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	Commenti a: Analisi del voto ai ballottaggi	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: Franco Astengo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Franco Astengo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jun 2018 08:54:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Occorre non limitarci a contare i Comuni dove si vince o si perde (nelle Amministrative naturalemente). Occorre andare in profondità, vedere gli spostamenti di voto posti in relazione alle diverse realtà sociali. Il PD, tanto per fare un solo esempio, è mortificato dal fatto che perde potere perdendo i Sindaci e non si accorge che, dal punto di vista dei voti, tr aun turno e l&#039;altro ha recuperato più voti del centro destra. Centro destra che rispetto alla complesso di elettrici ed elettori non sfonda anzi. Certo i ballottaggi hanno dentro il gioco dello schierarsi &quot;contro&quot;, ed è questo anche un altro limite all&#039;analisi. In ogni caso, se pensiamo che le elezioni corrispondano - nella loro espressione materiale - ad un complesso di fenomeni sociali e politici, non possiamo considerarle soltanto dentro al quadro delle vittorie e delle sconfitte del tutte apparenti. Salvini non esce rafforzato, semplicemente perchè a tutti è ignoto il rapporto di forza interno al centro destra. Al primo turno, per esempio, la forza maggiore del centrodestra è arrivato dalle liste civiche d&#039;appoggio. In ogni caso, dal nostro punto di vista, se si pensa che la rappresentanza istituzionale serva a qualcosa e che quindi ne valga la pena (ma bisogna esserne intimammente convinti, sapendo anche che così si dà il via alla stura delle ambizioni personali) servono un&#039;&#039;organizzazione politica con una sua linea complessiva ed un&#039;espressione di gruppo dirigente diffuso. In sostanza, un partito autonomo e non un &quot;rassemblement&quot;. Fatto questo e disponendo di una forza sul territorio si può anche pensare ad una strategia delle alleanze.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Occorre non limitarci a contare i Comuni dove si vince o si perde (nelle Amministrative naturalemente). Occorre andare in profondità, vedere gli spostamenti di voto posti in relazione alle diverse realtà sociali. Il PD, tanto per fare un solo esempio, è mortificato dal fatto che perde potere perdendo i Sindaci e non si accorge che, dal punto di vista dei voti, tr aun turno e l&#8217;altro ha recuperato più voti del centro destra. Centro destra che rispetto alla complesso di elettrici ed elettori non sfonda anzi. Certo i ballottaggi hanno dentro il gioco dello schierarsi &#8220;contro&#8221;, ed è questo anche un altro limite all&#8217;analisi. In ogni caso, se pensiamo che le elezioni corrispondano &#8211; nella loro espressione materiale &#8211; ad un complesso di fenomeni sociali e politici, non possiamo considerarle soltanto dentro al quadro delle vittorie e delle sconfitte del tutte apparenti. Salvini non esce rafforzato, semplicemente perchè a tutti è ignoto il rapporto di forza interno al centro destra. Al primo turno, per esempio, la forza maggiore del centrodestra è arrivato dalle liste civiche d&#8217;appoggio. In ogni caso, dal nostro punto di vista, se si pensa che la rappresentanza istituzionale serva a qualcosa e che quindi ne valga la pena (ma bisogna esserne intimammente convinti, sapendo anche che così si dà il via alla stura delle ambizioni personali) servono un&#8221;organizzazione politica con una sua linea complessiva ed un&#8217;espressione di gruppo dirigente diffuso. In sostanza, un partito autonomo e non un &#8220;rassemblement&#8221;. Fatto questo e disponendo di una forza sul territorio si può anche pensare ad una strategia delle alleanze.</p>
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