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	Commenti a: Lo storico della «Genova bene» e il rivoluzionario che viene dal popolo	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Mon, 10 Feb 2025 07:04:00 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Di: Redazione Contropiano		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Contropiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2025 07:04:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://contropiano.org/news/politica-news/2023/11/19/lo-storico-della-genova-bene-e-il-rivoluzionario-che-viene-dal-popolo-0166541#comment-264957&quot;&gt;gianni priano&lt;/a&gt;.

Ce ne sono diversi, di buona qualità anche letteraria (citiamo solo Barbara Balzerani) e di grande empatto emotivo (&quot;Correvo pensando ad Anna, di Pasquale Abatangelo, ora anche un film).
Nonché una &quot;Storia delle Brigate Rosse&quot; redatta d a uno storico di professione - non un &quot;narratore&quot; che si prende le sue libertà - edito prima da Odradek e poi, in versione più ampia, da Derive e Approdi (solo il primo volume perché la &quot;polizia della storia&quot; ha pensato bene di intervenire per impedire che uscissero anche i successivi...
Soddisfatto?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://contropiano.org/news/politica-news/2023/11/19/lo-storico-della-genova-bene-e-il-rivoluzionario-che-viene-dal-popolo-0166541#comment-264957">gianni priano</a>.</p>
<p>Ce ne sono diversi, di buona qualità anche letteraria (citiamo solo Barbara Balzerani) e di grande empatto emotivo (&#8220;Correvo pensando ad Anna, di Pasquale Abatangelo, ora anche un film).<br />
Nonché una &#8220;Storia delle Brigate Rosse&#8221; redatta d a uno storico di professione &#8211; non un &#8220;narratore&#8221; che si prende le sue libertà &#8211; edito prima da Odradek e poi, in versione più ampia, da Derive e Approdi (solo il primo volume perché la &#8220;polizia della storia&#8221; ha pensato bene di intervenire per impedire che uscissero anche i successivi&#8230;<br />
Soddisfatto?</p>
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		<title>
		Di: gianni priano		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gianni priano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Feb 2025 23:33:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A me il libro di Luzzatto è piaciuto. Ero partito con i miei bravi (i bravi, quelli di don Rodrigo, arroganti e  poco dialoganti) pregiudizi ma mano a mano che procedevo nella lettura i pregiudizi dileguavano. Certamente il libro di Luzzatto è un libro di parte, certamente Luzzatto è un borghese che ha fatto il classico D&#039; Oria. E però il libro che ha scritto è un gran bel libro. Non perchè dica la verità ma perchè dice, con chiarezza, la verità di uno storico borghese. E la sua verità Luzzatto la dice usando un bell&#039; italiano, senza pedanteria. Marcia per oltre 600 pagine senza annoiare mai. È bravo. Come è bravo Scurati. Borghesi finchè si vuole ma bravi a raccontare. A dire la propria. C&#039; è un rivoluzionario altrettanto capace di scrivere la sua verità senza cadere nella retorica, nella banalità, in una prosa appesantita da slogan di maniera? Se c&#039; è si faccia avanti e scriva il suo libro anzichè frasi da bollettino della Madonna della guardia rossa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A me il libro di Luzzatto è piaciuto. Ero partito con i miei bravi (i bravi, quelli di don Rodrigo, arroganti e  poco dialoganti) pregiudizi ma mano a mano che procedevo nella lettura i pregiudizi dileguavano. Certamente il libro di Luzzatto è un libro di parte, certamente Luzzatto è un borghese che ha fatto il classico D&#8217; Oria. E però il libro che ha scritto è un gran bel libro. Non perchè dica la verità ma perchè dice, con chiarezza, la verità di uno storico borghese. E la sua verità Luzzatto la dice usando un bell&#8217; italiano, senza pedanteria. Marcia per oltre 600 pagine senza annoiare mai. È bravo. Come è bravo Scurati. Borghesi finchè si vuole ma bravi a raccontare. A dire la propria. C&#8217; è un rivoluzionario altrettanto capace di scrivere la sua verità senza cadere nella retorica, nella banalità, in una prosa appesantita da slogan di maniera? Se c&#8217; è si faccia avanti e scriva il suo libro anzichè frasi da bollettino della Madonna della guardia rossa.</p>
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		<title>
		Di: Ilaria		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ilaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Nov 2023 08:18:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Buongiorno, premesso che non ho ancora letto il libro,mi chiedo se sia mai stata intervistata la sua compagna dell&#039;epoca. Forse non rilascia interviste per carità,ma chi meglio di lei poteva dire qualcosa su Riccardo Dura?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno, premesso che non ho ancora letto il libro,mi chiedo se sia mai stata intervistata la sua compagna dell&#8217;epoca. Forse non rilascia interviste per carità,ma chi meglio di lei poteva dire qualcosa su Riccardo Dura?</p>
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		<title>
		Di: turi palidda		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[turi palidda]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Nov 2023 19:05:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[eccellente critica di Enrico Porsia !!! BRAVO !!! E&#039; ora di decostruire senza pietà i pseudo intellettuali che credono di poter scrivere quello che vogliono e farlo passare per &quot;grande oeuvre&quot;. . ...  Vergognosa arroganza di una flagrante IMPOSTURA !!! IGNOBILE E VIGLIACCA AGGRESSIONE A UN MILITANTE CHE CERTO NON PUO&#039; REAGIRE ...  E QUESTO LA DICE LUNGA SULL&#039;ETICA DI QUESTO STORICO di cui giustamente Porsia  mostra l&#039;inconsistenza ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>eccellente critica di Enrico Porsia !!! BRAVO !!! E&#8217; ora di decostruire senza pietà i pseudo intellettuali che credono di poter scrivere quello che vogliono e farlo passare per &#8220;grande oeuvre&#8221;. . &#8230;  Vergognosa arroganza di una flagrante IMPOSTURA !!! IGNOBILE E VIGLIACCA AGGRESSIONE A UN MILITANTE CHE CERTO NON PUO&#8217; REAGIRE &#8230;  E QUESTO LA DICE LUNGA SULL&#8217;ETICA DI QUESTO STORICO di cui giustamente Porsia  mostra l&#8217;inconsistenza &#8230;</p>
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		Di: Eros Barone		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Eros Barone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Nov 2023 14:23:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#039; vero che, come diceva Marc Bloch, un grande storico del &#039;900, &quot;lo storico è come l&#039;orco delle favole, va là dove sente odore di carne umana&quot;, ma Sergio Luzzatto, a furia di scrivere biografie (fra queste quella, veramente indimenticabile, di Padre Pio...), si è talmente ingozzato di quel cibo, da farne indigestione. Il risultato è un tomo di quasi 800 pagine, del quale, tenuto conto dei puntuali rilievi mossi da Enrico Porsia alla base documentale e testimoniale della ricostruzione e alla rielaborazione romanzesca, decettiva e fallace, cui quella base mette capo, il meno che si possa dire è, secondo un famoso adagio, che “mega biblìon mega kakòn” (un grosso libro un grande male). La tesi sostenuta dal narratore – essere state le BR un prodotto di alcuni professori universitari di via Balbi -  è una mezza verità, che può piacere a quella frazione della borghesia intellettuale cui piace flirtare con i rivoluzionari (fino al carcere escluso), ma l’altra mezza verità, quella che qualitativamente è decisiva per l’interpretazione della genesi della lotta armata in Italia, ci dice che le radici più profonde delle BR vanno ricercate in una certa composizione di classe operaia e popolare, quindi non ad Albaro o in via Balbi, ma nella Valpolcevera delle grandi e piccole industrie, fra Sampierdarena, Cornigliano e Campi. Se l’autore di “Dolore e furore” (titolo programmaticamente romanzesco) proverà a visitare questi luoghi della Genova proletaria e industriale avrà modo di notare il grande numero di gabbiani che si affollano sul greto del torrente Polcevera e si nutrono di scarti. Ebbene, ricordando anche l’impietosa stroncatura fatta da un eminente critico e storico della letteratura, quale è stato Alberto Asor Rosa, di un “Atlante letterario” curato da Luzzatto in veste di factotum per l’Einaudi, il paragone che mi è venuto in mente è proprio quello con i netturbini alati e palmati. Per esprimerci in termini non metaforici, un intellettuale borghese della “zona grigia”, la cui appartenenza ad una sezione dominata della classe dominante (Bourdieu ‘docet’) fa di lui il classico prototipo di chi è amico del nemico (la classe or ora indicata) e nemico dell’amico (la classe di cui si finge “compagno di strada”).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; vero che, come diceva Marc Bloch, un grande storico del &#8216;900, &#8220;lo storico è come l&#8217;orco delle favole, va là dove sente odore di carne umana&#8221;, ma Sergio Luzzatto, a furia di scrivere biografie (fra queste quella, veramente indimenticabile, di Padre Pio&#8230;), si è talmente ingozzato di quel cibo, da farne indigestione. Il risultato è un tomo di quasi 800 pagine, del quale, tenuto conto dei puntuali rilievi mossi da Enrico Porsia alla base documentale e testimoniale della ricostruzione e alla rielaborazione romanzesca, decettiva e fallace, cui quella base mette capo, il meno che si possa dire è, secondo un famoso adagio, che “mega biblìon mega kakòn” (un grosso libro un grande male). La tesi sostenuta dal narratore – essere state le BR un prodotto di alcuni professori universitari di via Balbi &#8211;  è una mezza verità, che può piacere a quella frazione della borghesia intellettuale cui piace flirtare con i rivoluzionari (fino al carcere escluso), ma l’altra mezza verità, quella che qualitativamente è decisiva per l’interpretazione della genesi della lotta armata in Italia, ci dice che le radici più profonde delle BR vanno ricercate in una certa composizione di classe operaia e popolare, quindi non ad Albaro o in via Balbi, ma nella Valpolcevera delle grandi e piccole industrie, fra Sampierdarena, Cornigliano e Campi. Se l’autore di “Dolore e furore” (titolo programmaticamente romanzesco) proverà a visitare questi luoghi della Genova proletaria e industriale avrà modo di notare il grande numero di gabbiani che si affollano sul greto del torrente Polcevera e si nutrono di scarti. Ebbene, ricordando anche l’impietosa stroncatura fatta da un eminente critico e storico della letteratura, quale è stato Alberto Asor Rosa, di un “Atlante letterario” curato da Luzzatto in veste di factotum per l’Einaudi, il paragone che mi è venuto in mente è proprio quello con i netturbini alati e palmati. Per esprimerci in termini non metaforici, un intellettuale borghese della “zona grigia”, la cui appartenenza ad una sezione dominata della classe dominante (Bourdieu ‘docet’) fa di lui il classico prototipo di chi è amico del nemico (la classe or ora indicata) e nemico dell’amico (la classe di cui si finge “compagno di strada”).</p>
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		<item>
		<title>
		Di: Redazione Contropiano		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/politica-news/2023/11/19/lo-storico-della-genova-bene-e-il-rivoluzionario-che-viene-dal-popolo-0166541#comment-246010</link>

		<dc:creator><![CDATA[Redazione Contropiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Nov 2023 13:54:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://contropiano.org/news/politica-news/2023/11/19/lo-storico-della-genova-bene-e-il-rivoluzionario-che-viene-dal-popolo-0166541#comment-246007&quot;&gt;Benedetta Piola Caselli&lt;/a&gt;.

Non è indispensabile fingere di &quot;fare storia&quot; per sfogare il proprio astio di classe verso chi è nato tra gli sfruttati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://contropiano.org/news/politica-news/2023/11/19/lo-storico-della-genova-bene-e-il-rivoluzionario-che-viene-dal-popolo-0166541#comment-246007">Benedetta Piola Caselli</a>.</p>
<p>Non è indispensabile fingere di &#8220;fare storia&#8221; per sfogare il proprio astio di classe verso chi è nato tra gli sfruttati.</p>
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		<title>
		Di: bubu		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bubu]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Nov 2023 12:12:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Letto il libro, non tutto perche&#039; e&#039; veramente un mattone, anche perche&#039; non sono genovese. Chiara puntuale analisi, lo storico Luzzatto dovrebbe essere rimasto sepolto  sotto metri di asfalto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Letto il libro, non tutto perche&#8217; e&#8217; veramente un mattone, anche perche&#8217; non sono genovese. Chiara puntuale analisi, lo storico Luzzatto dovrebbe essere rimasto sepolto  sotto metri di asfalto.</p>
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		<title>
		Di: Benedetta Piola Caselli		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Benedetta Piola Caselli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Nov 2023 12:09:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una volta ho letto un articolo, mi pare su Iskrae, che parlava della psicopatologia delle BR come &quot;sindrome di Fetonte&quot;. Si spiegava che la violenza sarebbe stata determinata da una profonda vergogna e dal tentativo di sublimarla in modo eroico ma autodistruttivo. Non so che dire, però il testo mi colpì.  Io non ho ancora letto il libro di Luzzatto, e ho sentito pareri discordanti. Qui si dice che giudica senza comprendere : ma come si fa a comprendere un&#039;esperienza che non si è vissuta, soprattutto se si viene da una classe sociale diversa? Non è mica così semplice. Quanto alla classe sociale, io capisco benissimo che Luzzatto si trovi a suo agio con Fenzi, Faina, Senzani e co., e non sappia che pesci prendere con uno come Dura. D&#039;altronde, chi era Dura? Non ci ha lasciato niente di scritto; non c&#039;è neanche un atto processuale che riporti una dichiarazione, un comportamento che parli del personaggio. C&#039;è qualcosetta nel Progetto Memoria, però anche io, leggendo lì, avevo l&#039;idea che fosse mezzo psicopatico. Se questo è sbagliato, l&#039;unica cosa è che scriva di lui chi l&#039;ha conosciuto, altrimenti l&#039;alternativa è fra l&#039;essere ricordato male e lo scomparire dal ricordo. Per quel che riguarda il comprendere l&#039;esperienza, mi pare che si rimproveri a Luzzatto di non capire che, al di là della scelta razionale (fatica della fabbrica etc) , c&#039;era un livello più profondo, una tensione morale (gli sciocchi inorridiranno per il termine) che va di per sé rispettata, mentre lui avrebbe trattato la questione come un soggetto di studio qualsiasi. Può darsi che sia in buona fede : se non l&#039;ha mai provata, non sa cosa sia. Una volta mi è capitato di chiedere a qualcuno di spiegarmela, e di dirmi cosa ne pensava della storia del complesso di Fetonte. Liquidato questo come enorme cazzata, sul resto mi disse : &quot;guarda, non so come dire. Le scelte estreme ti scelgono, non si fanno scegliere&quot;. Mi sembra detto benissimo. Se lo storico non è mai stato scelto, gli siano concesse piene attenuanti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una volta ho letto un articolo, mi pare su Iskrae, che parlava della psicopatologia delle BR come &#8220;sindrome di Fetonte&#8221;. Si spiegava che la violenza sarebbe stata determinata da una profonda vergogna e dal tentativo di sublimarla in modo eroico ma autodistruttivo. Non so che dire, però il testo mi colpì.  Io non ho ancora letto il libro di Luzzatto, e ho sentito pareri discordanti. Qui si dice che giudica senza comprendere : ma come si fa a comprendere un&#8217;esperienza che non si è vissuta, soprattutto se si viene da una classe sociale diversa? Non è mica così semplice. Quanto alla classe sociale, io capisco benissimo che Luzzatto si trovi a suo agio con Fenzi, Faina, Senzani e co., e non sappia che pesci prendere con uno come Dura. D&#8217;altronde, chi era Dura? Non ci ha lasciato niente di scritto; non c&#8217;è neanche un atto processuale che riporti una dichiarazione, un comportamento che parli del personaggio. C&#8217;è qualcosetta nel Progetto Memoria, però anche io, leggendo lì, avevo l&#8217;idea che fosse mezzo psicopatico. Se questo è sbagliato, l&#8217;unica cosa è che scriva di lui chi l&#8217;ha conosciuto, altrimenti l&#8217;alternativa è fra l&#8217;essere ricordato male e lo scomparire dal ricordo. Per quel che riguarda il comprendere l&#8217;esperienza, mi pare che si rimproveri a Luzzatto di non capire che, al di là della scelta razionale (fatica della fabbrica etc) , c&#8217;era un livello più profondo, una tensione morale (gli sciocchi inorridiranno per il termine) che va di per sé rispettata, mentre lui avrebbe trattato la questione come un soggetto di studio qualsiasi. Può darsi che sia in buona fede : se non l&#8217;ha mai provata, non sa cosa sia. Una volta mi è capitato di chiedere a qualcuno di spiegarmela, e di dirmi cosa ne pensava della storia del complesso di Fetonte. Liquidato questo come enorme cazzata, sul resto mi disse : &#8220;guarda, non so come dire. Le scelte estreme ti scelgono, non si fanno scegliere&#8221;. Mi sembra detto benissimo. Se lo storico non è mai stato scelto, gli siano concesse piene attenuanti.</p>
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		<title>
		Di: Sergio		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/politica-news/2023/11/19/lo-storico-della-genova-bene-e-il-rivoluzionario-che-viene-dal-popolo-0166541#comment-246006</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sergio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Nov 2023 11:49:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[è proprio vero che la storia la scrivono i vincitori]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>è proprio vero che la storia la scrivono i vincitori</p>
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