertanto a chiedere se la qualifica di &#8220;quotidiano comunista&#8221;, di cui ancora si fregia il &#171;manifesto&#187;, non sia una pura&#160; e semplice antifrasi (l&#8217;antifrasi &#232; quella figura retorica per cui, ad esempio, ci compiacciamo di definire Nerone un &#8216;buon uomo&#8217;). Non oso quindi immaginare quali contributi alla decomposizione della sinistra italiana sar&#224; in grado di fornire questo giornale ora che &#232; scomparso un &#8216;padre fondatore&#8217; che, come l&#8217;ottimo Valentino Parlato, dall&#8217;alto della sua et&#224; e del suo prestigio poteva arginare le tendenze &#8216;radical-chic&#8217; di buona parte dei suoi colleghi e permettersi il massimo della spregiudicatezza e della verit&#224;, tanto per citare due temi, su Stalin e su Gheddafi.&#160;
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			<content:encoded><![CDATA[<p>	E cos&igrave; anche Valentino Parlato, &ldquo;il volto simpatico&rdquo; del &laquo;manifesto&raquo;, ci ha lasciati. Non so se al &laquo;manifesto&raquo; i suoi colleghi, ben avvolti nei loro golfini di cachemire,&nbsp; avvertiranno un&rsquo;acuta sensazione di freddo (&ldquo;fa freddo nella storia&rdquo;, ha scritto in un suo componimento un grande poeta italiano). In effetti, quello che hanno perso non era solo un grande, appassionato e combattivo giornalista, ma anche un sagace interprete della nostra epoca, in grado, per metodo e per dottrina, di situare i ritmi nervosi della cronaca sulle &lsquo;lunghe durate&rsquo; della storia e nella prospettiva di un futuro che non fosse soltanto la triste &lsquo;coazione a ripetere&rsquo; di un presente mobilissimo in apparenza, ma immobile e immoto nella sua sostanza di classe, di profitto e di potere. La scomparsa di &ldquo;tanto uomo&rdquo;, direbbe Machiavelli, mi autorizza pertanto a chiedere se la qualifica di &ldquo;quotidiano comunista&rdquo;, di cui ancora si fregia il &laquo;manifesto&raquo;, non sia una pura&nbsp; e semplice antifrasi (l&rsquo;antifrasi &egrave; quella figura retorica per cui, ad esempio, ci compiacciamo di definire Nerone un &lsquo;buon uomo&rsquo;). Non oso quindi immaginare quali contributi alla decomposizione della sinistra italiana sar&agrave; in grado di fornire questo giornale ora che &egrave; scomparso un &lsquo;padre fondatore&rsquo; che, come l&rsquo;ottimo Valentino Parlato, dall&rsquo;alto della sua et&agrave; e del suo prestigio poteva arginare le tendenze &lsquo;radical-chic&rsquo; di buona parte dei suoi colleghi e permettersi il massimo della spregiudicatezza e della verit&agrave;, tanto per citare due temi, su Stalin e su Gheddafi.&nbsp;</p>
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		Di: Manlio Padovan		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Manlio Padovan]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 May 2017 18:48:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[
	Ci&#242; che pi&#249; mi ha meravigliato &#232; leggere che nel gruppo di resistenti, fondatori de il manifesto, ci fosse Luciana Castellina che oggi &#232; pervicacemente sostenitrice di Tsipras nonostante il suo imperdonabile tradimento del popolo greco; quindi con una coerenza che sa di truffa. E, dal momento che ella scrive ancora sulllo stesso quotidiano, pu&#242; quel quotidiano definirsi esplicitamente &#034;quotidiano comunista&#034; senza pudore e senza che ci&#242; sappia di imbroglio?



	Povera gente...ed io sono nient&#039;altro che la gente.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>	Ci&ograve; che pi&ugrave; mi ha meravigliato &egrave; leggere che nel gruppo di resistenti, fondatori de il manifesto, ci fosse Luciana Castellina che oggi &egrave; pervicacemente sostenitrice di Tsipras nonostante il suo imperdonabile tradimento del popolo greco; quindi con una coerenza che sa di truffa. E, dal momento che ella scrive ancora sulllo stesso quotidiano, pu&ograve; quel quotidiano definirsi esplicitamente &quot;quotidiano comunista&quot; senza pudore e senza che ci&ograve; sappia di imbroglio?</p>
<p>	Povera gente&#8230;ed io sono nient&#039;altro che la gente.</p>
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