<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: Da un Matteo all&#8217;altro, il bersaglio resta la Costituzione	</title>
	<atom:link href="https://contropiano.org/news/politica-news/2018/07/14/da-un-matteo-allaltro-il-bersaglio-resta-la-costituzione-0105855/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://contropiano.org/news/politica-news/2018/07/14/da-un-matteo-allaltro-il-bersaglio-resta-la-costituzione-0105855</link>
	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Mon, 16 Jul 2018 07:17:19 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>
		Di: antonio		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/politica-news/2018/07/14/da-un-matteo-allaltro-il-bersaglio-resta-la-costituzione-0105855#comment-134006</link>

		<dc:creator><![CDATA[antonio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jul 2018 07:17:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://contropiano.org/?p=105855#comment-134006</guid>

					<description><![CDATA[agli inizi degli anni ottanta (&#039;80) - anche prima - visionari come: Guy Debord, Michel Foucault e altri prevedevano (descrivendone la trasformazione) delle pratiche e strategie di dominio da parte della politica in: governamentalismo (governamentalism); normalismo (società normata); e altre forme sempre di dominio capitalistico.
Oggi si può anche parlare di: isolazionismo; tribalismo; nazi-onalismo, individualismo, &quot;neolibertarismo&quot;, turbo-ordocapitalismo ecc; aggettivi tutti utili per descrivere le derive che molti popoli e relative nazioni stanno attuando come risposta istintiva e irrazionale al montare impetuoso della crisi sia economica sia morale in ultima perfino umana.
Queste modifiche abbisognano per essere praticate della modifica, se non una vera e propria eliminazione, di quelle costituzioni che ancora mantengono elementi di diritto, di tutela , di protezione sociale dei settori più poveri, marginali, indifesi ecc.
Questa strategia è quella che sta dietro alcuni soggetti, sintesi di questa crisi prima economica poi morale, soggetti che oggi gestiscono governi in nazioni di notevole peso (Usa; Germania; Italia, Inghilterra e nazioni dell&#039;ex blocco sovietico).
capire tutto ciò è alla base di una possibile strategia capace di rispondere a queste strategie barbariche e devastatrici.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>agli inizi degli anni ottanta (&#8217;80) &#8211; anche prima &#8211; visionari come: Guy Debord, Michel Foucault e altri prevedevano (descrivendone la trasformazione) delle pratiche e strategie di dominio da parte della politica in: governamentalismo (governamentalism); normalismo (società normata); e altre forme sempre di dominio capitalistico.<br />
Oggi si può anche parlare di: isolazionismo; tribalismo; nazi-onalismo, individualismo, &#8220;neolibertarismo&#8221;, turbo-ordocapitalismo ecc; aggettivi tutti utili per descrivere le derive che molti popoli e relative nazioni stanno attuando come risposta istintiva e irrazionale al montare impetuoso della crisi sia economica sia morale in ultima perfino umana.<br />
Queste modifiche abbisognano per essere praticate della modifica, se non una vera e propria eliminazione, di quelle costituzioni che ancora mantengono elementi di diritto, di tutela , di protezione sociale dei settori più poveri, marginali, indifesi ecc.<br />
Questa strategia è quella che sta dietro alcuni soggetti, sintesi di questa crisi prima economica poi morale, soggetti che oggi gestiscono governi in nazioni di notevole peso (Usa; Germania; Italia, Inghilterra e nazioni dell&#8217;ex blocco sovietico).<br />
capire tutto ciò è alla base di una possibile strategia capace di rispondere a queste strategie barbariche e devastatrici.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Eros Barone		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/politica-news/2018/07/14/da-un-matteo-allaltro-il-bersaglio-resta-la-costituzione-0105855#comment-133533</link>

		<dc:creator><![CDATA[Eros Barone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jul 2018 20:24:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://contropiano.org/?p=105855#comment-133533</guid>

					<description><![CDATA[Qualche tempo fa, il governo polacco decise di togliere la pensione ai combattenti antifranchisti superstiti della guerra di Spagna, bollandoli come traditori della patria. Si trattò non soltanto di una vergognosa ingiustizia consumata nei confronti di persone anziane, non soltanto di una meschina provocazione verso il movimento antifascista internazionale , ma anche e soprattutto di un insulto alla verità storica. Salvo che per patria si intenda non la terra dei padri, ma la terra dei padroni, degli sfruttatori e dei fascisti, come Francisco Franco. Da tempo segnalo nei miei interventi pubblici, per usare una famosa metafora, la maturazione dell’uovo nel ventre del serpente, ossia il galoppante processo di fascistizzazione dell’Europa, che si sta compiendo sotto l’apparente involucro democratico. D’altronde, i coefficienti e gli ingredienti della fascistizzazione ci sono tutti: dissolta l’ URSS, nel mondo ormai c’è solo una potenza egemone, gli Stati Uniti d’America, che accentuano sempre più il loro dominio; l’oggettiva debolezza della classe operaia, connessa alla disoccupazione e al precariato diffuso, smorza qualsiasi tentativo di opporsi ai disegni padronali (solo in Italia i lavoratori precari sono quasi tre milioni, senza contare il ‘continente sommerso’ del lavoro nero); la marginalità della sinistra; la mobilitazione reazionaria dei ceti medi e del sottoproletariato. È cosa nota che, quando i lavoratori sono deboli nei luoghi di lavoro, è più facile l’affermarsi di un movimento/regime apertamente autoritario, la cui sostanza è simil-fascista, anche se non si fregia di svastiche e di gagliardetti. Il fascismo non è un incidente di percorso della storia, esauritosi con la fine di Hitler e Mussolini, ma è nella natura stessa del capitalismo, e quando e dove ci sono le condizioni si ripresenta puntualmente. Diversamente, i colonnelli della Grecia del 1967, la dittatura di Videla nell’Argentina del 1972 e il Cile di Pinochet del 1973, oltre agli altri regimi sanguinari del Sudamerica di quegli anni, non ci hanno insegnato nulla. E nulla ci ha insegnato il colpo di Stato nazifascista avvenuto in Ucraina nel 2014. Lo Stato di diritto, la Costituzione e la stessa democrazia borghese non sono affatto irreversibili. Forze potenti lavorano per creare le condizioni della guerra e del fascismo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche tempo fa, il governo polacco decise di togliere la pensione ai combattenti antifranchisti superstiti della guerra di Spagna, bollandoli come traditori della patria. Si trattò non soltanto di una vergognosa ingiustizia consumata nei confronti di persone anziane, non soltanto di una meschina provocazione verso il movimento antifascista internazionale , ma anche e soprattutto di un insulto alla verità storica. Salvo che per patria si intenda non la terra dei padri, ma la terra dei padroni, degli sfruttatori e dei fascisti, come Francisco Franco. Da tempo segnalo nei miei interventi pubblici, per usare una famosa metafora, la maturazione dell’uovo nel ventre del serpente, ossia il galoppante processo di fascistizzazione dell’Europa, che si sta compiendo sotto l’apparente involucro democratico. D’altronde, i coefficienti e gli ingredienti della fascistizzazione ci sono tutti: dissolta l’ URSS, nel mondo ormai c’è solo una potenza egemone, gli Stati Uniti d’America, che accentuano sempre più il loro dominio; l’oggettiva debolezza della classe operaia, connessa alla disoccupazione e al precariato diffuso, smorza qualsiasi tentativo di opporsi ai disegni padronali (solo in Italia i lavoratori precari sono quasi tre milioni, senza contare il ‘continente sommerso’ del lavoro nero); la marginalità della sinistra; la mobilitazione reazionaria dei ceti medi e del sottoproletariato. È cosa nota che, quando i lavoratori sono deboli nei luoghi di lavoro, è più facile l’affermarsi di un movimento/regime apertamente autoritario, la cui sostanza è simil-fascista, anche se non si fregia di svastiche e di gagliardetti. Il fascismo non è un incidente di percorso della storia, esauritosi con la fine di Hitler e Mussolini, ma è nella natura stessa del capitalismo, e quando e dove ci sono le condizioni si ripresenta puntualmente. Diversamente, i colonnelli della Grecia del 1967, la dittatura di Videla nell’Argentina del 1972 e il Cile di Pinochet del 1973, oltre agli altri regimi sanguinari del Sudamerica di quegli anni, non ci hanno insegnato nulla. E nulla ci ha insegnato il colpo di Stato nazifascista avvenuto in Ucraina nel 2014. Lo Stato di diritto, la Costituzione e la stessa democrazia borghese non sono affatto irreversibili. Forze potenti lavorano per creare le condizioni della guerra e del fascismo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
