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	Commenti a: Giorgio Amendola, il dirigente del Pci che detestava la classe operaia	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: Eros Barone		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Eros Barone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jun 2023 22:01:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In un profilo di Giorgio Amendola scritto per il settimanale &quot;l&#039;Espresso&quot; del 10 ottobre 1982 Luigi Pintor fornisce una definizione esemplare, sobria ed inoppugnabile, di un esponente prototipico di quella generazione di dirigenti comunisti:  
&quot;Forse, in passato, avrei politicamente definito Amendola un «bolscevico di destra». Ma le definizioni sono sempre arbitrarie, di rado pertinenti e spesso deformanti. Di sicuro Amendola ha avuto una buona vita, e ha lasciato di sé un’immagine forte. Eviterei di iscriverlo in una leggenda, che non è rendere un buon servizio a nessuno, come forse anche tra i padri della Repubblica, non perché non lo meriti o perché i padri della Repubblica non siano tutti variamente degni, ma perché gravemente sospeso è il giudizio sulla loro creatura. Questa Repubblica non è una gran donna. Sarebbe meglio che soprattutto di lei ci si preoccupasse, senza attribuire ai genitori scomparsi né più virtù né più peccati di quel che loro spetta, senza inventarci favolosi lasciti o comodi alibi&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un profilo di Giorgio Amendola scritto per il settimanale &#8220;l&#8217;Espresso&#8221; del 10 ottobre 1982 Luigi Pintor fornisce una definizione esemplare, sobria ed inoppugnabile, di un esponente prototipico di quella generazione di dirigenti comunisti:<br />
&#8220;Forse, in passato, avrei politicamente definito Amendola un «bolscevico di destra». Ma le definizioni sono sempre arbitrarie, di rado pertinenti e spesso deformanti. Di sicuro Amendola ha avuto una buona vita, e ha lasciato di sé un’immagine forte. Eviterei di iscriverlo in una leggenda, che non è rendere un buon servizio a nessuno, come forse anche tra i padri della Repubblica, non perché non lo meriti o perché i padri della Repubblica non siano tutti variamente degni, ma perché gravemente sospeso è il giudizio sulla loro creatura. Questa Repubblica non è una gran donna. Sarebbe meglio che soprattutto di lei ci si preoccupasse, senza attribuire ai genitori scomparsi né più virtù né più peccati di quel che loro spetta, senza inventarci favolosi lasciti o comodi alibi&#8221;.</p>
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