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	Commenti a: If the kids are united…  Il corteo antifascista genovese del 3 febbraio	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: Eros Barone		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Eros Barone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Feb 2018 13:37:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ancora una volta quella bestia, che fu ricacciata allora nella sua tana, ha rialzato la testa. Domandiamoci pertanto il perché di questa longevità e recrudescenza del neofascismo e del neonazismo ad oltre settant’anni dalla Liberazione.
Espongo sinteticamente la mia risposta, attingendo alla teoria marxista, all’esperienza del proletariato internazionale e alla cronaca di questi ultimi anni. Ebbene, occorre dire che la catena di episodi di violenza squadrista a cui stiamo assistendo è, sì, il frutto marcio di alcuni decenni di revisionismo anti-antifascista e delle retoriche sulla “memoria condivisa”, ma è soprattutto il prodotto delle fasi più avanzate (non di quelle più arretrate) del processo ciclico di sviluppo e di crisi del capitalismo, perché, oggi come non mai, è vero quanto osservava Bertolt Brecht, e cioè che “quel grembo è ancora fecondo” e tale resterà fin quando sussisteranno il modo di produzione capitalistico e l’imperialismo, che gènerano e alimentano incessantemente il fascismo. 
Così, a proposito della catena di episodi che hanno avuto quali protagoniste organizzazioni come Casa Pound, Forza Nuova e Blocco Studentesco bisogna prendere atto che siamo in presenza di una vera e propria  accelerazione della crescita quantitativa e della mobilitazione qualitativa dei gruppi di estrema destra: crescita e mobilitazione il cui punto di svolta va, a nostro avviso, individuato in ciò che è successo il 29 aprile 2017, quando un migliaio di persone si sono recate a Milano al Cimitero Maggiore a commemorare i morti repubblichini, autofotografandosi mentre facevano il saluto romano. Quella fu una prova di forza e una sfida. Che vinsero, perché il Tribunale di Milano derubricò il fatto a commemorazione funebre. 
Occorre inoltre sottolineare che la sovraesposizione mediatica di questi gruppi, in particolare di Casa Pound, non è la causa ma l’effetto della loro crescita, così come i successi, per ora limitati ma significativi, che ottengono quando si presentano, generalmente nelle file del centrodestra e ora anche in modo autonomo, alle elezioni politiche. Né va dimenticato il fatto che la Lega e Fratelli d’Italia non solo forniscono la copertura a queste organizzazioni, ma esprimono posizioni che sui temi del lavoro, della sicurezza e dell’immigrazione coincidono con quelle sostenute dai fascisti. 
Non illudiamoci che l’azione di contrasto alla recrudescenza e all’ascesa del fascismo possa essere delegata a strumenti a doppio taglio come la legge Fiano, poiché nulla può sostituire l’organizzazione, la mobilitazione e l’azione diretta delle forze dell’antifascismo proletario sul territorio, nei quartieri e nei luoghi di lavoro, dovunque il fascismo cerchi di far passare il suo messaggio di asservimento alle classi dominanti con le armi della demagogia, del razzismo e dello sciovinismo. Ecco perché dobbiamo spiegare e dimostrare alle masse che i fascisti sono falsi amici del popolo e che il cosiddetto “sole nero degli oppressi” è soltanto qualcosa che acceca e che inganna.
In questo senso, la manifestazione del 3 settembre scorso a Genova è stata importante per la sua natura spontanea e di massa, ma assai carente sul piano della combattività, della capacità di coinvolgimento della popolazione e dei contenuti politici. Più simile ad un graffio sulla lamiera che all&#039;anello di una catena, l&#039;assenza di direzione politica l&#039;ha confinata nell&#039;àmbito dell&#039;autorappresentazione e della simulazione &#039;spettacolare&#039; del conflitto. Non per nulla lo slogan più ripetuto era il tautologico &quot;Siamo tutti antifascisti&quot;. Una manifestazione, quindi, molto al di sotto di quanto sarebbe richiesto dalla presente fase politico-sociale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora una volta quella bestia, che fu ricacciata allora nella sua tana, ha rialzato la testa. Domandiamoci pertanto il perché di questa longevità e recrudescenza del neofascismo e del neonazismo ad oltre settant’anni dalla Liberazione.<br />
Espongo sinteticamente la mia risposta, attingendo alla teoria marxista, all’esperienza del proletariato internazionale e alla cronaca di questi ultimi anni. Ebbene, occorre dire che la catena di episodi di violenza squadrista a cui stiamo assistendo è, sì, il frutto marcio di alcuni decenni di revisionismo anti-antifascista e delle retoriche sulla “memoria condivisa”, ma è soprattutto il prodotto delle fasi più avanzate (non di quelle più arretrate) del processo ciclico di sviluppo e di crisi del capitalismo, perché, oggi come non mai, è vero quanto osservava Bertolt Brecht, e cioè che “quel grembo è ancora fecondo” e tale resterà fin quando sussisteranno il modo di produzione capitalistico e l’imperialismo, che gènerano e alimentano incessantemente il fascismo.<br />
Così, a proposito della catena di episodi che hanno avuto quali protagoniste organizzazioni come Casa Pound, Forza Nuova e Blocco Studentesco bisogna prendere atto che siamo in presenza di una vera e propria  accelerazione della crescita quantitativa e della mobilitazione qualitativa dei gruppi di estrema destra: crescita e mobilitazione il cui punto di svolta va, a nostro avviso, individuato in ciò che è successo il 29 aprile 2017, quando un migliaio di persone si sono recate a Milano al Cimitero Maggiore a commemorare i morti repubblichini, autofotografandosi mentre facevano il saluto romano. Quella fu una prova di forza e una sfida. Che vinsero, perché il Tribunale di Milano derubricò il fatto a commemorazione funebre.<br />
Occorre inoltre sottolineare che la sovraesposizione mediatica di questi gruppi, in particolare di Casa Pound, non è la causa ma l’effetto della loro crescita, così come i successi, per ora limitati ma significativi, che ottengono quando si presentano, generalmente nelle file del centrodestra e ora anche in modo autonomo, alle elezioni politiche. Né va dimenticato il fatto che la Lega e Fratelli d’Italia non solo forniscono la copertura a queste organizzazioni, ma esprimono posizioni che sui temi del lavoro, della sicurezza e dell’immigrazione coincidono con quelle sostenute dai fascisti.<br />
Non illudiamoci che l’azione di contrasto alla recrudescenza e all’ascesa del fascismo possa essere delegata a strumenti a doppio taglio come la legge Fiano, poiché nulla può sostituire l’organizzazione, la mobilitazione e l’azione diretta delle forze dell’antifascismo proletario sul territorio, nei quartieri e nei luoghi di lavoro, dovunque il fascismo cerchi di far passare il suo messaggio di asservimento alle classi dominanti con le armi della demagogia, del razzismo e dello sciovinismo. Ecco perché dobbiamo spiegare e dimostrare alle masse che i fascisti sono falsi amici del popolo e che il cosiddetto “sole nero degli oppressi” è soltanto qualcosa che acceca e che inganna.<br />
In questo senso, la manifestazione del 3 settembre scorso a Genova è stata importante per la sua natura spontanea e di massa, ma assai carente sul piano della combattività, della capacità di coinvolgimento della popolazione e dei contenuti politici. Più simile ad un graffio sulla lamiera che all&#8217;anello di una catena, l&#8217;assenza di direzione politica l&#8217;ha confinata nell&#8217;àmbito dell&#8217;autorappresentazione e della simulazione &#8216;spettacolare&#8217; del conflitto. Non per nulla lo slogan più ripetuto era il tautologico &#8220;Siamo tutti antifascisti&#8221;. Una manifestazione, quindi, molto al di sotto di quanto sarebbe richiesto dalla presente fase politico-sociale.</p>
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