<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: Potere al Popolo contro la Rai, che esercita censura mirata	</title>
	<atom:link href="https://contropiano.org/news/politica-news/2018/02/09/potere-al-popolo-la-rai-esercita-censura-mirata-0100639/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://contropiano.org/news/politica-news/2018/02/09/potere-al-popolo-la-rai-esercita-censura-mirata-0100639</link>
	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Sat, 10 Feb 2018 00:30:50 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>
		Di: Orazio		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/politica-news/2018/02/09/potere-al-popolo-la-rai-esercita-censura-mirata-0100639#comment-97381</link>

		<dc:creator><![CDATA[Orazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Feb 2018 00:30:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://contropiano.org/?p=100639#comment-97381</guid>

					<description><![CDATA[Finalmente! Finalmente! Era ora che la sinistra cominciasse a capire quale fosse il motore mediatico del vento reazionario che sta imperversando su tutta l’Europa, giocando sul contesto politico preparato ad hoc dalla finanza internazionale che questo motore manovra a piacimento. 
E’ da tempo che grido, ai quattro venti, che il potere mediatico, di cui sottolineo il ruolo  c-e-n-t-r-a-l-e delle sette televisioni generaliste, ha assunto una posizione da dominatore assoluto nelle nostre ‘democrazie’, tale da oscurare non solo Potere al Popolo, ma manifestazioni di migliaia e di migliaia di persone (es. l’ultima di Eurostop) fino a quelle da un milione di persone, rimuovendole o minimizzandole (di fatto ridicolizzandole come vecchio armamentario) nell’arco periferico di alcuni tg, incurante del rispetto, non dico delle idee, ma dei sacrifici che tutte quelle persone in carne ed ossa sostengono per parteciparvi.
Scrivevo a Landini, ai tempi del divieto di Alemanno di sfilare per Roma (2011): “Il fatto è che ormai da tempo hanno provveduto a svuotare mediaticamente l’impatto sociale di grandi manifestazioni, anche con milioni di persone, manipolando l’informazione anche nei tempi (se ne parla un solo giorno, in un certo modo, e via), neutralizzandone
il significato e la possibilità di interlocuzione nel paese. Insomma, hanno spuntato progressivamente una delle armi più formidabili dei lavoratori. Ma tutto ciò ancora non basta: la loro ‘lungimirante’ ingordigia pretende che cessi il ‘fastidio’ dei cortei, anche in vista di ulteriori sviluppi delle tensioni sociali in Italia e in occidente.” 
Proponendo poi di: “svolgere le manifestazioni (anche di sciopero) di un certo peso davanti ai cancelli di RAI, MEDIASET e LA7 coinvolgendo queste emittenti, e verosimilmente anche le loro maestranze, in un nuovo gioco di interlocuzione che tenti di ridare alle lotte quella visibilità e quell’impatto che è stato progressivamente e subdolamente eroso da questi oggettivi nuovi centri del potere e del consenso.”. 
E’ questo quello che bisogna fare, da oggi in poi, per ottenere quella visibilità che, al di là e nonostante il radicamento sul territorio della singola forza politica, è indispensabile per la diffusione delle idee. 
E, infine ed importante, smetterla con la differenziazione fra informazione pubblica e privata. I privati (che si sono impadroniti del pubblico etere) facendo informazione (e non solo) svolgono un ruolo pubblico. E a questo devono essere richiamati equiparandoli alla Rai (sempre più pseudo-pubblica) ed esigendo da essi altrettanta attenzione. 
Soprattutto da La7, erroneamente accreditata presso tanti compagni come una tv di ‘sinistra’. E invece…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente! Finalmente! Era ora che la sinistra cominciasse a capire quale fosse il motore mediatico del vento reazionario che sta imperversando su tutta l’Europa, giocando sul contesto politico preparato ad hoc dalla finanza internazionale che questo motore manovra a piacimento.<br />
E’ da tempo che grido, ai quattro venti, che il potere mediatico, di cui sottolineo il ruolo  c-e-n-t-r-a-l-e delle sette televisioni generaliste, ha assunto una posizione da dominatore assoluto nelle nostre ‘democrazie’, tale da oscurare non solo Potere al Popolo, ma manifestazioni di migliaia e di migliaia di persone (es. l’ultima di Eurostop) fino a quelle da un milione di persone, rimuovendole o minimizzandole (di fatto ridicolizzandole come vecchio armamentario) nell’arco periferico di alcuni tg, incurante del rispetto, non dico delle idee, ma dei sacrifici che tutte quelle persone in carne ed ossa sostengono per parteciparvi.<br />
Scrivevo a Landini, ai tempi del divieto di Alemanno di sfilare per Roma (2011): “Il fatto è che ormai da tempo hanno provveduto a svuotare mediaticamente l’impatto sociale di grandi manifestazioni, anche con milioni di persone, manipolando l’informazione anche nei tempi (se ne parla un solo giorno, in un certo modo, e via), neutralizzandone<br />
il significato e la possibilità di interlocuzione nel paese. Insomma, hanno spuntato progressivamente una delle armi più formidabili dei lavoratori. Ma tutto ciò ancora non basta: la loro ‘lungimirante’ ingordigia pretende che cessi il ‘fastidio’ dei cortei, anche in vista di ulteriori sviluppi delle tensioni sociali in Italia e in occidente.”<br />
Proponendo poi di: “svolgere le manifestazioni (anche di sciopero) di un certo peso davanti ai cancelli di RAI, MEDIASET e LA7 coinvolgendo queste emittenti, e verosimilmente anche le loro maestranze, in un nuovo gioco di interlocuzione che tenti di ridare alle lotte quella visibilità e quell’impatto che è stato progressivamente e subdolamente eroso da questi oggettivi nuovi centri del potere e del consenso.”.<br />
E’ questo quello che bisogna fare, da oggi in poi, per ottenere quella visibilità che, al di là e nonostante il radicamento sul territorio della singola forza politica, è indispensabile per la diffusione delle idee.<br />
E, infine ed importante, smetterla con la differenziazione fra informazione pubblica e privata. I privati (che si sono impadroniti del pubblico etere) facendo informazione (e non solo) svolgono un ruolo pubblico. E a questo devono essere richiamati equiparandoli alla Rai (sempre più pseudo-pubblica) ed esigendo da essi altrettanta attenzione.<br />
Soprattutto da La7, erroneamente accreditata presso tanti compagni come una tv di ‘sinistra’. E invece…</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
