<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: Potere al Popolo! Mobilitiamoci, contro governo e Pd	</title>
	<atom:link href="https://contropiano.org/news/politica-news/2018/08/30/potere-al-popolo-mobilitiamoci-contro-governo-e-pd-0107088/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://contropiano.org/news/politica-news/2018/08/30/potere-al-popolo-mobilitiamoci-contro-governo-e-pd-0107088</link>
	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Fri, 31 Aug 2018 07:43:11 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>
		Di: alberto gabriele		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/politica-news/2018/08/30/potere-al-popolo-mobilitiamoci-contro-governo-e-pd-0107088#comment-138503</link>

		<dc:creator><![CDATA[alberto gabriele]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Aug 2018 07:43:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://contropiano.org/?p=107088#comment-138503</guid>

					<description><![CDATA[Non condivido tutte le posizioni di PaP ma sono molto d&#039;accordo conquesto comunicato. E&#039; essenziale non mischiarsi con il PD in una melassa buonista.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non condivido tutte le posizioni di PaP ma sono molto d&#8217;accordo conquesto comunicato. E&#8217; essenziale non mischiarsi con il PD in una melassa buonista.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Franco Astengo		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/politica-news/2018/08/30/potere-al-popolo-mobilitiamoci-contro-governo-e-pd-0107088#comment-138455</link>

		<dc:creator><![CDATA[Franco Astengo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Aug 2018 07:55:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://contropiano.org/?p=107088#comment-138455</guid>

					<description><![CDATA[IL SENSO PROFONDO DELLA CRISI: USCIRE DAL MINORITARISMO, VOLARE ALTO di Franco Astengo 
Da tempo il cono di visuale della politica, anzi della Politica, si è via via ridotto, sfidando al ribasso persino i concetti di politicismo, di &quot;qui e ora&quot;, di manicheismo spicciolo.
E&#039; tempo di tornare ad una visione complessiva, che tenga conto della storia della sinistra comunista, del contesto storico che si è andato sviluppando sia a livello nazionale che internazionale,  delle gravi omissioni e rinunce ma anche delle opportunità che possiamo/dobbiamo cogliere.
Con questo spirito pubblichiamo un testo che vuol essere stimolo e proposta, di analisi come di progetto, per lanciare una discussione di livello adeguato, sapendo di muoverci controcorrente: porre le basi per la costruzione di un soggetto politico definito, identitario, anticapitalistico, con radici profonde e rivolto al presente e al futuro, con al centro la riconoscibilità e la rappresentanza della classe e del suo irrinunciabile conflitto. 

Una proposta rivolta a tutti i soggetti dell’opposizione per l’alternativa con l’obiettivo di aprire un dibattito di fondo sulle tendenze della crisi, i suoi riflessi sul sistema politico italiano e le prospettive di una soggettività comunista, anticapitalista, d’opposizione per l’alternativa all’altezza della qualità dello scontro.

IL SENSO PROFONDO DELLA CRISI
Il senso profondo della crisi aleggia attorno a noi: per individuarlo basta guardarci attorno, svolgere inchieste empiriche con il metodo semplice dell’osservazione.
E’ sufficiente assistere al dramma della disoccupazione, ai suicidi per povertà, all’arretramento nelle condizioni materiali di vita nel quotidiano, all’impossibilità del rivolgersi al welfare.
Il senso della crisi sta nei negozi chiusi, negli opifici silenti, dove non echeggia più il rumore del lavoro, nel ritorno alla “guerra tra i poveri”, all’odio crescente tra gli apparentemente diversi senza che nessuno sia più capace di farli riconoscere tra loro eguali nel gran modo degli sfruttati.
Serge Halimi dalle colonne de “Le monde diplomatique ”scrive di “Medioevo Europeo”. Sì appare proprio un “ritorno al Medioevo” quanto sta accadendo qui nell’Occidente super sviluppato.
Il senso profondo della crisi lo si avverte nell’assenza del conflitto: ci giunge lontano l’eco di “piazze ribelli” poi normalizzate dallo stridere lento sull’asfalto dei cingoli dei carri armati.
Un’eco lontana che non sappiamo raccogliere, rinchiusi qui nella fortezza di un’economia definita “comportamentale” che ci impone i modelli, gli stili di vita, i consumi senza dei quali il nostro individualismo non trova altra strada che annegare nella disperazione.
Il senso profondo della crisi corrisponde all’assenza di un’alternativa, nell’omologazione delle culture, nel rendere omaggio all’eterna e intangibile “costituzione del potente”.
“Ribellarsi” potrebbe rappresentare l’imperativo d’obbligo: ma come?
Il senso profondo della crisi ci impone di riscoprire la politica: la politica, prima di tutto, intesa come ricerca dell’appartenenza alla propria condizione materiale, la politica come studio della situazione umana, dal singolo al collettivo, per cercare, proporre, imporre soluzioni, la politica come sede di rappresentanza degli interessi e dei conflitti. 
Le grandi masse dei diseredati, colpiti dall’eterno ma mai eguale massacro capitalista sono chiamate a lottare per ritrovare perché la scienza, la volontà, la forza di organizzarsi per resistere e cambiare profondamente questa società: pietra su pietra come si scriveva un tempo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>IL SENSO PROFONDO DELLA CRISI: USCIRE DAL MINORITARISMO, VOLARE ALTO di Franco Astengo<br />
Da tempo il cono di visuale della politica, anzi della Politica, si è via via ridotto, sfidando al ribasso persino i concetti di politicismo, di &#8220;qui e ora&#8221;, di manicheismo spicciolo.<br />
E&#8217; tempo di tornare ad una visione complessiva, che tenga conto della storia della sinistra comunista, del contesto storico che si è andato sviluppando sia a livello nazionale che internazionale,  delle gravi omissioni e rinunce ma anche delle opportunità che possiamo/dobbiamo cogliere.<br />
Con questo spirito pubblichiamo un testo che vuol essere stimolo e proposta, di analisi come di progetto, per lanciare una discussione di livello adeguato, sapendo di muoverci controcorrente: porre le basi per la costruzione di un soggetto politico definito, identitario, anticapitalistico, con radici profonde e rivolto al presente e al futuro, con al centro la riconoscibilità e la rappresentanza della classe e del suo irrinunciabile conflitto. </p>
<p>Una proposta rivolta a tutti i soggetti dell’opposizione per l’alternativa con l’obiettivo di aprire un dibattito di fondo sulle tendenze della crisi, i suoi riflessi sul sistema politico italiano e le prospettive di una soggettività comunista, anticapitalista, d’opposizione per l’alternativa all’altezza della qualità dello scontro.</p>
<p>IL SENSO PROFONDO DELLA CRISI<br />
Il senso profondo della crisi aleggia attorno a noi: per individuarlo basta guardarci attorno, svolgere inchieste empiriche con il metodo semplice dell’osservazione.<br />
E’ sufficiente assistere al dramma della disoccupazione, ai suicidi per povertà, all’arretramento nelle condizioni materiali di vita nel quotidiano, all’impossibilità del rivolgersi al welfare.<br />
Il senso della crisi sta nei negozi chiusi, negli opifici silenti, dove non echeggia più il rumore del lavoro, nel ritorno alla “guerra tra i poveri”, all’odio crescente tra gli apparentemente diversi senza che nessuno sia più capace di farli riconoscere tra loro eguali nel gran modo degli sfruttati.<br />
Serge Halimi dalle colonne de “Le monde diplomatique ”scrive di “Medioevo Europeo”. Sì appare proprio un “ritorno al Medioevo” quanto sta accadendo qui nell’Occidente super sviluppato.<br />
Il senso profondo della crisi lo si avverte nell’assenza del conflitto: ci giunge lontano l’eco di “piazze ribelli” poi normalizzate dallo stridere lento sull’asfalto dei cingoli dei carri armati.<br />
Un’eco lontana che non sappiamo raccogliere, rinchiusi qui nella fortezza di un’economia definita “comportamentale” che ci impone i modelli, gli stili di vita, i consumi senza dei quali il nostro individualismo non trova altra strada che annegare nella disperazione.<br />
Il senso profondo della crisi corrisponde all’assenza di un’alternativa, nell’omologazione delle culture, nel rendere omaggio all’eterna e intangibile “costituzione del potente”.<br />
“Ribellarsi” potrebbe rappresentare l’imperativo d’obbligo: ma come?<br />
Il senso profondo della crisi ci impone di riscoprire la politica: la politica, prima di tutto, intesa come ricerca dell’appartenenza alla propria condizione materiale, la politica come studio della situazione umana, dal singolo al collettivo, per cercare, proporre, imporre soluzioni, la politica come sede di rappresentanza degli interessi e dei conflitti.<br />
Le grandi masse dei diseredati, colpiti dall’eterno ma mai eguale massacro capitalista sono chiamate a lottare per ritrovare perché la scienza, la volontà, la forza di organizzarsi per resistere e cambiare profondamente questa società: pietra su pietra come si scriveva un tempo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
