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	Commenti a: Unione Popolare: una goccia che vuole diventare tsunami	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: M		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[M]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Aug 2022 19:33:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Attendiamo il programma, e dato e&#039; cosa fuori moda, direi che dovrebbe essere meno fumoso,con pochi punti chiari. Vedi quello di france insoumise. Forza]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Attendiamo il programma, e dato e&#8217; cosa fuori moda, direi che dovrebbe essere meno fumoso,con pochi punti chiari. Vedi quello di france insoumise. Forza</p>
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		Di: Manlio Padovan		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Manlio Padovan]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Aug 2022 09:31:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Spero mi si consentirà di chiarire il mio pensiero.

Io nulla ho scritto che lasci supporre la volontà di imporre qualcosa a chicchessia. 
Ma se a base del comunismo non si pone il materialismo, che è l’opposto ed il nemico dell’idealismo, non si capisce perché la chiesa consideri scomunicati tutti i comunisti, senza se e senza ma. Non si capisce perché quelli del PCI passavano per atei quindi materialisti e quelli della DC per credenti quindi idealisti: almeno in linea di massima era così.
Altra questione è invece quella della libertà della religione: essa sia libera come fatto privato, assolutamente privato, senza se e senza ma ancora, ed io non ho affermato il contrario. Ma è certo che l’idealista che si senta anche comunista, cioè materialista, vive una contraddizione palese: fatti suoi? Sì, certo, fatti suoi! Ma, almeno, non confondiamo le carte.
Di certo il nostro è un paese da rifondare. Non posso non riportare le parole seguenti di Ermanno Rea che mettono in risalto le cause profonde della nostra situazione. Quando prenderemo di petto, finalmente, le reali ragioni che hanno fatto di noi ciò che siamo? Quando sentirò realmente parlare di liberare l’Italia dai barbari?
“E dire che a inventare il cittadino responsabile siamo stati noi italiani! Accadde molti secoli fa, tra il Trecento e il Cinquecento, con l’Umanesimo e il Rinascimento. Fu una lunga stagione di gloria che durò non meno di centocinquant’anni; poi, lentamente, furono spente tutte le luci che erano state accese e, tra roghi e altre forme di violenta repressione, la Controriforma espulse dall’Italia quell’”homo novus” appena plasmato sostituendolo con un “suddito deresponsabilizzato”, vera e propria maschera della sottomissione e della rinuncia a ogni forma di autonomia di pensiero…Se è vero, come è vero, che sono soprattutto la storia e le istituzioni a forgiare un popolo…Così accadde che gli italiani furono costretti a vivere l’esperienza di una sottomissione di cui continuano a pagare le conseguenze attraverso quel divieto di “pensare in proprio”, che si trasformerà ben presto in conformismo coatto e cortigianeria…Ma quale “tenace ricerca del vero” può darsi al di fuori di una piena libertà di pensiero…Possiamo ben dire che la Chiesa, tra il cinquecento e il Seicento e anche oltre, farà conoscere con notevole anticipo all’Italia (e non soltanto) il fascismo che si annida tra le pieghe del potere, di qualsiasi potere, e tanto più di quello che non si accontenta di imporre le sue regole con la forza bruta ma pretende di impossessarsi della coscienza stessa del cittadino, espugnandone mente e cuore…Ecco perché non c’è letteratura italiana moderna. «Per scrivere “Madame Bovary” bisogna decidere di mostrare la mediocrità della borghesia francese»…In altri termini, la Controriforma è riuscita talmente a offuscare il nostro animo da non consentirci neppure di praticare una letteratura di denuncia…Ma il silenzio della letteratura è soltanto una modesta spia del silenzio della ragione…una destabilizzazione politica che ha un unico obiettivo di carattere generale: impedire che l’Italia compia qualsiasi riforma democratica che modifichi i tradizionali assetti sociali e soprattutto minacci quella gerarchia di valori che costituisce, secondo santa romana Chiesa e la cultura che rappresenta, la spina dorsale della nostra civiltà.”   (E. Rea La fabbrica dell’obbedienza/Il lato oscuro e complice degli italiani). 
Mi basterebbe poco: almeno sentissi parlare seriamente di laicità dello Stato e delle sue istituzioni. 
Non c’è uno, dico uno, che consideri il tema doveroso o, quanto meno, di interesse nazionale.
Sembra che non si voglia riconoscere in tutta la sua portata politica e sociale il tema della laicità. Uno Stato che non sia veramente laico, tanto laico da essere in vero a-teo per non dare adito a dubbi sulla sua collocazione nei riguardi delle religioni, non è uno Stato civile. Vien da pensare che la politica che viviamo sia suddita della chiesa per interesse proprio. Per addormentare le coscienze. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ma nessuno ne parla!
Si pensi solo alla puerilità della nostra letteratura. Noi siamo ancora fermi ai Promessi sposi, quando la Francia con la sua letteratura ha avuto nel 1905 una legge seria sulla laicità. Ma si pensi all’economia e alla pace essendo la chiesa cattolica, il Vaticano, la maggiore finanziatrice delle industrie di armi italiane con le sue banche, come nel 1935 fu uno dei primi fornitori di armi nella invasione dell&#039;Abissinia. 
Ma nessuno ne parla!
Non posso andare oltre e mi scuso per la lunghezza del discorso.
Ci tenevo ad essere un po’ più esaustivo e spero di esserci riuscito.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spero mi si consentirà di chiarire il mio pensiero.</p>
<p>Io nulla ho scritto che lasci supporre la volontà di imporre qualcosa a chicchessia.<br />
Ma se a base del comunismo non si pone il materialismo, che è l’opposto ed il nemico dell’idealismo, non si capisce perché la chiesa consideri scomunicati tutti i comunisti, senza se e senza ma. Non si capisce perché quelli del PCI passavano per atei quindi materialisti e quelli della DC per credenti quindi idealisti: almeno in linea di massima era così.<br />
Altra questione è invece quella della libertà della religione: essa sia libera come fatto privato, assolutamente privato, senza se e senza ma ancora, ed io non ho affermato il contrario. Ma è certo che l’idealista che si senta anche comunista, cioè materialista, vive una contraddizione palese: fatti suoi? Sì, certo, fatti suoi! Ma, almeno, non confondiamo le carte.<br />
Di certo il nostro è un paese da rifondare. Non posso non riportare le parole seguenti di Ermanno Rea che mettono in risalto le cause profonde della nostra situazione. Quando prenderemo di petto, finalmente, le reali ragioni che hanno fatto di noi ciò che siamo? Quando sentirò realmente parlare di liberare l’Italia dai barbari?<br />
“E dire che a inventare il cittadino responsabile siamo stati noi italiani! Accadde molti secoli fa, tra il Trecento e il Cinquecento, con l’Umanesimo e il Rinascimento. Fu una lunga stagione di gloria che durò non meno di centocinquant’anni; poi, lentamente, furono spente tutte le luci che erano state accese e, tra roghi e altre forme di violenta repressione, la Controriforma espulse dall’Italia quell’”homo novus” appena plasmato sostituendolo con un “suddito deresponsabilizzato”, vera e propria maschera della sottomissione e della rinuncia a ogni forma di autonomia di pensiero…Se è vero, come è vero, che sono soprattutto la storia e le istituzioni a forgiare un popolo…Così accadde che gli italiani furono costretti a vivere l’esperienza di una sottomissione di cui continuano a pagare le conseguenze attraverso quel divieto di “pensare in proprio”, che si trasformerà ben presto in conformismo coatto e cortigianeria…Ma quale “tenace ricerca del vero” può darsi al di fuori di una piena libertà di pensiero…Possiamo ben dire che la Chiesa, tra il cinquecento e il Seicento e anche oltre, farà conoscere con notevole anticipo all’Italia (e non soltanto) il fascismo che si annida tra le pieghe del potere, di qualsiasi potere, e tanto più di quello che non si accontenta di imporre le sue regole con la forza bruta ma pretende di impossessarsi della coscienza stessa del cittadino, espugnandone mente e cuore…Ecco perché non c’è letteratura italiana moderna. «Per scrivere “Madame Bovary” bisogna decidere di mostrare la mediocrità della borghesia francese»…In altri termini, la Controriforma è riuscita talmente a offuscare il nostro animo da non consentirci neppure di praticare una letteratura di denuncia…Ma il silenzio della letteratura è soltanto una modesta spia del silenzio della ragione…una destabilizzazione politica che ha un unico obiettivo di carattere generale: impedire che l’Italia compia qualsiasi riforma democratica che modifichi i tradizionali assetti sociali e soprattutto minacci quella gerarchia di valori che costituisce, secondo santa romana Chiesa e la cultura che rappresenta, la spina dorsale della nostra civiltà.”   (E. Rea La fabbrica dell’obbedienza/Il lato oscuro e complice degli italiani).<br />
Mi basterebbe poco: almeno sentissi parlare seriamente di laicità dello Stato e delle sue istituzioni.<br />
Non c’è uno, dico uno, che consideri il tema doveroso o, quanto meno, di interesse nazionale.<br />
Sembra che non si voglia riconoscere in tutta la sua portata politica e sociale il tema della laicità. Uno Stato che non sia veramente laico, tanto laico da essere in vero a-teo per non dare adito a dubbi sulla sua collocazione nei riguardi delle religioni, non è uno Stato civile. Vien da pensare che la politica che viviamo sia suddita della chiesa per interesse proprio. Per addormentare le coscienze. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ma nessuno ne parla!<br />
Si pensi solo alla puerilità della nostra letteratura. Noi siamo ancora fermi ai Promessi sposi, quando la Francia con la sua letteratura ha avuto nel 1905 una legge seria sulla laicità. Ma si pensi all’economia e alla pace essendo la chiesa cattolica, il Vaticano, la maggiore finanziatrice delle industrie di armi italiane con le sue banche, come nel 1935 fu uno dei primi fornitori di armi nella invasione dell&#8217;Abissinia.<br />
Ma nessuno ne parla!<br />
Non posso andare oltre e mi scuso per la lunghezza del discorso.<br />
Ci tenevo ad essere un po’ più esaustivo e spero di esserci riuscito.</p>
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		Di: Sergio		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/politica-news/2022/08/08/unione-popolare-una-goccia-che-vuole-diventare-tsunami-0151615#comment-230062</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sergio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Aug 2022 09:07:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per dare una speranza concreta e non parolaia bisogna allearsi ai 5stelle, costituire nelle elezioni il terzo polo alternativo alla destra fascista, razzista filopadronale e al PD, guerrafondaio e liberista fino al midollo...i voti della sinistra, di almeno una parte, sono nei 5 stelle (oltre che nell&#039;ascensore che si recupera se c&#039;è una possibilità di incidere fortemente) non nel pd e nelle frattaglie di gruppi dirigenti senza esercito. Ciao]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per dare una speranza concreta e non parolaia bisogna allearsi ai 5stelle, costituire nelle elezioni il terzo polo alternativo alla destra fascista, razzista filopadronale e al PD, guerrafondaio e liberista fino al midollo&#8230;i voti della sinistra, di almeno una parte, sono nei 5 stelle (oltre che nell&#8217;ascensore che si recupera se c&#8217;è una possibilità di incidere fortemente) non nel pd e nelle frattaglie di gruppi dirigenti senza esercito. Ciao</p>
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