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	Commenti a: Potere al Popolo. Perché non siamo all&#8217;incontro di De Magistris	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Fri, 07 Dec 2018 01:23:08 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Di: Redazione Contropiano		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Contropiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Dec 2018 01:23:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://contropiano.org/news/politica-news/2018/12/01/potere-al-popolo-perche-non-siamo-allincontro-di-de-magistris-0110038#comment-146569&quot;&gt;Nino Ruffa&lt;/a&gt;.

Il linguaggio è sociale, non dipende cioè dalle definizioni personali, ma da quelle comunemente utilizzate.
Dunque, pur essendo completamente d&#039;accordo con il definire Bersani e tutto il Pd (prima e dopo Renzi) e tutta LeU (prima e dopo lo scioglimento) come &quot;liberali&quot;, purtroppo nel linguaggio sociale sono definiti &quot;sinistra&quot;. E in questo senso siamo costretti anche noi - in una certa misura - a definire noi stessi in contrapposizione a questa &quot;sinistra&quot;. Non dipende insomma da noi (e da te).
Se la priorità sono i &quot;contenuti chiari&quot; ne consegue che ci si confronta con chiunque li condivida. 
Se invece chiedi &quot;quando e con chi avete intenzione di confrontarvi?&quot;, si rovescia il discorso e gli interlocutori (o i &quot;contenitori&quot;) vengono prima dei contenuti. E la nostra gente continua a sputarci in faccia.
La rappresentanza politica la stiamo ricostruendo, con tutte queste fatiche, ma non ci sono scorciatoie. Né &quot;uomini della provvidenza&quot; che possano farci saltare qualche tappa.
Al contrario, ci sono fenomeni sociali reali - come quello francese - che possono diventare contagiosi. E allora tutto diventa più veloce.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://contropiano.org/news/politica-news/2018/12/01/potere-al-popolo-perche-non-siamo-allincontro-di-de-magistris-0110038#comment-146569">Nino Ruffa</a>.</p>
<p>Il linguaggio è sociale, non dipende cioè dalle definizioni personali, ma da quelle comunemente utilizzate.<br />
Dunque, pur essendo completamente d&#8217;accordo con il definire Bersani e tutto il Pd (prima e dopo Renzi) e tutta LeU (prima e dopo lo scioglimento) come &#8220;liberali&#8221;, purtroppo nel linguaggio sociale sono definiti &#8220;sinistra&#8221;. E in questo senso siamo costretti anche noi &#8211; in una certa misura &#8211; a definire noi stessi in contrapposizione a questa &#8220;sinistra&#8221;. Non dipende insomma da noi (e da te).<br />
Se la priorità sono i &#8220;contenuti chiari&#8221; ne consegue che ci si confronta con chiunque li condivida.<br />
Se invece chiedi &#8220;quando e con chi avete intenzione di confrontarvi?&#8221;, si rovescia il discorso e gli interlocutori (o i &#8220;contenitori&#8221;) vengono prima dei contenuti. E la nostra gente continua a sputarci in faccia.<br />
La rappresentanza politica la stiamo ricostruendo, con tutte queste fatiche, ma non ci sono scorciatoie. Né &#8220;uomini della provvidenza&#8221; che possano farci saltare qualche tappa.<br />
Al contrario, ci sono fenomeni sociali reali &#8211; come quello francese &#8211; che possono diventare contagiosi. E allora tutto diventa più veloce.</p>
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		Di: Nino Ruffa		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nino Ruffa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Dec 2018 21:30:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ci sono tante cose che non mi tornano, ma ne indico solo una. E&#039; completamente sbagliato dire: &quot;la sinistra ha approvato la Fornero e il Jobs Act&quot;. Lo ha fatto la destra e il PD. Bersani, segretario del PD, si è definito liberale non di sinistra.
Viene affermato: &quot;l&#039;unità si deve fare su questioni concrete,  su contenuti chiari&quot;. Chiedo: quando e con chi avete intenzione di confrontarvi? La rappresentanza politica vi interessa o comincerete a pensarci fra qualche anno?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono tante cose che non mi tornano, ma ne indico solo una. E&#8217; completamente sbagliato dire: &#8220;la sinistra ha approvato la Fornero e il Jobs Act&#8221;. Lo ha fatto la destra e il PD. Bersani, segretario del PD, si è definito liberale non di sinistra.<br />
Viene affermato: &#8220;l&#8217;unità si deve fare su questioni concrete,  su contenuti chiari&#8221;. Chiedo: quando e con chi avete intenzione di confrontarvi? La rappresentanza politica vi interessa o comincerete a pensarci fra qualche anno?</p>
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		Di: Fabrizio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Dec 2018 12:54:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[De Magistris non e&#039; mai stato comunista, men che mai anticapitalista.....C&#039;e&#039; bisogno di aggiungere qualcosa?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>De Magistris non e&#8217; mai stato comunista, men che mai anticapitalista&#8230;..C&#8217;e&#8217; bisogno di aggiungere qualcosa?</p>
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		Di: Franco Astengo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Franco Astengo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Dec 2018 11:27:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[1)	E’ necessario che tutti si prenda atto del fatto che la sinistra alternativa in Italia, in questo momento, è in deficit di strutturazione e di capacità di rappresentanza politica  e che occorre una nuova soggettività. Alcune ipotesi, come quella di Potere al Popolo e di Dema sono in piedi ma è necessario principiare il discorso senza riserve pregiudiziali. Questo discorso dell’inadeguatezza riguarda in particolare i partiti ancora presenti quale frutto della liquidazione del PCI e del tormento percorso di Rifondazione Comunista;
2)	Serve un più di presenza politica organizzata e non uno scivolamento verso scimmiottamenti “civici” e /o movimentisti, magari alimentati dal punto di vista del quadro delle relazioni politiche dall’uso del web come strumento decisionale;
3)	Di conseguenza al punto due: deve essere evitato ogni accostamento imitatorio rispetto al movimento 5 stelle. Tenendo conto che proprio quel movimento ha finito con l’aprire la strada alla peggiore destra che l’Italia ha conosciuto negli ultimi tristi tempi;Le &quot;tensioni&quot; verso sinistra che sembrano palesarsi in quel movimento debbono essere raccolte in un dialogo che stia dentro ad un progetto di ricostruzione complessiva;
4)	E’ necessaria la rappresentanza del lavoro, quello vero e vivo: il grande negletto di questi tempi e non soltanto la rappresentanza delle contraddizioni post - materialiste;
5)	Sarebbe bene che le forze politiche (penso alle recenti esperienze sia sul versante di LeU, sia su quello di PaP) aprissero tra loro un dibattito aperto non nascondendosi dietro a infingimenti di tipo “civico” o di “rappresentanza delle lotte”. I responsabili politici, negli orgnaisimi dirigenti deve essere espressa la responsabilità di esprimere con chiarezza le posizioni.
6)	Le esperienze passate ci dicono che dimostrare di affidarsi a un eccesso di personalizzazione, addirittura sul piano dell’intestazione della lista, sarebbe del tutto sbagliato;
7)	E’ necessaria una franca discussione intorno alla problematica centrale delle prossime elezioni riguardante i riferimenti europei che l’eventuale lista sarà chiamata ad assumere;

8)Occorre anche discutere d’identità e del patrimonio storico del movimento operaio italiano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>1)	E’ necessario che tutti si prenda atto del fatto che la sinistra alternativa in Italia, in questo momento, è in deficit di strutturazione e di capacità di rappresentanza politica  e che occorre una nuova soggettività. Alcune ipotesi, come quella di Potere al Popolo e di Dema sono in piedi ma è necessario principiare il discorso senza riserve pregiudiziali. Questo discorso dell’inadeguatezza riguarda in particolare i partiti ancora presenti quale frutto della liquidazione del PCI e del tormento percorso di Rifondazione Comunista;<br />
2)	Serve un più di presenza politica organizzata e non uno scivolamento verso scimmiottamenti “civici” e /o movimentisti, magari alimentati dal punto di vista del quadro delle relazioni politiche dall’uso del web come strumento decisionale;<br />
3)	Di conseguenza al punto due: deve essere evitato ogni accostamento imitatorio rispetto al movimento 5 stelle. Tenendo conto che proprio quel movimento ha finito con l’aprire la strada alla peggiore destra che l’Italia ha conosciuto negli ultimi tristi tempi;Le &#8220;tensioni&#8221; verso sinistra che sembrano palesarsi in quel movimento debbono essere raccolte in un dialogo che stia dentro ad un progetto di ricostruzione complessiva;<br />
4)	E’ necessaria la rappresentanza del lavoro, quello vero e vivo: il grande negletto di questi tempi e non soltanto la rappresentanza delle contraddizioni post &#8211; materialiste;<br />
5)	Sarebbe bene che le forze politiche (penso alle recenti esperienze sia sul versante di LeU, sia su quello di PaP) aprissero tra loro un dibattito aperto non nascondendosi dietro a infingimenti di tipo “civico” o di “rappresentanza delle lotte”. I responsabili politici, negli orgnaisimi dirigenti deve essere espressa la responsabilità di esprimere con chiarezza le posizioni.<br />
6)	Le esperienze passate ci dicono che dimostrare di affidarsi a un eccesso di personalizzazione, addirittura sul piano dell’intestazione della lista, sarebbe del tutto sbagliato;<br />
7)	E’ necessaria una franca discussione intorno alla problematica centrale delle prossime elezioni riguardante i riferimenti europei che l’eventuale lista sarà chiamata ad assumere;</p>
<p>8)Occorre anche discutere d’identità e del patrimonio storico del movimento operaio italiano.</p>
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