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	Commenti a: L’eterna lotta tra il dito, la Luna e l’idiota. A &#8220;sinistra&#8221;	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Thu, 31 May 2018 14:07:59 +0000</lastBuildDate>
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		Di: Redazione Contropiano		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Contropiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 May 2018 14:07:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://contropiano.org/news/politica-news/2018/05/29/leterna-lotta-dito-luna-idiota-sinistra-0104435#comment-120509&quot;&gt;Mariella&lt;/a&gt;.

Diciamo che siamo in un momento in cui i campi si stagliano molto nettamente. E sbagliare le scelte diventa fatale. Mettersi dalla parte di Mattarella, che si appresta a benedire un governo contemporaneamente fasciorazzista (sul piano sociale) ed europeista (su quello dei parametri di Maastricht) può essere qualificato in molti modi. Nessuno dei quali oxfordiano... Essere costruttivi non può più voler dire accettare di tutto e il contrario di tutto. Hli anni &#039;90 sono finiti. E da un pezzo. Senza rimpianti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://contropiano.org/news/politica-news/2018/05/29/leterna-lotta-dito-luna-idiota-sinistra-0104435#comment-120509">Mariella</a>.</p>
<p>Diciamo che siamo in un momento in cui i campi si stagliano molto nettamente. E sbagliare le scelte diventa fatale. Mettersi dalla parte di Mattarella, che si appresta a benedire un governo contemporaneamente fasciorazzista (sul piano sociale) ed europeista (su quello dei parametri di Maastricht) può essere qualificato in molti modi. Nessuno dei quali oxfordiano&#8230; Essere costruttivi non può più voler dire accettare di tutto e il contrario di tutto. Hli anni &#8217;90 sono finiti. E da un pezzo. Senza rimpianti.</p>
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		<title>
		Di: Mariella		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 May 2018 11:05:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bah gente io non sono una fan né di mattarella, né dell&#039;Europa e via discorrendo, cmq pensare di fare opposizione/conflitto sociale dando di &quot;emeriti coglioni&quot; o &quot;idioti&quot; a tutti tranne che a se stessi non mi sembra una buona strada. Mi sembra anzi che con questo atteggiamento a sinistra ( e non mi riferisco certo a PD e Leu) non siano rimasti poi tanti motori da scaldare... Ci vediamo in giro, spero con un atteggiamento un po&#039; più costruttivo... Altrimenti auguri]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bah gente io non sono una fan né di mattarella, né dell&#8217;Europa e via discorrendo, cmq pensare di fare opposizione/conflitto sociale dando di &#8220;emeriti coglioni&#8221; o &#8220;idioti&#8221; a tutti tranne che a se stessi non mi sembra una buona strada. Mi sembra anzi che con questo atteggiamento a sinistra ( e non mi riferisco certo a PD e Leu) non siano rimasti poi tanti motori da scaldare&#8230; Ci vediamo in giro, spero con un atteggiamento un po&#8217; più costruttivo&#8230; Altrimenti auguri</p>
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		Di: giggetto		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/politica-news/2018/05/29/leterna-lotta-dito-luna-idiota-sinistra-0104435#comment-120216</link>

		<dc:creator><![CDATA[giggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 May 2018 13:53:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Anche nelle &quot;radiose giornate&quot; del maggio 1915 il &quot;senso comune popolare&quot; era a favore dell&#039;entrata in guerra dell&#039;Italia. 
D&#039;altronde non possiamo lasciare il sovranismo ai sovranisti, come direbbe Crozza-Minniti.
Il nemico marcia sempre alla tua testa...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche nelle &#8220;radiose giornate&#8221; del maggio 1915 il &#8220;senso comune popolare&#8221; era a favore dell&#8217;entrata in guerra dell&#8217;Italia.<br />
D&#8217;altronde non possiamo lasciare il sovranismo ai sovranisti, come direbbe Crozza-Minniti.<br />
Il nemico marcia sempre alla tua testa&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Franco Astengo		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/politica-news/2018/05/29/leterna-lotta-dito-luna-idiota-sinistra-0104435#comment-120173</link>

		<dc:creator><![CDATA[Franco Astengo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 May 2018 09:45:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[CRISI E TERZA VIA di Franco Astengo
Uno schematico punto di riflessione sulla situazione italiana e sulla probabile scadenza elettorale ravvicinata:
1)	L’esito della crisi in atto potrebbe essere rappresentato da un appuntamento elettorale nel quale si presenterebbero due schieramenti contrapposti titolari di un inedito “bipolarismo all’italiana”: da un lato i reclamanti la “sovranità no euro” (semplificando all’osso ovviamente) e dall’altro i difensori dell’Europa (inclusi vincoli di bilancio, fiscal compact, ecc, ecc) raccolti attorno alla posizione espressa dal Presidente della Repubblica nelle ore convulse del mancato decollo del governo Lega – M5S. In questo quadro si troverebbe in forte difficoltà anche l’idea di ricostituzione di un centro – destra nuovamente a trazione berlusconiana.
2)	 Si pone necessariamente il tema dell’autonomia politica, elettorale, istituzionale per una sinistra che intenda conservare caratteristiche di potenziale alternativa e che non pensi semplicemente di appiattirsi su di uno schieramento imperniato sul PD. Uno schieramento speculare a quello “sovranista” che non potrebbe far altro che rivendicare fittiziamente la difesa della Costituzione: dopo averla attentata con l’idea della deformazione bocciata con il voto popolare del 4 dicembre 2016. Questa memoria del voto del 4 dicembre 2016 va rinnovata con intensità, anche per richiamare la ragione di quanti – a sinistra – s’impegnarono a esprimere un voto che alla fine risultò vincente e che adesso non possono essere costretti all’interno di posizioni false e opportuniste. Collegando per di più questa presunta difesa della Costituzione con l’eredità dell’austerity imposta dai banchieri europei e delle politiche che hanno impoverito fortemente la gran parte dei ceti sociali e ancora delle leggi, dal job act alla buona scuola che ha causato profondi rivolgimenti e ferite sociali. E’ questa la ragione di una proposta di ricerca sulla “Terza via” per sfuggire a una davvero anomala proposta di schieramento avanzata in nome di una “union sacrée che non porterebbe davvero a nulla di buono;
3)	In questo senso è evidente come sia necessario un allargamento di fronte comune imperniato sulla base delle più recenti esperienze accumulate sul terreno elettorale sia pur anche infelicemente. Esperienze diverse che in ogni caso hanno lasciato un segno Rimane valida l’idea di una capacità di immediata rappresentanza delle contraddizioni sociali più stridenti da porre all’interno di un progetto politico. Progetto politico che non può essere portato avanti soltanto attraverso realtà di movimento ma ha bisogno anche di un quadro di alleanze specificatamente politiche che verifichino la possibilità di presenza dei soggetti organizzati. Spirito e realtà concreta del “Brancaccio” andrebbero ripresi per intero, dopo la loro forzata cancellazione avvenuta per via politicista, ritrovando la strada di un incontro da realizzarsi comunque non soltanto in una prospettiva meramente elettorale;
4)	L’Europa deve essere considerata come uno “spazio politico”, tenuto conto anche delle elezioni per il Parlamento Europeo che si svolgeranno nel 2019 e che dovranno essere affrontate in una dimensione sovranazionale anche dal punto di vista dello schieramento. Non sarà però sufficiente intervenire in quello “spazio politico” reclamando (nella stretta tra “no euro” e conservazione) semplicemente una maggiore democratizzazione dei meccanismi impositivi stabiliti dai Trattati e delle relative istituzioni. All’interno del quadro europeo e come elemento di forza di una battaglia elettorale della “terza via” dovrà esserci la richiesta di acquisizione di una “massa critica” sufficiente a realizzare il dato della rappresentanza istituzionale attorno a due punti fondamentali: l’idea della costruzione di un’Europa fattore di equilibrio nella contesa internazionale in favore della pace, ponendosi fuori dagli schieramenti di guerra che si stanno assestando nel confronto globale (sia sul piano commerciale, sia su quello direttamente armato); portare al centro dello scontro politico e istituzionale il tema dello sfruttamento che in questa fase di gestione del ciclo capitalistico (che è stata definita di post – globalizzazione nel corso della quale si sono affermante idee di società chiusa, sovranismo, guerra commerciale) è stato consentito ai padroni di intensificare fortemente ben oltre alla dimensione sociale di quella che abbiamo classicamente definito come “contraddizione principale”. Il fenomeno dell’intensificazione dello sfruttamento si è realizzato attraverso il ritorno delle condizioni di guerra in una dimensione neo coloniale, la precarizzazione, l’insicurezza, l’abbassarsi del livello complessivo delle condizioni materiali di vita e di lavoro causando quello che può essere ben definito come “arretramento storico”.  La “terza via” intesa come una riaggregazione della sinistra, che riprende in pieno il cammino nel senso della storia proponendosi come riferimento aggregativo provvisto di autonomia di pensiero e di azione politica ripensando all’alternativa di programma e di progetto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CRISI E TERZA VIA di Franco Astengo<br />
Uno schematico punto di riflessione sulla situazione italiana e sulla probabile scadenza elettorale ravvicinata:<br />
1)	L’esito della crisi in atto potrebbe essere rappresentato da un appuntamento elettorale nel quale si presenterebbero due schieramenti contrapposti titolari di un inedito “bipolarismo all’italiana”: da un lato i reclamanti la “sovranità no euro” (semplificando all’osso ovviamente) e dall’altro i difensori dell’Europa (inclusi vincoli di bilancio, fiscal compact, ecc, ecc) raccolti attorno alla posizione espressa dal Presidente della Repubblica nelle ore convulse del mancato decollo del governo Lega – M5S. In questo quadro si troverebbe in forte difficoltà anche l’idea di ricostituzione di un centro – destra nuovamente a trazione berlusconiana.<br />
2)	 Si pone necessariamente il tema dell’autonomia politica, elettorale, istituzionale per una sinistra che intenda conservare caratteristiche di potenziale alternativa e che non pensi semplicemente di appiattirsi su di uno schieramento imperniato sul PD. Uno schieramento speculare a quello “sovranista” che non potrebbe far altro che rivendicare fittiziamente la difesa della Costituzione: dopo averla attentata con l’idea della deformazione bocciata con il voto popolare del 4 dicembre 2016. Questa memoria del voto del 4 dicembre 2016 va rinnovata con intensità, anche per richiamare la ragione di quanti – a sinistra – s’impegnarono a esprimere un voto che alla fine risultò vincente e che adesso non possono essere costretti all’interno di posizioni false e opportuniste. Collegando per di più questa presunta difesa della Costituzione con l’eredità dell’austerity imposta dai banchieri europei e delle politiche che hanno impoverito fortemente la gran parte dei ceti sociali e ancora delle leggi, dal job act alla buona scuola che ha causato profondi rivolgimenti e ferite sociali. E’ questa la ragione di una proposta di ricerca sulla “Terza via” per sfuggire a una davvero anomala proposta di schieramento avanzata in nome di una “union sacrée che non porterebbe davvero a nulla di buono;<br />
3)	In questo senso è evidente come sia necessario un allargamento di fronte comune imperniato sulla base delle più recenti esperienze accumulate sul terreno elettorale sia pur anche infelicemente. Esperienze diverse che in ogni caso hanno lasciato un segno Rimane valida l’idea di una capacità di immediata rappresentanza delle contraddizioni sociali più stridenti da porre all’interno di un progetto politico. Progetto politico che non può essere portato avanti soltanto attraverso realtà di movimento ma ha bisogno anche di un quadro di alleanze specificatamente politiche che verifichino la possibilità di presenza dei soggetti organizzati. Spirito e realtà concreta del “Brancaccio” andrebbero ripresi per intero, dopo la loro forzata cancellazione avvenuta per via politicista, ritrovando la strada di un incontro da realizzarsi comunque non soltanto in una prospettiva meramente elettorale;<br />
4)	L’Europa deve essere considerata come uno “spazio politico”, tenuto conto anche delle elezioni per il Parlamento Europeo che si svolgeranno nel 2019 e che dovranno essere affrontate in una dimensione sovranazionale anche dal punto di vista dello schieramento. Non sarà però sufficiente intervenire in quello “spazio politico” reclamando (nella stretta tra “no euro” e conservazione) semplicemente una maggiore democratizzazione dei meccanismi impositivi stabiliti dai Trattati e delle relative istituzioni. All’interno del quadro europeo e come elemento di forza di una battaglia elettorale della “terza via” dovrà esserci la richiesta di acquisizione di una “massa critica” sufficiente a realizzare il dato della rappresentanza istituzionale attorno a due punti fondamentali: l’idea della costruzione di un’Europa fattore di equilibrio nella contesa internazionale in favore della pace, ponendosi fuori dagli schieramenti di guerra che si stanno assestando nel confronto globale (sia sul piano commerciale, sia su quello direttamente armato); portare al centro dello scontro politico e istituzionale il tema dello sfruttamento che in questa fase di gestione del ciclo capitalistico (che è stata definita di post – globalizzazione nel corso della quale si sono affermante idee di società chiusa, sovranismo, guerra commerciale) è stato consentito ai padroni di intensificare fortemente ben oltre alla dimensione sociale di quella che abbiamo classicamente definito come “contraddizione principale”. Il fenomeno dell’intensificazione dello sfruttamento si è realizzato attraverso il ritorno delle condizioni di guerra in una dimensione neo coloniale, la precarizzazione, l’insicurezza, l’abbassarsi del livello complessivo delle condizioni materiali di vita e di lavoro causando quello che può essere ben definito come “arretramento storico”.  La “terza via” intesa come una riaggregazione della sinistra, che riprende in pieno il cammino nel senso della storia proponendosi come riferimento aggregativo provvisto di autonomia di pensiero e di azione politica ripensando all’alternativa di programma e di progetto.</p>
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