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	Commenti a: Il giorno della memoria… e non dei falsi	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Thu, 28 Jan 2021 10:26:11 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Di: Francesco Casuccio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Casuccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2021 10:26:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il nazismo e il fascismo presero il potere anche grazie all&#039;appoggio delle borghesie nazionali (tedesca e italiana) e alla simpatia di gran parte del mondo anglosassone e della chiesa cattolica.
I primi governi fascisti e nazisti includevano &#039;moderati&#039; liberali e cattolici.
Gran parte del partito conservatore inglese e la corona britannica guardavano con simpatia agli anticomunisti Mussoliini e Hitler. E il famoso &#039;miracolo economico&#039; nazista fu finanziato dalle corporation americane, che persino durante la guerra, con le loro filiali tedesche, continuarono ad armare la macchina da guerra criminale di Hitler.
Oggi,in modo vergognoso e  con il contributo dei pentiti del comunismo , l&#039;Europa ha equiparato nazismo e comunismo , con una lettura prevalentemente anticomunista.
Gloria eterna all&#039;ARMATA ROSSA degli operai e dei contadini sovietici !!!!!!!
Ни шагу назад!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nazismo e il fascismo presero il potere anche grazie all&#8217;appoggio delle borghesie nazionali (tedesca e italiana) e alla simpatia di gran parte del mondo anglosassone e della chiesa cattolica.<br />
I primi governi fascisti e nazisti includevano &#8216;moderati&#8217; liberali e cattolici.<br />
Gran parte del partito conservatore inglese e la corona britannica guardavano con simpatia agli anticomunisti Mussoliini e Hitler. E il famoso &#8216;miracolo economico&#8217; nazista fu finanziato dalle corporation americane, che persino durante la guerra, con le loro filiali tedesche, continuarono ad armare la macchina da guerra criminale di Hitler.<br />
Oggi,in modo vergognoso e  con il contributo dei pentiti del comunismo , l&#8217;Europa ha equiparato nazismo e comunismo , con una lettura prevalentemente anticomunista.<br />
Gloria eterna all&#8217;ARMATA ROSSA degli operai e dei contadini sovietici !!!!!!!<br />
Ни шагу назад!</p>
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		<title>
		Di: Francesco Carlucci		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Carlucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2021 08:41:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Da ex detenuto político comunista italo-argentino (prima scomparso e per fortuna settimane dopo riaaparso) dell&#039;ultima criminale dittatura militare argentina posso dire che solo a parole la borghesia dice di combattere il nazismo perchè nei fatti non muove un dito per farlo, la prova al meno in Italia è data da la presenza da anni di due assasini torturatori (ma sono molto di più) Troccoli e Malatto, che continuano indisturbati a girare per le strade italiane, dilatando al infinito la richiesta di espatrio del governo argentino, solo pianto da coccodrillo (mi perdono il povero animale) e niente più. Giusto l&#039;analisi del compagno Cremaschi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da ex detenuto político comunista italo-argentino (prima scomparso e per fortuna settimane dopo riaaparso) dell&#8217;ultima criminale dittatura militare argentina posso dire che solo a parole la borghesia dice di combattere il nazismo perchè nei fatti non muove un dito per farlo, la prova al meno in Italia è data da la presenza da anni di due assasini torturatori (ma sono molto di più) Troccoli e Malatto, che continuano indisturbati a girare per le strade italiane, dilatando al infinito la richiesta di espatrio del governo argentino, solo pianto da coccodrillo (mi perdono il povero animale) e niente più. Giusto l&#8217;analisi del compagno Cremaschi.</p>
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		<title>
		Di: Pasquale		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pasquale]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2021 19:24:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il grande Charlie Chaplin dice “È successo in Germania; ma le stesse cellule malate si trovano nel corpo di ogni nazione, pronte a entrare in attività”. La memoria non è una cosa scontata, va esercitata e curata costantemente con attenzione nella nostra vita di ogni giorno. Il 27 gennaio 1945 è il giorno in cui le truppe sovietiche della 60ª Armata arrivarono presso la città polacca di Auschwitz, spalancando il vicino campo di concentramento e liberandone i superstiti. Già intorno alla metà di gennaio, sapendo dell’avvicinamento dell’Armata rossa, i Nazisti avevano cominciato a sgombrare l’articolata struttura, portando con loro i prigionieri sani, molti dei quali perirono durante l’andatura sostenuta perché non riuscirono a resistere al ritmo. Inoltre i tedeschi avevano cercato di rimuovere quasi tutte le prove dei misfatti che avevano commesso, facendo deflagrare diverse costruzioni, dove in alcune erano contenuti i forni crematori in cui venivano bruciati i cadaveri delle persone uccise. Quando l’armata rossa dell’esercito sovietico raggiunse il campo di Auschwitz dovette assistere a una scena avvilente. Ogni 27 gennaio, per questo, diventa una conquista. In questo giorno la memoria di tutti va alle vittime dell’Olocausto, del nazismo e del fascismo. Una giornata internazionale che l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il 1º novembre 2005, durante la 42ª riunione plenaria riconobbe come tale, assegnandole valore politico e istituzionale su uno dei tavoli più importanti della diplomazia mondiale.
Il dramma di Auschwitz, infatti, è il simbolo dello sterminio degli ebrei, degli omosessuali dei rom, dei disabili, dei dissidenti politici, dei comunisti. Ma non solo, è un ricordo unanime che oltrepassa ogni legame, adesione o appartenenza a stati, a comunità o condizione. Il ricordo di questa pagina terribile della storia italiana del Novecento di cui anche il nostro paese si rese partecipe, con le famose leggi razziali del ventennio fascista, obbliga di coltivare la memoria critica e di non dimenticare quanto sosteneva Primo Levi: “ricordate che quello che è stato, in futuro, con il sonno della ragione e la mancanza di memoria, potrebbe ripetersi e verificarsi nuovamente”.

Pasquale Aiello]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il grande Charlie Chaplin dice “È successo in Germania; ma le stesse cellule malate si trovano nel corpo di ogni nazione, pronte a entrare in attività”. La memoria non è una cosa scontata, va esercitata e curata costantemente con attenzione nella nostra vita di ogni giorno. Il 27 gennaio 1945 è il giorno in cui le truppe sovietiche della 60ª Armata arrivarono presso la città polacca di Auschwitz, spalancando il vicino campo di concentramento e liberandone i superstiti. Già intorno alla metà di gennaio, sapendo dell’avvicinamento dell’Armata rossa, i Nazisti avevano cominciato a sgombrare l’articolata struttura, portando con loro i prigionieri sani, molti dei quali perirono durante l’andatura sostenuta perché non riuscirono a resistere al ritmo. Inoltre i tedeschi avevano cercato di rimuovere quasi tutte le prove dei misfatti che avevano commesso, facendo deflagrare diverse costruzioni, dove in alcune erano contenuti i forni crematori in cui venivano bruciati i cadaveri delle persone uccise. Quando l’armata rossa dell’esercito sovietico raggiunse il campo di Auschwitz dovette assistere a una scena avvilente. Ogni 27 gennaio, per questo, diventa una conquista. In questo giorno la memoria di tutti va alle vittime dell’Olocausto, del nazismo e del fascismo. Una giornata internazionale che l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il 1º novembre 2005, durante la 42ª riunione plenaria riconobbe come tale, assegnandole valore politico e istituzionale su uno dei tavoli più importanti della diplomazia mondiale.<br />
Il dramma di Auschwitz, infatti, è il simbolo dello sterminio degli ebrei, degli omosessuali dei rom, dei disabili, dei dissidenti politici, dei comunisti. Ma non solo, è un ricordo unanime che oltrepassa ogni legame, adesione o appartenenza a stati, a comunità o condizione. Il ricordo di questa pagina terribile della storia italiana del Novecento di cui anche il nostro paese si rese partecipe, con le famose leggi razziali del ventennio fascista, obbliga di coltivare la memoria critica e di non dimenticare quanto sosteneva Primo Levi: “ricordate che quello che è stato, in futuro, con il sonno della ragione e la mancanza di memoria, potrebbe ripetersi e verificarsi nuovamente”.</p>
<p>Pasquale Aiello</p>
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