<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: La crisi di questo governo era “scritta nelle stelle”	</title>
	<atom:link href="https://contropiano.org/news/politica-news/2019/08/11/la-crisi-di-questo-governo-era-scritta-nelle-stelle-0117977/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://contropiano.org/news/politica-news/2019/08/11/la-crisi-di-questo-governo-era-scritta-nelle-stelle-0117977</link>
	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Mon, 12 Aug 2019 17:04:19 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>
		Di: giorgino		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/politica-news/2019/08/11/la-crisi-di-questo-governo-era-scritta-nelle-stelle-0117977#comment-169556</link>

		<dc:creator><![CDATA[giorgino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Aug 2019 13:55:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://contropiano.org/?p=117977#comment-169556</guid>

					<description><![CDATA[Secondo me parlare di tradimento di 5 stelle  non è molto appropriato, i 5 stelle rappresentano  una piccola borghesia ( in Italia più estesa che altrove) che è trasformista proprio per il posto che occupa nella stratificazione della società italiana, non molto diversamente anche per l&#039;elettorato della lega, spesso la loro critica al sistema della UE  vorrebbe solo  ripristinare le perdute condizioni di privilegio che la DC garantiva loro, per costoro è facile ripiegare dalla richiesta di più spesa pubblica allo sfogo dell&#039;aggressione a chi sta appena un pò più in basso, migranti etc, e rifarsi con l&#039;evasione fiscale cui Salvini e Di Maio nulla oppongono.

Se una parte di costoro, che non ha scampo rispetto alla progressiva centralizzazione dei capitali, può aderire ad una piattaforma progressiva, secondo me non deve essere &quot;adescata &quot; solleticando la loro voglia di andare contro la UE, per costoro si tratterebbe di ripristinare l&#039;assistenzialismo democristiano ai ceti improduttivi. Piuttosto, definire in positivo una qualche programmazione dell’economia che è più delle politiche keynesiane già fallite, la parte meno reazionaria della piccola borghesia, che materialmente non è più quella che nei primi anni 20 si diede con entusiasmo al fascismo, potrebbe trovare uno suo spazio (provvisorio) in un tale disegno. 

Ma si deve aggregare ad una prospettiva della classe (la nostra), per cui la vera priorità è la ricomposizione pratica e teorica di questa, secondo me voi fate della critica ad UE e Trattati pur giusta ed allo stato inevitabile, un poco una scorciatoia e assai meno stabilite un primario riferimento alla ricomposizione di classe e ad una crescente programmazione dell’economia. La critica alla UE deve essere solo una conseguenza, e deve essere distinta da quella piccolo borghese non solo in termini di coraggio e consequenzialità ma proprio rispetto alla prospettiva qualitativamente diversa che deve aprire, è in gioco il ruolo delle avanguardie (venisse in Italia qualcosa di simile ai gilet gialli, ci sarebbe una già sedimentata griglia teorica per non lasciarli alla polemica anti UE dei sovranisti ?) 

Allo stato, sembra che sia più il Capitale a porsi il problema della programmazione, pur dal suo punto di vista, vedi ad es progetto di politica industriale tedesco peraltro solo all’inizio, si può ipotizzare che la definitiva débacle dei 5 stelle apre uno spazio che tocca però ai comunisti saper usare con sguardo lungo e visione prospettica, infine voglio dire che la mia non è polemica ma aspettativa sul futuro che oggi appare forse meno nero]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo me parlare di tradimento di 5 stelle  non è molto appropriato, i 5 stelle rappresentano  una piccola borghesia ( in Italia più estesa che altrove) che è trasformista proprio per il posto che occupa nella stratificazione della società italiana, non molto diversamente anche per l&#8217;elettorato della lega, spesso la loro critica al sistema della UE  vorrebbe solo  ripristinare le perdute condizioni di privilegio che la DC garantiva loro, per costoro è facile ripiegare dalla richiesta di più spesa pubblica allo sfogo dell&#8217;aggressione a chi sta appena un pò più in basso, migranti etc, e rifarsi con l&#8217;evasione fiscale cui Salvini e Di Maio nulla oppongono.</p>
<p>Se una parte di costoro, che non ha scampo rispetto alla progressiva centralizzazione dei capitali, può aderire ad una piattaforma progressiva, secondo me non deve essere &#8220;adescata &#8221; solleticando la loro voglia di andare contro la UE, per costoro si tratterebbe di ripristinare l&#8217;assistenzialismo democristiano ai ceti improduttivi. Piuttosto, definire in positivo una qualche programmazione dell’economia che è più delle politiche keynesiane già fallite, la parte meno reazionaria della piccola borghesia, che materialmente non è più quella che nei primi anni 20 si diede con entusiasmo al fascismo, potrebbe trovare uno suo spazio (provvisorio) in un tale disegno. </p>
<p>Ma si deve aggregare ad una prospettiva della classe (la nostra), per cui la vera priorità è la ricomposizione pratica e teorica di questa, secondo me voi fate della critica ad UE e Trattati pur giusta ed allo stato inevitabile, un poco una scorciatoia e assai meno stabilite un primario riferimento alla ricomposizione di classe e ad una crescente programmazione dell’economia. La critica alla UE deve essere solo una conseguenza, e deve essere distinta da quella piccolo borghese non solo in termini di coraggio e consequenzialità ma proprio rispetto alla prospettiva qualitativamente diversa che deve aprire, è in gioco il ruolo delle avanguardie (venisse in Italia qualcosa di simile ai gilet gialli, ci sarebbe una già sedimentata griglia teorica per non lasciarli alla polemica anti UE dei sovranisti ?) </p>
<p>Allo stato, sembra che sia più il Capitale a porsi il problema della programmazione, pur dal suo punto di vista, vedi ad es progetto di politica industriale tedesco peraltro solo all’inizio, si può ipotizzare che la definitiva débacle dei 5 stelle apre uno spazio che tocca però ai comunisti saper usare con sguardo lungo e visione prospettica, infine voglio dire che la mia non è polemica ma aspettativa sul futuro che oggi appare forse meno nero</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
