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	Commenti a: I territori in piazza presentano il conto al governo	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Wed, 03 Dec 2025 19:34:48 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Di: Francesco Masi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Masi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Dec 2025 19:34:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Basilicata terra di monnezza (circa 900 discariche abusive certificate dalla commissione ciclo rifiuti del parlamento, di cui almeno la metà legati alle ecomafie al servizio dei petrolieri). Terra di Tecnoparco in Val Basento che tratta milioni di tonnellate di veleni provenienti anche dall’estero e dal Nord. Terra di tour della monnezza con incenerimento presso i termodistruttori ex Fenice che servono gli impianti di Stellantis a San Nicola di Melfi. Terra di sperimentazione del progetto Blue Water in Val d’Agri. Terra dove accanto all’ospedale di Villa d’Agri c’è un pozzo di petrolio. Terra dove il centro oli Tempa Rossa sorge a 1000 metri su una frana e che a due passi ospita la più grande discarica di fanghi petroliferi essiccati d’Europa. Terra di silenzi e ricatti dove le cosiddette principali organizzazioni sindacali corporative reggono la coda alle multinazionali]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Basilicata terra di monnezza (circa 900 discariche abusive certificate dalla commissione ciclo rifiuti del parlamento, di cui almeno la metà legati alle ecomafie al servizio dei petrolieri). Terra di Tecnoparco in Val Basento che tratta milioni di tonnellate di veleni provenienti anche dall’estero e dal Nord. Terra di tour della monnezza con incenerimento presso i termodistruttori ex Fenice che servono gli impianti di Stellantis a San Nicola di Melfi. Terra di sperimentazione del progetto Blue Water in Val d’Agri. Terra dove accanto all’ospedale di Villa d’Agri c’è un pozzo di petrolio. Terra dove il centro oli Tempa Rossa sorge a 1000 metri su una frana e che a due passi ospita la più grande discarica di fanghi petroliferi essiccati d’Europa. Terra di silenzi e ricatti dove le cosiddette principali organizzazioni sindacali corporative reggono la coda alle multinazionali</p>
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		<title>
		Di: Federico Mazzaro		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Mazzaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Dec 2025 18:17:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Colto in pieno il senso delle mobilitazioni territoriali.
In Basilicata abbiamo rilanciato nella giornata di sciopero del 28 novembre una vera e propria Vertenza riguardante le diverse crisi  che attraversano i nostri territori (idrica, agricola, industriale e ambientale), che punta alla costruzione di un fronte ampio e unitario di realtà politiche e sociali in grado di contrastare con forza tutti i punti di crisi e di ricompattarsi su obiettivi largamente condivisi, a partire dalla necessità di attivare piani occupazionali e di riconversione industriale che rimettano al centro interventi urgenti di bonifica dei siti contaminati e di manutenzione idrogeologica e delle infrastrutture idriche (reti e invasi). Abbiamo convenuto inoltre sulla necessità di costruire,  con il pieno coinvolgimento delle popolazioni e ammistrazioni comunali interessate, forti azioni di contrasto alla riproposizione di ulteriori devastanti e sciagurate politiche sulla gestione del petrolio (v. la riattivazione delle concessioni alle perforazioni su una vasta area del nostro territorio, oltre alla sua possibile individuazione quale sito unico delle scorie nucleari) con la contestuale richiesta di disdetta degli accordi tra governo regionale e nazionale sulla scelta della Basilicata quale hub vettore per il consolidamento di politiche di riconversione industriale versus la produzione bellica]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Colto in pieno il senso delle mobilitazioni territoriali.<br />
In Basilicata abbiamo rilanciato nella giornata di sciopero del 28 novembre una vera e propria Vertenza riguardante le diverse crisi  che attraversano i nostri territori (idrica, agricola, industriale e ambientale), che punta alla costruzione di un fronte ampio e unitario di realtà politiche e sociali in grado di contrastare con forza tutti i punti di crisi e di ricompattarsi su obiettivi largamente condivisi, a partire dalla necessità di attivare piani occupazionali e di riconversione industriale che rimettano al centro interventi urgenti di bonifica dei siti contaminati e di manutenzione idrogeologica e delle infrastrutture idriche (reti e invasi). Abbiamo convenuto inoltre sulla necessità di costruire,  con il pieno coinvolgimento delle popolazioni e ammistrazioni comunali interessate, forti azioni di contrasto alla riproposizione di ulteriori devastanti e sciagurate politiche sulla gestione del petrolio (v. la riattivazione delle concessioni alle perforazioni su una vasta area del nostro territorio, oltre alla sua possibile individuazione quale sito unico delle scorie nucleari) con la contestuale richiesta di disdetta degli accordi tra governo regionale e nazionale sulla scelta della Basilicata quale hub vettore per il consolidamento di politiche di riconversione industriale versus la produzione bellica</p>
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