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	Commenti a: “Il mutualismo ci obbliga ad un “pensiero ruvido”. Intervista a Francesco Piobbichi	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Tue, 29 May 2018 12:41:32 +0000</lastBuildDate>
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		Di: Marc Yustin		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marc Yustin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 May 2018 12:41:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ritorno al futuro. Guardiamo agli IWW americani]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ritorno al futuro. Guardiamo agli IWW americani</p>
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		Di: De Marco		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[De Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 May 2018 08:37:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(Prima di due parti) Bellissimo articolo. La nostra Costituzione sancisce una economia mista con l&#039;intervento dello Stato a garantire l&#039;interesse generale e l&#039;utilità pubblica anche quando il privato non è capace di farlo. Le cooperative pubbliche – che oggi potrebbero attingere ai fondi europei – sono uno dei strumenti prospettato. 
Nel mio « Tous ensemble » (1) avevo mostrato come il Welfare State o Stato sociale europeo era fondato sui nuovi circuiti del capitale, cioè sul risparmio istituzionalizzato dal passaggio dal salario individuale al « reddito globale netto « dei focolari (2) e sulla parte del credito pubblico necessario per l&#039;intervento diretto dello Stato nell&#039;economia (banca centrale pubblica, imprese statali e fiscalità progressiva). 
Dato la progressione secolare inarrestabile della produttività microeconomica, la quale libera la manodopera, avevo proposto di risolvere la crisi dello Stato sociale, non certo smantellandolo come fanno i neoliberisti filo-semiti nietzschiani attuali, ma approfondendo la logica virtuosa dei circuiti del capitale. Questo con la generalizzazione legale della riduzione del tempo del lavoro con una norma contratto a tempo indeterminato, e con lo sviluppo di Fondi Operai legati alla generalizzazione delle cooperative ed alla riabilitazione delle imprese statali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(Prima di due parti) Bellissimo articolo. La nostra Costituzione sancisce una economia mista con l&#8217;intervento dello Stato a garantire l&#8217;interesse generale e l&#8217;utilità pubblica anche quando il privato non è capace di farlo. Le cooperative pubbliche – che oggi potrebbero attingere ai fondi europei – sono uno dei strumenti prospettato.<br />
Nel mio « Tous ensemble » (1) avevo mostrato come il Welfare State o Stato sociale europeo era fondato sui nuovi circuiti del capitale, cioè sul risparmio istituzionalizzato dal passaggio dal salario individuale al « reddito globale netto « dei focolari (2) e sulla parte del credito pubblico necessario per l&#8217;intervento diretto dello Stato nell&#8217;economia (banca centrale pubblica, imprese statali e fiscalità progressiva).<br />
Dato la progressione secolare inarrestabile della produttività microeconomica, la quale libera la manodopera, avevo proposto di risolvere la crisi dello Stato sociale, non certo smantellandolo come fanno i neoliberisti filo-semiti nietzschiani attuali, ma approfondendo la logica virtuosa dei circuiti del capitale. Questo con la generalizzazione legale della riduzione del tempo del lavoro con una norma contratto a tempo indeterminato, e con lo sviluppo di Fondi Operai legati alla generalizzazione delle cooperative ed alla riabilitazione delle imprese statali.</p>
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		Di: Daniele		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 May 2018 09:15:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Splendido articolo e splendido intervento, chiarisce molto bene la situazione e chiarisce la mente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Splendido articolo e splendido intervento, chiarisce molto bene la situazione e chiarisce la mente.</p>
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