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	Commenti a: Pubblico batte privato. E&#8217; ora di cambiare &#8220;sistema&#8221;	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Sun, 05 Jul 2020 20:13:53 +0000</lastBuildDate>
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		Di: Andrea B.		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2020 20:13:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Francesco scusami se lo ripeto, ma lo ritengo fondamentale, se non altro per accreditare serietà e fondatezza di una plausibile controproposta.
&quot;Affrontare una crisi sistemica come questa richiede uno sforzo enorme intanto sul piano intellettuale, rompendo con le tristi e inconcludenti abitudini della cosiddetta “sinistra radicale” degli ultimi 30 anni.
Ma anche con la coazione a ripetere che si è imposta, giocoforza, nelle non grandissime forze “anticapitaliste” esistenti. Pensare all’autunno – o comunque al prossimo futuro – “con la testa voltata all’indietro”, è una sciocchezza che non possiamo permetterci.
Non si tratta nemmeno di “sommare sigle”, politiche e/o sindacali, che nel loro insieme non darebbero un risultato degno di nota o all’altezza dei problemi.
Si tratta di intercettare il malessere del “blocco sociale popolare” costruendo il percorso e le strutture, ma soprattutto elaborando la “visione” e i progetti di trasformazione che permettono di realizzare la soddisfazione di quei bisogni.&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Francesco scusami se lo ripeto, ma lo ritengo fondamentale, se non altro per accreditare serietà e fondatezza di una plausibile controproposta.<br />
&#8220;Affrontare una crisi sistemica come questa richiede uno sforzo enorme intanto sul piano intellettuale, rompendo con le tristi e inconcludenti abitudini della cosiddetta “sinistra radicale” degli ultimi 30 anni.<br />
Ma anche con la coazione a ripetere che si è imposta, giocoforza, nelle non grandissime forze “anticapitaliste” esistenti. Pensare all’autunno – o comunque al prossimo futuro – “con la testa voltata all’indietro”, è una sciocchezza che non possiamo permetterci.<br />
Non si tratta nemmeno di “sommare sigle”, politiche e/o sindacali, che nel loro insieme non darebbero un risultato degno di nota o all’altezza dei problemi.<br />
Si tratta di intercettare il malessere del “blocco sociale popolare” costruendo il percorso e le strutture, ma soprattutto elaborando la “visione” e i progetti di trasformazione che permettono di realizzare la soddisfazione di quei bisogni.&#8221;</p>
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