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	Commenti a: 25 Aprile. Dieci fake news sul fascismo	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Fri, 25 Apr 2025 15:55:18 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Di: avvocato alessandro ballicu		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[avvocato alessandro ballicu]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Apr 2025 15:55:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[siamo passati dal dominio dei fascicti tedeschi alla servitù nei confronti dei neofascisti anglossassoni che pretendono di continuare a dominarci, coadiuvati dalla ue che è la segreteria per l&#039;europa delle multinazionali,
i fascisti di oggi non ci sparano ma ci stanno rapinando tutte le nostre risorse naturali e economiche, corrompono tutti i governi di qualunque colore, impongono: la censura sui mass media,  un liberismo selvaggio grazie al quale privatizzano i servizi essenziali, ci vogliono impedire di usare i nostri soldi sequestrati nelle loro banche, vi vogliono privare dell&#039;autovettura etc etc
 fu un grave errore, a guerra finita e coi partigiani ancora armati, non proseguire la lotta e proclamare la repubblica democratica popolare, anche perchè i compagni dell&#039;armata rossa erano molto vicini ai nostri confini orientali...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>siamo passati dal dominio dei fascicti tedeschi alla servitù nei confronti dei neofascisti anglossassoni che pretendono di continuare a dominarci, coadiuvati dalla ue che è la segreteria per l&#8217;europa delle multinazionali,<br />
i fascisti di oggi non ci sparano ma ci stanno rapinando tutte le nostre risorse naturali e economiche, corrompono tutti i governi di qualunque colore, impongono: la censura sui mass media,  un liberismo selvaggio grazie al quale privatizzano i servizi essenziali, ci vogliono impedire di usare i nostri soldi sequestrati nelle loro banche, vi vogliono privare dell&#8217;autovettura etc etc<br />
 fu un grave errore, a guerra finita e coi partigiani ancora armati, non proseguire la lotta e proclamare la repubblica democratica popolare, anche perchè i compagni dell&#8217;armata rossa erano molto vicini ai nostri confini orientali&#8230;</p>
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		<title>
		Di: Mara		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Apr 2025 12:41:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono molto d&#039;accordo con quanto scritto nell&#039;articolo aggiungo tuttavia che la Resistenza non è  riuscita a liberarsi dal fascismo dopo la fine della guerra poiché  gli americani che hanno vinto la guerra ci hanno imposto di convivere con quel che rimaneva del fascismo che ha cambiato veste ma è  rimasto rivestendo ruoli importanti nelle istituzioni. Lo stesso Almirante ha rivestito ruoli importanti ed anche altri  in ruoli non apicali ma pur sempre importanti. Ora abbiamo i nipoti politici  del fascismo che rivestono ruoli apicali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono molto d&#8217;accordo con quanto scritto nell&#8217;articolo aggiungo tuttavia che la Resistenza non è  riuscita a liberarsi dal fascismo dopo la fine della guerra poiché  gli americani che hanno vinto la guerra ci hanno imposto di convivere con quel che rimaneva del fascismo che ha cambiato veste ma è  rimasto rivestendo ruoli importanti nelle istituzioni. Lo stesso Almirante ha rivestito ruoli importanti ed anche altri  in ruoli non apicali ma pur sempre importanti. Ora abbiamo i nipoti politici  del fascismo che rivestono ruoli apicali.</p>
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		<title>
		Di: Raf		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raf]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Apr 2025 12:25:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ⓐ piazzale loreto c&#039;è un sacco di posto e se non bastasse ci sono le strade limitrofe belle larghe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ⓐ piazzale loreto c&#8217;è un sacco di posto e se non bastasse ci sono le strade limitrofe belle larghe</p>
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		Di: Enea Bontempi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enea Bontempi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Apr 2025 11:19:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciò che si afferma al punto 9 è discutibile: &quot;Chi sceglieva la Resistenza rischiava tutto, per sé e per i familiari, doveva vivere sui monti o nelle cantine delle città. Chi stava coi nazisti era al caldo, protetto e al sicuro. Tanti pur non essendo fascisti decisero di aspettare, di non rischiare, i partigiani scelsero di opporsi.&quot; In realtà, la guerra era incominciata per l’Italia il 10 giugno 1940 e la Resistenza, anche volendo identificarne l’inizio con gli scioperi del marzo 1943, è cominciata, su una scala crescente sia come continuità sia come estensione, soltanto l’8 settembre 1943. Nessuno studio serio sulla Resistenza può sottrarsi all’impegno di chiarire il significato di queste date (soprattutto se intende rivolgersi alle giovani generazioni). E non si tratta di date qualsiasi: tra quelle date erano caduti eventi come El Alamein (luglio-novembre 1942), lo sbarco angloamericano in Nord Africa (novembre 1942), lo sbarco angloamericano in Sicilia e Calabria (luglio 1943), la caduta del fascismo (luglio 1943). Questa serie di eventi militari aveva un significato inequivocabile: la guerra era persa, e non solo per l’Italia, ma anche per la Germania: in altri termini, il rischio che si affrontava aderendo alla Resistenza riguardava solo più la durata, non l’esito del conflitto (e questa non è una piccola differenza). Da questo punto di vista, cade anche la pretesa di collocare senz’altro la resistenza italiana nel quadro della Resistenza europea: vicino cioè alla resistenza francese, olandese, greca, jugoslava, russa che combatterono contro una Germania vincitrice (tutti movimenti che, a differenza della resistenza italiana, ebbero inizio, appunto, nel loro “10 giugno 1940”).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciò che si afferma al punto 9 è discutibile: &#8220;Chi sceglieva la Resistenza rischiava tutto, per sé e per i familiari, doveva vivere sui monti o nelle cantine delle città. Chi stava coi nazisti era al caldo, protetto e al sicuro. Tanti pur non essendo fascisti decisero di aspettare, di non rischiare, i partigiani scelsero di opporsi.&#8221; In realtà, la guerra era incominciata per l’Italia il 10 giugno 1940 e la Resistenza, anche volendo identificarne l’inizio con gli scioperi del marzo 1943, è cominciata, su una scala crescente sia come continuità sia come estensione, soltanto l’8 settembre 1943. Nessuno studio serio sulla Resistenza può sottrarsi all’impegno di chiarire il significato di queste date (soprattutto se intende rivolgersi alle giovani generazioni). E non si tratta di date qualsiasi: tra quelle date erano caduti eventi come El Alamein (luglio-novembre 1942), lo sbarco angloamericano in Nord Africa (novembre 1942), lo sbarco angloamericano in Sicilia e Calabria (luglio 1943), la caduta del fascismo (luglio 1943). Questa serie di eventi militari aveva un significato inequivocabile: la guerra era persa, e non solo per l’Italia, ma anche per la Germania: in altri termini, il rischio che si affrontava aderendo alla Resistenza riguardava solo più la durata, non l’esito del conflitto (e questa non è una piccola differenza). Da questo punto di vista, cade anche la pretesa di collocare senz’altro la resistenza italiana nel quadro della Resistenza europea: vicino cioè alla resistenza francese, olandese, greca, jugoslava, russa che combatterono contro una Germania vincitrice (tutti movimenti che, a differenza della resistenza italiana, ebbero inizio, appunto, nel loro “10 giugno 1940”).</p>
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