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Il populismo buonista delle Sardine riempie San Giovanni, ma tiene alla larga i migranti

Più un happening che una manifestazione vera e propria quella di oggi. Arriviamo in piazza San Giovanni alle 14.30. La coreografia della manifestazione è semplice. Un camion palco diffonde la musica, in quel momento spara “Satisfaction” dei Rolling Stone. Nella piazza ci sono già migliaia di persone, ma il colpo d’occhio ci restituisce una valutazione anagrafica che va dai 40 anni in su, in pratica la generazione perduta. Di giovani se ne ancora vedono pochini. Tra la gente intravediamo lo scrittore Erri De Luca, ovviamente entusiasta. Più in là passeggia anche Cofferati.

Verso le 15.00 la piazza comincia a riempirsi. La gente arriva a gruppi. Ma anche qui il colpo d’occhio ti restituisce un convitato di pietra: non c’è neanche un immigrato, tranne quelli che da sempre cercano di venderti i libri dei poeti africani ad ogni manifestazione. E’ una piazza tutta “bianca” che si ritrova per bandire odio e razzismo ma forse non riesce a farsi capire da chi di odio e razzismo è la vittima principale.

Su questa contraddizione impatta l’arrivo in piazza di quelle che si sono definite “Sardine nere”. Sono i migranti e i rifugiati che nei giorni scorsi hanno manifestato per le strade di Napoli e poi diffuso un video in cui chiedevano ai capi della “Sardine bianche” di poter dire la loro esperienza di vita anche dal palco di San Giovanni. L’accoglienza della piazza verso questo gruppo di manifestanti è positiva ma contenuta. Alcuni cartelli dicono che Minniti, Salvini e Lamorgese hanno la stessa politica.Si capisce che è qualcosa di diverso dall’immaginario che si è voluto costruire con questa operazione delle Sardine. A sbarrare la strada però non è ancora il servizio d’ordine ma la ressa di fotografi, telecamere e giornalisti.

Dal palco si diffondono le note di Mannarino, Poi alle 15.20 parte Bella Ciao salutata poi da un applauso e dallo  slogan “Roma non si Lega”.

L’amplificazione del camion/palco non è potentissima e raggiunge solo una parte della piazza. Dal palco parla Carla Nespolo, poi vengono letti gli articoli 1,2,3, 10 e 21 della Costituzione. “Non ci avrete mai, questo è uno stato di diritto, la Costituzione ci protegge” dice una ragazza dal palco. Alle 15.30 parte l’Inno di Mameli, Nel frattempo lo spezzone con le Sardine Nere riesce ad arrivare vicino al palco. Lo seguono da presso le Sardine anticapitaliste e quelle antifasciste.

Il primo intervento ufficiale è quello dell’eurodeputato del Pd Piero Bartolo, presentato però come “il medico di Lampedusa”, ma da giugno è parlamentare europeo e in questi mesi è riuscito a mettere la sua firma sotto la risoluzione anticomunista approvata a Strasburgo e poi ad ammettere di aver fatto un errore. Un intervento che invita a sentirsi umani, a non valutare l’immigrazione come flussi ma come persone, a difendere la Costituzione ma anche l’Europa (sic!).

Lo stacco musicale dopo l’intervento è “Com’è profondo il mare” di Lucio Dalla e precede l’intervento della portavoce della nave Sea Watch che soccorre i profughi e i rifugiati nel Mediterraneo. Lancia l’invito a risolvere le cose con calma. Ma adesso i porti sono chiusi o aperti? Tra il 1 gennaio e il 30 novembre 2019 sono sbarcate in Italia 10.875 persone. Nei primi undici mesi del 2018 arrivarono circa 23 mila migranti, addirittura 119 mila nel 2017. A novembre sono arrivate solo 1,2 mila persone, un dato in calo anche rispetto ai mesi di settembre e ottobre. Salvini sbraitava per tenere i porti chiusi, la ministro Lamorgese è silenziosa ma tiene i porti chiusi. Sono solo diminuiti, e di molto, quelli che chiedevano di tenere aperti i porti, sia sulle banchine che nelle piazze e nei talk show. C’è qualcosa che non quadra.

Sotto il palco le Sardine Nere continuano a chiedere di poter fare intervenire un loro rappresentante e sembra che si apra una possibilità, “se ci sarà il tempo”. Appare abbastanza contraddittorio che in una manifestazione convocata contro l’odio e il razzismo ci sia “ritrosia” a far parlare le vitttime dell’odio e del razzismo. Nell’aria si diffondono le note di un brano che è un must: La libertà di Giorgio Gaber. Tra la gente avvistiamo anche Livia Turco (do you remember le Legge Turco-Napolitano sui migranti?).

Dal palco parla Luce transessuale venuta dal Molise a difendere la causa delle persone Lgbt. Nell’aria si diffondono le note de “La storia siamo noi” di Francesco De Gregori, un altro brano dell’album di famiglia.

Verso le 16.20 tocca a Mattia Santori, quello che è diventato il riccioluto volto e portavoce delle Sardine. L’esordio è da rockstar: “Siamo tantissimi!!” e ancora “Continuavano a chiederci: e adesso? Allora abbiamo deciso di svelare la verità: le sardine non sono mai esistite. Nelle piazze c’erano persone capaci di distinguere la politica dal marketing”. Un annuncio quello in piazza però smentito dai fatti. Parlando poi con i giornalisti lo stesso Santori ammette: “Abbiamo registrato il marchio delle sardine di Bologna per evitare che sia strumentalizzato non per fare politica. È chiaro che nessuno può usare il marchio delle sardine per fare politica”. Insomma se fai il marchio fai anche markenting. Da sotto gli slogan e i cartelli chiedono l’abrogazione dei decreti sicurezza e Santori deve improvvisare, prima chiede di “ripensare” i decreti, poi l’abrogazione. Viene da chiedersi se ne conosce la differenza.

Intanto la pressione delle Sardine Nere si era fatta più intensa e ci sono spintonamenti sotto il palco. Nel servizio d’ordine riconosciamo persone della Cgil, della Fiom, del Pd. Uno dei rappresentanti delle Sardine Nere riesce a salire sul palco, ma quando dovrebbe parlare parte la musica che ne copre le parole, sono le 16.30 e da quel momento in poi ci sarà solo musica, ma con pezzi più ballabili, fino ad un’ultima, più spenta, Bella Ciao mentre alle nostre spalle sulle note di un brano che è un inno alla  liberazione…. parte un trenino. In compenso le “Sardine” più giovani si avvicinano, discutono, vogliono capire il perchè di quel contrasto. Loro, per fortuna, non appartengono alla generazione perduta, quella dei 40 in su.

Scende il sole su Piazza San Giovanni gremita, sulla sinistra del palco compare una solitaria bandiera rossa, ma ormai non è più motivo di scontro politico. E adesso tutti a casa, l’happening è finito. Il momento di “felicità collettiva” che nessuno deve permettersi di interrompere ponendo questioni scomode è ormai consumato.

Il populismo buonista delle Sardine ha regalato a due generazioni politiche e anagrafiche l’attimo felice di aver  rivisto piazza San Giovanni stracolma come ai “bei tempi del Pci” o della “grande” Cgil, ma all’incasso non passeranno né l’uno né l’altro, al massimo passerà il Pd di oggi. E quello ve lo potete tenere.

Le foto che seguono sono di Patrizia Cortellessa

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18 Commenti


  • Paolo

    Continuiamo pure così! C’è la facciamo a portare in piazza 500 persone che cantino bella ciao???


    • Redazione Contropiano

      Se c’è una cosa di cui non possiamo essere rimproverati è di stare poco in piazza… E quasi sempre siamo parecchi di più di 500… Ma a noi Repubblica, il Corriere, La7, RaiTre, ecc, non ci sponsorizzano. Anzi, ci censurano sistematicamente…


  • Luca

    Articolo pessimo


    • Redazione Contropiano

      A noi e a molti lettori è piaciuto, ci dispiace per lei, se ne faccia una ragione


  • T.S.

    Al netto dei cori con “Bella ciao”, che oggi sono indice di antifascismo quanto una maglietta del Che esposta nelle vetrine di HM, in piazza è meglio non andarci se tocca condividerla con gente che predica l’antirazzismo ma si spaventa al primo uomo nero che chiede di dire la sua sull’argomento che lo riguarda.
    La militanza intesa come momento in cui ascoltare collettivamente (con Cofferati e Livia Turco?!?) Satisfaction come ai bei tempi in cui i capelli non erano grigi, è meglio confinarla ai disco pub per nostalgici dei tempi andati.
    Poi se credete di cambiare qualcosa facendovi dirigere da un trentenne che non sa esporre alcun concetto oltre la propria spocchia, e che da subito vi ha catalogati tutti come sardine – già che c’era poteva direttamente etichettarvi come pecore – dovreste farvi vedere da uno bravo.


  • andrea crino

    Niente di nuovo…si sà l’Italia è divisa in due da sempre…ci sn quelli di sx 46% e quelli di dx 54% , in democrazia purtroppo per voi siete la minoranza.A meno che non volete adottare metodi fascisti. Ps: vi faccio notare che BELLA CIAO è un Inno Patriottico contro l’invasore,nello specifico GERMANICO…se ne deduce che inno più sovranista e poulista di questo non vi puó essere. Accendete il cervello prima di cantare ?


  • Fabrizio

    In fondo sarebbe stata una bella idea pensare a un flash mob di bandiere rosse, invece di quella triste assemblea del 7 dicembre delle cosidette sinistre di opposizione, alla quale giustamente la rete dei comunisti non ha aderito. L’unita’ dei comunisti la possiamo ritrovare lasciandoci alle spalle il comunismo storico novecentesco. Come spesso ripetete dobbiamo evitare che il “morto acchiappi il vivo”.


  • Marco

    Straordinaria Italia surreale : siamo al fritto di pesce. È troppo se penso ala prossima portata? Io dico Polli, magari allevati a terra e senza uso di antibiotici.
    Niente da ridere. I media pompano qualsiasI refolo di vento per continuare una spietata guerra a base di armi di distrazione di massa.


  • Francesco (M)

    Scusate, non intendevo commentare, ma dire “a noi e a molti lettori è piaciuto” non è una risposta (d’altronde “articolo pessimo” non è una critica): però questo articolo dà la cifra di un giornale che unisce a pezzi ottimi e sempre sul punto, come quelli di Claudio Conti, ad articoli come questo, che vede il problema nella “generazione perduta” (esaltando “i più giovani”, che analisi profonda e mai sentita) e solo nella “dirigenza” e nella cornice della manifestazione e non anche nella composizione della piazza, che non sarà un blocco monolitico ma che è fortemente composta da ceto para-intellettuale, in parte ancora entro margini di garanzia, e che comunque condivide tutta una coscienza da ceto medio, oggi letteralmente “reazionaria”; Capisco stare in mezzo ai processi, ma se si spera di ripartire da quelle piazze e di sostituire al loro interno l’egemonia “democratica” con temi anti-capitalisti, altro che sinistra dello zero per cento. Forse, solo forse, una parte, solo una parte, quella in crisi, di quelle persone è raggiungibile, ma non in quel contesto (nè in contesti affini), nè in quei modi e certo non in tempi brevi.


    • Redazione Contropiano

      Lei ha dato un giudizio di merito definendolo pessimo, noi abbiamo dato un giudizio di merito affermando il contrario. Altri lettori condividono questo nostro giudizio di merito, altri condivideranno il suo. Punto


  • Redazione Contropiano

    La generazione perduta purtroppo è l’ipoteca sul conflitto sociale di questo paese. Si portano dietro e dentro o la sconfitta o la totale omologazione alle categorie dell’avversario. O riescono a liberarsi almeno della prima, o saranno un intralcio sulla strada delle generazioni che sono nate e cresciute nella crisi e quindi senza gli orpelli e le mistificazioni che hanno sconfitto o imbrigliato quella precedente


  • Davide

    Finalmente un’analisi vera, concreta, politica di questo movimento. Ottimo articolo.


  • mauro

    Sarebbe utile,al di la’ delle polemiche, un’analisi sulla composizione di classe delle “sardine”,non meccanicistica,ma approfondita e in tempi brevi.Apparirebbe piu’ chiaro,quali strati sociali rappresentano e quali interessi di classe.Magari e’ presto ,magari sono solo un fenomeno televisivo pre elettorale.Magari sono nostalgia della balena bianca.


  • Alderigi

    Mah io a Modena posso dire che I migranti c’erano eccome, tra l’altro sono stati proprio due migranti ad organizzare qui. Così come c’erano a Bologna e a Roma su tutti i giornali ha girato l’immagine di una ragazza mussulmana che parlava. In un evento si è presentato un gruppo con la bandiera di un partito sapendo che la regola è tenersi fuori dai partiti non dovevano farlo! Per le critiche sul programma si costruisce passo dopo passo ed è giusto così. Trovo molte critiche discutibili, finalmente un movimento ha mosso le persone e fa parlare di sé in modo positivo anche all’estero ( guardate la trasmissione che Arté ha dedicato al movimento delle sardine e agli articoli scritti da Le Monde ed altri)


    • Redazione Contropiano

      Solo per tua informazione: non è il primo movimento che “muove le persone”,altrimenti non ci sarebbe mai stato prima nessun movimento… Sul fatto che ci sia stata una grande copertura mediatica (addirittura prima che cominciasse a scendere in piazza!) siamo d’accordo.. In questo senso è davvero la prima volta, ma non è affatto un buon segno che il potere ti lisci il pelo…


  • Francesco (M)

    No, “pessimo articolo ” lo ha definito Luca, io ho parlato di articoli di qualità diversa, ma ho soprattutto espresso un’opinione, non necessariamente giusta, riguardo al contenuto dell’articolo, visto che al non-commento di Luca è stata data una non-risposta; non mi aspettavo certo che foste d’accordo, dato che avete pubblicato l’articolo, ma una risposta a quanto detto, per pensarci sopra, si. Non l’ho avuta, tornerò a leggere gli articoli che considero buoni senza perdere tempo a commentare, come prima.


  • Marina

    Il medico di Lampedusa e’ medico prima che deputato del PD. …
    E poi…. a cosa servirà questo vostro disfattismo, questo gettare fango. Noi , generazione perduta, io.ho 60 anni e sono sempre stata una compagna della zona che una volta si.chiamava extraparlamentare, non ho mai.votato PD e mai lo farò. Ma sono felice di questo movimento.che si è mosso spontaneamente. Di tanta gente che si riversa nelle piazze a dire che non ne può più dell’arroganza, di questo fascismo e di questo lassismo nelle parole, nei gesti, del razzismo contro tutto e tutti , contro le donne. I duri e puri miei cari non ci sono, siete lontani dalla gente e scusate ma vi trovo anche un po’ supponenti
    Agli incontri di PaP , non ci sono , quando va bene, che poche centinaia di persone, e se in piazza , sabato, c’era l’età della generazione perduta, all’ultima assemblea che andai.di potere al popolo , l’età davvero andava dalla mia agli 80 !!! Mi era sembrato di entrare in una scena del film.La bella epoque, dove si riproducono ambientazioni passate. No “ragazzo” , non ci siamo. In questo modo, il vostro si perde anche quel poco di seguito che sembrava essersi riformato. Con questi ragazzi, con questa gente va cercato un confronto, un colloquio. ” la gente” ne ha voglia bisogno di esserci , evidentemente. E voi non potete snobbare così.


    • Redazione Contropiano

      Capiamo il tuo punto di vista e ovviamente – se leggi l’editoriale che avevano scritto una ventina di giorni prima (https://contropiano.org/editoriale/2019/11/21/sardine-what-else-0121046) – abbiamo sempre cercato di distinguere con un po’ di precisione tra bisogni e aspirazioni della gente che si riversa in piazza rispetto ai “dominus” dell’operazione. Se poi uno vuol sperare che le cose stiano diversamente, libero di farlo… Ma non metta in conto a noi la sua delusione per come andranno le cose (in estrema sintesi: se si arriva al “governo tecnico”, con o senza Draghi, che anche Salvini ora sponsorizza, questo movimento perde l’oggetto su cui riunirsi, perché tutti i partiti principali, Lega compresa, appoggeranno quel governo e dunque nessuno sarà più “stigmatizzabile”, se non per come veste, mangia e rutta… Vedi pure: https://contropiano.org/news/politica-news/2019/12/15/banche-italiane-contro-il-mes-la-politica-verso-il-governo-tecnico-0121998

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