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	Commenti a: Genova ad un mese dalla strage di Stato: alcuni nodi politici	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Sun, 16 Sep 2018 06:26:44 +0000</lastBuildDate>
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		Di: paolo regolini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[paolo regolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Sep 2018 06:26:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Benissimo Giacomo, ottimo contributo.
Col paravento dell&#039;orribile giocattolino di R.Piano (sempre a galla come gli...) vengono coperte le risse tra poteri economici a tutto interessati meno che a Genova : c&#039;è solo il braccio di ferro sul commissario.
E  &quot;La frase con poteri davvero eccezionali come forse non si è mai visto nella storia repubblicana dovrebbe mettere in allarme chi ha denunciato l’accresciuta “esecutivizzazione” del processo decisionale e la torsione autoritaria in corso dello Stato italiano, aprendo un pericoloso precedente in termini di verticalizzazione delle dinamiche di governance&quot;
Genova ha diritto a dire la sua su tutto il sistema della mobilità (e di ciò a cui serve, cittadini, porto, attività industriali e commerciali etc.): poi si deciderà (tutti, cittadini, parlamento, esecutivo non il solo Commissario-ducetto) dove, come, per cosa fare il Ponte nuovo, si ascolteranno geologi ed ingegneri e finalmente anche gli architetti, tutti meno Piano che si è squalificato nel metodo (è arrivato, non invitato, col modellino sottobraccio senza consultare nessuno perché lui sa tutto, è perfetto, non sbaglia mai etc.) e nel merito (perché ha partorito una schifezza penosa, indigesta anche ai più accomodanti).
Protagonista di tutto ciò deve essere il mondo del lavoro e del conflitto, solo d unico motore della democratica sovranità popolare e vero depositario di esperienze, competenze e saperi; non tecnici ma sociali e politici, che appunto vengono prima e sono dirimenti.
Però deve muoversi molto in fretta e qui sono dolori.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Benissimo Giacomo, ottimo contributo.<br />
Col paravento dell&#8217;orribile giocattolino di R.Piano (sempre a galla come gli&#8230;) vengono coperte le risse tra poteri economici a tutto interessati meno che a Genova : c&#8217;è solo il braccio di ferro sul commissario.<br />
E  &#8220;La frase con poteri davvero eccezionali come forse non si è mai visto nella storia repubblicana dovrebbe mettere in allarme chi ha denunciato l’accresciuta “esecutivizzazione” del processo decisionale e la torsione autoritaria in corso dello Stato italiano, aprendo un pericoloso precedente in termini di verticalizzazione delle dinamiche di governance&#8221;<br />
Genova ha diritto a dire la sua su tutto il sistema della mobilità (e di ciò a cui serve, cittadini, porto, attività industriali e commerciali etc.): poi si deciderà (tutti, cittadini, parlamento, esecutivo non il solo Commissario-ducetto) dove, come, per cosa fare il Ponte nuovo, si ascolteranno geologi ed ingegneri e finalmente anche gli architetti, tutti meno Piano che si è squalificato nel metodo (è arrivato, non invitato, col modellino sottobraccio senza consultare nessuno perché lui sa tutto, è perfetto, non sbaglia mai etc.) e nel merito (perché ha partorito una schifezza penosa, indigesta anche ai più accomodanti).<br />
Protagonista di tutto ciò deve essere il mondo del lavoro e del conflitto, solo d unico motore della democratica sovranità popolare e vero depositario di esperienze, competenze e saperi; non tecnici ma sociali e politici, che appunto vengono prima e sono dirimenti.<br />
Però deve muoversi molto in fretta e qui sono dolori.</p>
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