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	Commenti a: In Italia sempre più “stato di polizia”. Nuovi decreti e ossessioni securitarie	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Sun, 18 Jan 2026 16:32:43 +0000</lastBuildDate>
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		Di: Luca		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jan 2026 16:32:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nell&#039;antica Roma, parte integrante della storia d&#039;Italia pre-unitaria, i genitori (specificamente il pater familias) erano puniti indirettamente per i reati dei figli attraverso l&#039;istituto della patria potestas, che li obbligava a rispondere delle conseguenze giudiziarie (ius noxae dandi) cedendo il figlio alla vittima o pagando risarcimenti per evitare sanzioni personali.

Il pater familias esercitava un potere assoluto sulla famiglia, inclusi figli e discendenti, e poteva punire severamente i figli per reati familiari o pubblici, arrivando fino all&#039;uccisione (ius vitae necisque), ma era responsabile verso lo Stato o terze parti per i loro illeciti.
​
Questo sistema derivava dalla struttura patriarcale romana, dove il padre fungeva da giudice domestico, ma rischiava conseguenze personali se non gestiva adeguatamente le infrazioni dei figli.

Lucio Bruto fece giustiziare i figli per cospirazione contro la Repubblica nel 509 a.C., priorizzando lo Stato alla famiglia. 

Dal periodo repubblicano (509-27 a.C.) il potere si attenuò: con Augusto fu introdotto un consilium domesticum per le condanne capitali, e nel IV secolo d.C. (Costantino e Teodosio) lo Stato avocò le pene gravi, limitando il padre a un ius corrigendi correzionale.

Nei codici moderni italiani (Zanardelli 1889, Rocco 1930) non esiste responsabilità penale dei genitori per reati dei figli, solo civile per danni (art. 2048 c.c.), confermata dalla Costituzione (art. 27).

Nell&#039;antica Roma, principale epoca storica italiana con responsabilità genitoriale penale indiretta, il pater familias era penalmente responsabile per i reati dei figli sotto patria potestas tramite ius noxae dandi, scegliendo tra subire la pena o consegnarli alla vittima.

Durante l&#039;Età Regia (753-509 a.C.) e Repubblicana (509-27 a.C.), il padre poteva anche esercitare ius vitae ac necis per punire figli ribelli, con controllo pubblico progressivo sui casi estremi.

Nei diritti barbarici (longobardi, V-VIII sec.), l&#039;età minorile non escludeva responsabilità penale, ma la famiglia (Sippe) controllava abusi paterni; mancava però responsabilità penale diretta dei genitori per reati figli.

Nei codici italiani (Zanardelli 1889, Rocco 1930), vige solo responsabilità civile genitoriale (art. 2048 c.c.); penale solo in casi omessa prevenzione (es. omicidio colposo colposo figli).


A febbraio 2025, l&#039;Assemblea Nazionale Francese ha approvato un disegno di legge sulla criminalità minorile che prevede multe ai genitori e pene più severe per i minori, in risposta a casi di cronaca estremi come omicidi commessi da adolescenti. Queste misure seguono le rivolte del 2023 dopo la morte di Nahel Merzouk (17 anni, banlieue di Nanterre), con disordini attribuiti a giovani immigrati; il governo Macron invocò maggiore autorità parentale, ma senza nuove pene penali dirette.



Evidentemente, c&#039;è un arretramento storico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;antica Roma, parte integrante della storia d&#8217;Italia pre-unitaria, i genitori (specificamente il pater familias) erano puniti indirettamente per i reati dei figli attraverso l&#8217;istituto della patria potestas, che li obbligava a rispondere delle conseguenze giudiziarie (ius noxae dandi) cedendo il figlio alla vittima o pagando risarcimenti per evitare sanzioni personali.</p>
<p>Il pater familias esercitava un potere assoluto sulla famiglia, inclusi figli e discendenti, e poteva punire severamente i figli per reati familiari o pubblici, arrivando fino all&#8217;uccisione (ius vitae necisque), ma era responsabile verso lo Stato o terze parti per i loro illeciti.<br />
​<br />
Questo sistema derivava dalla struttura patriarcale romana, dove il padre fungeva da giudice domestico, ma rischiava conseguenze personali se non gestiva adeguatamente le infrazioni dei figli.</p>
<p>Lucio Bruto fece giustiziare i figli per cospirazione contro la Repubblica nel 509 a.C., priorizzando lo Stato alla famiglia. </p>
<p>Dal periodo repubblicano (509-27 a.C.) il potere si attenuò: con Augusto fu introdotto un consilium domesticum per le condanne capitali, e nel IV secolo d.C. (Costantino e Teodosio) lo Stato avocò le pene gravi, limitando il padre a un ius corrigendi correzionale.</p>
<p>Nei codici moderni italiani (Zanardelli 1889, Rocco 1930) non esiste responsabilità penale dei genitori per reati dei figli, solo civile per danni (art. 2048 c.c.), confermata dalla Costituzione (art. 27).</p>
<p>Nell&#8217;antica Roma, principale epoca storica italiana con responsabilità genitoriale penale indiretta, il pater familias era penalmente responsabile per i reati dei figli sotto patria potestas tramite ius noxae dandi, scegliendo tra subire la pena o consegnarli alla vittima.</p>
<p>Durante l&#8217;Età Regia (753-509 a.C.) e Repubblicana (509-27 a.C.), il padre poteva anche esercitare ius vitae ac necis per punire figli ribelli, con controllo pubblico progressivo sui casi estremi.</p>
<p>Nei diritti barbarici (longobardi, V-VIII sec.), l&#8217;età minorile non escludeva responsabilità penale, ma la famiglia (Sippe) controllava abusi paterni; mancava però responsabilità penale diretta dei genitori per reati figli.</p>
<p>Nei codici italiani (Zanardelli 1889, Rocco 1930), vige solo responsabilità civile genitoriale (art. 2048 c.c.); penale solo in casi omessa prevenzione (es. omicidio colposo colposo figli).</p>
<p>A febbraio 2025, l&#8217;Assemblea Nazionale Francese ha approvato un disegno di legge sulla criminalità minorile che prevede multe ai genitori e pene più severe per i minori, in risposta a casi di cronaca estremi come omicidi commessi da adolescenti. Queste misure seguono le rivolte del 2023 dopo la morte di Nahel Merzouk (17 anni, banlieue di Nanterre), con disordini attribuiti a giovani immigrati; il governo Macron invocò maggiore autorità parentale, ma senza nuove pene penali dirette.</p>
<p>Evidentemente, c&#8217;è un arretramento storico.</p>
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		Di: Maurizio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 08:31:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[il governo  di questa pisciatura della garbatella emana una forte puzza fi cloaca.. diciamo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>il governo  di questa pisciatura della garbatella emana una forte puzza fi cloaca.. diciamo</p>
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