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	Commenti a: La guerra civile che viene	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Fri, 09 Aug 2019 23:58:23 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Di: Andrea		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Aug 2019 23:58:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Apprezzo molto l&#039;analisi, ma non posso condividerla, e così altre in giro per i media, se non la si smette di pubblicare foto dell&#039;attuale Ministro dell&#039;Interno. Ritengo sia un gesto comunicativo di natura politica, non credete?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Apprezzo molto l&#8217;analisi, ma non posso condividerla, e così altre in giro per i media, se non la si smette di pubblicare foto dell&#8217;attuale Ministro dell&#8217;Interno. Ritengo sia un gesto comunicativo di natura politica, non credete?</p>
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		<title>
		Di: Francisco		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francisco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Aug 2019 14:40:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La mancanza di fondo del pur condivisibile articolo è che non si parla del perché ciò che non era successo fino al 4 marzo del 2018 è successo dopo il 1 giugno 2018.
In tre mesi si sono ricostruite le condizioni di una guerra civile istituzionalizzata, eppure basterebbe rileggere le cronache per capire che si poteva scongiurare una barbarie che si sta rivelando irreversibile.
Questo clima attuale non lo ricordo prima di quella data, nonostante le bombe e tutto ciò che ha scritto la storia, dal dopoguerra a oggi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mancanza di fondo del pur condivisibile articolo è che non si parla del perché ciò che non era successo fino al 4 marzo del 2018 è successo dopo il 1 giugno 2018.<br />
In tre mesi si sono ricostruite le condizioni di una guerra civile istituzionalizzata, eppure basterebbe rileggere le cronache per capire che si poteva scongiurare una barbarie che si sta rivelando irreversibile.<br />
Questo clima attuale non lo ricordo prima di quella data, nonostante le bombe e tutto ciò che ha scritto la storia, dal dopoguerra a oggi.</p>
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		<title>
		Di: marat		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/politica-news/2019/08/04/la-guerra-civile-che-viene-0117784#comment-168778</link>

		<dc:creator><![CDATA[marat]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Aug 2019 14:06:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Fotografia molto efficace di una situazione con cui facciamo i conti ogni giorno e di una prospettiva che, purtroppo, sentiamo avvicinarsi sempre più, ogni qualvolta ci scontriamo con atteggiamenti del “sentire comune”, tra cui quello nei confronti degli immigrati non è che il più rivoltante, ma che si esprimono in ogni gesto, anche quelli più insignificanti e che hanno cominciato a venire sempre più allo scoperto a partire dal “nucleo” fondante della “Casa delle libertà”. “Libertà” di fare ciò che mi pare ovunque, sempre, nei confronti di chiunque; il “me ne frego” degli altri, di tutti gli altri, che siano bianchi, neri, vicini di casa, automobilisti che mi precedono o mi seguono...
Detto questo, da quella efficace e stimolante fotografia, mi sembra manchi un dettaglio che, da comunisti, non possiamo “sfuocare” o tantomeno tralasciare: le classi.
La guerra civile dei partigiani (in larghissima parte contadini e operai: con prevalenza degli uni o degli altri, a seconda delle aree e in base al loro sviluppo industriale) fu, appunto, una guerra di classe, oltre che di liberazione.
Il fatto che oggi, come è uso dire (sicuramente ampliandone artificiosamente il senso) anche “molti operai votino per la Lega”, non elimina per i comunisti il dovere di ragionare in termini di lotta di classe e della prospettiva cui quella lotta tra le classi debba condurre. Altrimenti, è davvero reale il rischio che quella fotografia rimanga solo una fotografia e, soprattutto, è reale il pericolo che la direzione verso cui ci stiamo dirigendo e che l&#039;analisi ha chiaramente delineato, ci lasci a dover fare appello solo “alle persone di buon senso” con cui, una volta superata (forse) la tempesta, ci troveremo a dover ricominciare un&#039;altra volta daccapo la lotta reale per eliminare le condizioni che generano e fanno proliferare i mostri con cui oggi ci scontriamo.
Se la tesi crociana della “parentesi” fascista nella storia d&#039;Italia è metafisica e idealista, non mi convince però nemmeno una visione dell&#039;Italia in ogni caso fondamentalmente fascista, comunque e sempre. Mi sembra che, nell&#039;un caso e nell&#039;altro, si tralasci l&#039;analisi delle classi e della coscienza di classe.  
Le condizioni economiche e sociali, interne e internazionali, i rapporti di forza tra le classi e tra gli Stati, che hanno costretto il padronato italiano a ricorrere cento anni fa al fascismo; che gli hanno permesso poi di accordare alla dittatura borghese una forma social-democratica e che oggi lo stanno di nuovo obbligando a riattizzare lo squadrismo, in maglia nera, doppiopetto o felpa che sia, devono fornire ai comunisti lo strumento, la guida, per analizzare la situazione e far fronte a ciò che ci attende.
Basta. Chiedo scusa per la lunghezza. Voleva essere solo un commento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fotografia molto efficace di una situazione con cui facciamo i conti ogni giorno e di una prospettiva che, purtroppo, sentiamo avvicinarsi sempre più, ogni qualvolta ci scontriamo con atteggiamenti del “sentire comune”, tra cui quello nei confronti degli immigrati non è che il più rivoltante, ma che si esprimono in ogni gesto, anche quelli più insignificanti e che hanno cominciato a venire sempre più allo scoperto a partire dal “nucleo” fondante della “Casa delle libertà”. “Libertà” di fare ciò che mi pare ovunque, sempre, nei confronti di chiunque; il “me ne frego” degli altri, di tutti gli altri, che siano bianchi, neri, vicini di casa, automobilisti che mi precedono o mi seguono&#8230;<br />
Detto questo, da quella efficace e stimolante fotografia, mi sembra manchi un dettaglio che, da comunisti, non possiamo “sfuocare” o tantomeno tralasciare: le classi.<br />
La guerra civile dei partigiani (in larghissima parte contadini e operai: con prevalenza degli uni o degli altri, a seconda delle aree e in base al loro sviluppo industriale) fu, appunto, una guerra di classe, oltre che di liberazione.<br />
Il fatto che oggi, come è uso dire (sicuramente ampliandone artificiosamente il senso) anche “molti operai votino per la Lega”, non elimina per i comunisti il dovere di ragionare in termini di lotta di classe e della prospettiva cui quella lotta tra le classi debba condurre. Altrimenti, è davvero reale il rischio che quella fotografia rimanga solo una fotografia e, soprattutto, è reale il pericolo che la direzione verso cui ci stiamo dirigendo e che l&#8217;analisi ha chiaramente delineato, ci lasci a dover fare appello solo “alle persone di buon senso” con cui, una volta superata (forse) la tempesta, ci troveremo a dover ricominciare un&#8217;altra volta daccapo la lotta reale per eliminare le condizioni che generano e fanno proliferare i mostri con cui oggi ci scontriamo.<br />
Se la tesi crociana della “parentesi” fascista nella storia d&#8217;Italia è metafisica e idealista, non mi convince però nemmeno una visione dell&#8217;Italia in ogni caso fondamentalmente fascista, comunque e sempre. Mi sembra che, nell&#8217;un caso e nell&#8217;altro, si tralasci l&#8217;analisi delle classi e della coscienza di classe.<br />
Le condizioni economiche e sociali, interne e internazionali, i rapporti di forza tra le classi e tra gli Stati, che hanno costretto il padronato italiano a ricorrere cento anni fa al fascismo; che gli hanno permesso poi di accordare alla dittatura borghese una forma social-democratica e che oggi lo stanno di nuovo obbligando a riattizzare lo squadrismo, in maglia nera, doppiopetto o felpa che sia, devono fornire ai comunisti lo strumento, la guida, per analizzare la situazione e far fronte a ciò che ci attende.<br />
Basta. Chiedo scusa per la lunghezza. Voleva essere solo un commento.</p>
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		<title>
		Di: Andrea Serena		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/politica-news/2019/08/04/la-guerra-civile-che-viene-0117784#comment-168769</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea Serena]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Aug 2019 12:15:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Articolo interessante...tocca un tema che sento attuale...l&#039;attuale avanzata delle destre e del razzismo come spia indicatrice di una crisi ben più profonda e radicata nella società attuale che non è frutto di questi brevi tempi ma ha una origine ben più antica e quindi latente nel sentire comune.
Pone due vie di uscita...o una nuova riconciliazione delle varie anime della società comprese quelle più razziste, di destra e ciniche, sotto il cappello dei valori condivisi repubblicani o una esacerbazione del conflitto tra queste due anime che conduca al prevalere di una e al soccombere di un&#039;altra.
Penso che la storia più che difronte a un bivio ci ponga difronte a molteplici scelte e la complessità sia maggiore anche se vengono delineate tendenze prevalenti.
Spesso le varie tendenze poi mutano e si compenetrano in un incastro complesso.
Non ci resta che promuovere la nostra altra VISIONE senza scadere nei metodi delle destre di costruire un nemico x autolegittimare il nostro esistere ed agire, non cadere nelle iper sempmificazioni generalizzanti, ma comprenderne sempre la maggiore articolazione e complessità, non ridurre con forzature ed eccessive razionalizzazioni ogni ragionamento a giustificazioni della propria strategia politica di alleanze essendo evidente che la fase storica attuale necessita non solo di scelte politiche di alleanze nette ma anche e sopratutto di un agire im modo capillare in tutti i settori della società (culturale, associativo, informativo, sindacale ecc.) che necessita della massima duttilità e capacità adattativa e di approccio variabe in base a contesti mutevoli.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Articolo interessante&#8230;tocca un tema che sento attuale&#8230;l&#8217;attuale avanzata delle destre e del razzismo come spia indicatrice di una crisi ben più profonda e radicata nella società attuale che non è frutto di questi brevi tempi ma ha una origine ben più antica e quindi latente nel sentire comune.<br />
Pone due vie di uscita&#8230;o una nuova riconciliazione delle varie anime della società comprese quelle più razziste, di destra e ciniche, sotto il cappello dei valori condivisi repubblicani o una esacerbazione del conflitto tra queste due anime che conduca al prevalere di una e al soccombere di un&#8217;altra.<br />
Penso che la storia più che difronte a un bivio ci ponga difronte a molteplici scelte e la complessità sia maggiore anche se vengono delineate tendenze prevalenti.<br />
Spesso le varie tendenze poi mutano e si compenetrano in un incastro complesso.<br />
Non ci resta che promuovere la nostra altra VISIONE senza scadere nei metodi delle destre di costruire un nemico x autolegittimare il nostro esistere ed agire, non cadere nelle iper sempmificazioni generalizzanti, ma comprenderne sempre la maggiore articolazione e complessità, non ridurre con forzature ed eccessive razionalizzazioni ogni ragionamento a giustificazioni della propria strategia politica di alleanze essendo evidente che la fase storica attuale necessita non solo di scelte politiche di alleanze nette ma anche e sopratutto di un agire im modo capillare in tutti i settori della società (culturale, associativo, informativo, sindacale ecc.) che necessita della massima duttilità e capacità adattativa e di approccio variabe in base a contesti mutevoli.</p>
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		<title>
		Di: Lluch		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/politica-news/2019/08/04/la-guerra-civile-che-viene-0117784#comment-168758</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lluch]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Aug 2019 10:07:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si è forse scordato cio&#039; che avvenne negli anni 70?  Perdemmo la guerra...a cappello il 2 di agosto di 39 anni fà alla stazione di Bologna. Da allora comandano loro e &quot;la sinistra&quot; li ha egregiamente serviti,altro che guerra civile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è forse scordato cio&#8217; che avvenne negli anni 70?  Perdemmo la guerra&#8230;a cappello il 2 di agosto di 39 anni fà alla stazione di Bologna. Da allora comandano loro e &#8220;la sinistra&#8221; li ha egregiamente serviti,altro che guerra civile.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Manlio Padovan		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/politica-news/2019/08/04/la-guerra-civile-che-viene-0117784#comment-168746</link>

		<dc:creator><![CDATA[Manlio Padovan]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Aug 2019 08:38:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dall&#039;articolo risulta evidente, pur nella volontà dell&#039;autore di dirci come stanno le cose, che siamo infarciti di idealismo e quindi refrattari a considerare la realtà. In ciò i popoli del nord Europa sono decisamente più saggi: non per nulla hanno avuto il protestantesimo.
La realtà è che se vogliamo diventare un paese unito, direi civile, un popolo che si rispetti, dobbiamo contarci: ciò che gli svizzeri, per esempio, fecero tanto tempo fa e quanto sangue fu sparso allo scopo.  Noi abbiamo perso due  occasione: il Risorgimento e la Resistenza. E contandoci dovremo, per parte nostra, intendo sinistra, fare i conti definitiva,mente con la stramaledetta chiesa cattolica.  Da lei ci deriva l&#039;infarcimento di idealismo, il plagio delle persone fin dalla più tenera età, l&#039;abitudine alla corruzione pubblica ed amministrativa. Lo stato della chiesa fu talmente corrotto che Rossini poté ricavarne un&#039;&#039;opera.
La destra ora è vicina alle istituzioni ed ha accesso perciò alle armi...siamo noi che dobbiamo organizzarci all&#039;uopo e di conseguenza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dall&#8217;articolo risulta evidente, pur nella volontà dell&#8217;autore di dirci come stanno le cose, che siamo infarciti di idealismo e quindi refrattari a considerare la realtà. In ciò i popoli del nord Europa sono decisamente più saggi: non per nulla hanno avuto il protestantesimo.<br />
La realtà è che se vogliamo diventare un paese unito, direi civile, un popolo che si rispetti, dobbiamo contarci: ciò che gli svizzeri, per esempio, fecero tanto tempo fa e quanto sangue fu sparso allo scopo.  Noi abbiamo perso due  occasione: il Risorgimento e la Resistenza. E contandoci dovremo, per parte nostra, intendo sinistra, fare i conti definitiva,mente con la stramaledetta chiesa cattolica.  Da lei ci deriva l&#8217;infarcimento di idealismo, il plagio delle persone fin dalla più tenera età, l&#8217;abitudine alla corruzione pubblica ed amministrativa. Lo stato della chiesa fu talmente corrotto che Rossini poté ricavarne un&#8221;opera.<br />
La destra ora è vicina alle istituzioni ed ha accesso perciò alle armi&#8230;siamo noi che dobbiamo organizzarci all&#8217;uopo e di conseguenza.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Maria Giuseppina Tonelli		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/politica-news/2019/08/04/la-guerra-civile-che-viene-0117784#comment-168745</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maria Giuseppina Tonelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Aug 2019 08:38:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Analisi corretta ma che non offre, se non soluzioni, nemmeno alternative.

Non possiamo accettare supini una simile deriva. Consapevoli che i gruppi  chiusi delle forze dell&#039;ordine (mai nome fu&#039; più appropriato) hanno anche un potere militare, alla parte sana della società civile tocca comunque il compito di reagire. 

Occorre realizzare un formazione civica ampia, includendo tutte le forme di dissenso, con programmi che includano temi fondamentali quali, il lavoro, le tasse, sanità, scuola, pensioni.

Se la destra sforna attacchi quotidiani sul social, sui social (e altrove) possiamo fare altrettanto. Evitare ogni contrapposizione e sviscerare gli argomenti spiegando i pro ed i contro di ogni atto, politico ed amministrativo. Troppi non conoscono nemmeno i programmi dei partiti che hanno votato. Hanno votato per slogans, per titoli. 

Ricordiamoci che, anche se siamo un paese di destra, oggi un partito ha avuto alle elezioni nazionali di 18 mesi fa, il 19 del 54 circa percento degli aventi diritto. Un 44 percento non è andato a votare. Quasi la metà di noi. Il primo partito d&#039;Italia. Tra questi forse anche cittadini che aspettano un barlume di speranza. Non è la maniera corretta di reagire ma dovrebbe spingere altri a farlo, anche in nome loro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Analisi corretta ma che non offre, se non soluzioni, nemmeno alternative.</p>
<p>Non possiamo accettare supini una simile deriva. Consapevoli che i gruppi  chiusi delle forze dell&#8217;ordine (mai nome fu&#8217; più appropriato) hanno anche un potere militare, alla parte sana della società civile tocca comunque il compito di reagire. </p>
<p>Occorre realizzare un formazione civica ampia, includendo tutte le forme di dissenso, con programmi che includano temi fondamentali quali, il lavoro, le tasse, sanità, scuola, pensioni.</p>
<p>Se la destra sforna attacchi quotidiani sul social, sui social (e altrove) possiamo fare altrettanto. Evitare ogni contrapposizione e sviscerare gli argomenti spiegando i pro ed i contro di ogni atto, politico ed amministrativo. Troppi non conoscono nemmeno i programmi dei partiti che hanno votato. Hanno votato per slogans, per titoli. </p>
<p>Ricordiamoci che, anche se siamo un paese di destra, oggi un partito ha avuto alle elezioni nazionali di 18 mesi fa, il 19 del 54 circa percento degli aventi diritto. Un 44 percento non è andato a votare. Quasi la metà di noi. Il primo partito d&#8217;Italia. Tra questi forse anche cittadini che aspettano un barlume di speranza. Non è la maniera corretta di reagire ma dovrebbe spingere altri a farlo, anche in nome loro.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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