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	Commenti a: Reddito di cittadinanza? No, caporalato di Stato con aggravante razzista	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: carlo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[carlo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 May 2019 03:08:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il vero reddito di base incodizionato, un contratto rousseauiano per ricompensare il cittadino dello spossessamento forzoso dei mezzi di produzione naturali attraverso le leggi, principalmente sulla propietà privata e l&#039;eredità, ed i divieti di esercitare in totale libertà le attività naturali per rendersi indipendente: costruzione dell&#039;abitazione, caccia, pesca, coltivazione ed allevamento su qualsiasi terra. Questo concetto è stato parzialmente accettato anche dai teorici del free market Von Hayek e Friedman che lo vedevano come un metodo per poter salvare l&#039;amato capitalismo, limitando le crisi congenite del sistema e consentendo di fatto agli spiriti rapaci di accumulare la spesa delle masse. Le stesse politiche Keynesiane devono necessariamente evolvere ad un certo punto in qualche forma di sussidio per mantenere la domanda. L&#039;intento di Keynes era sempre lo stesso, salvare il capitalismo, ed è forse per questo, che queste misure, imperfette per definizione fino a quando esisterà il lavoro umano, possono essere un&#039;opportunità di lotta. Ai tempi nostri infatti quando la lotta e la resistenza devono storicamente e necessariamente essere anche guerriglia intellettuale, misure zoppe come il finto reddito di cittadinanza e soprattutto la riforma dei centri per l&#039;impiego, nei suoi aspetti tecnici, necessaria per far funzionare la misura principale, possono essere un&#039;occasione di occupazione degli spazi del lavoro da parte di molti dissidenti che fino ad oggi non hanno partecipato al &quot;mercato del lavoro&quot; perchè esclusi in partenza da stringenti filtri sociali e culturali. Questo tipo di misure, per poter esistere, visto che lo scopo è proletarizzare più fascie di popolazione, dovrebbero necessariamente ridurre questi filtri in ingresso, portando nel cuore di aziende e istituzioni compagni che possano iniziare da subito una serrata attività sindacale e di sabotaggio culturale del paradigma liberista. In questo senso, per lo studente che dopo la laurea si trovi proiettato con più facilità, grazie al &quot;nuovo collocamento&quot;, in una azienda privata, la denuncia di ogni minima irregolarità alle autorità borghesi deve essere tempestiva, così come per l&#039;intellettuale che possa essere inserito in una qualche amministrazione pubblica, l&#039;applicazione delle procedure deve essere inflessibile, in modo da mettere in evidenza e in crisi le contraddizioni e i conflitti interni al sistema.]]></description>
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