Mercoledì 8 aprile a Roma si terrà l’udienza in Cassazione contro Mohammed Hannoun e gli altri palestinesi residenti in Italia accusati di aver raccolto fondi per Hamas. Sono in carcere dalla fine di dicembre e gli avvocati hanno fatto ricorso che verrà discusso tra due giorni al “Palazzaccio” di Piazza Cavour.
Dalle 9. 30 è stato indetto un presidio di solidarietà con i palestinesi arrestati convocato dal comitato che da tempo ne chiede la liberazione.

Nel frattempo l’impianto accusatorio continua a perdere pezzi. Infatti anche i sostituti procuratori generali di Cassazione Lucia Odello e Paolo Sansonetti sembrano condividere l’impostazione del tribunale del Riesame di Genova, il quale ha dichiarato inutilizzabili i documenti trasmessi dagli apparati israeliani nell’ambito dell’inchiesta sui presunti finanziamenti ad Hamas.
La procura generale si è espressa sull’utilizzabilità delle cosiddette “battlefield evidence” in una memoria depositata in vista dell’udienza davanti alla Cassazione dopo il ricorso dei pm genovesi contro la scarcerazione disposta dal riesame del 48enne palestinese Raed el Salahat. I procuratori generali chiedono l’annullamento con rinvio del provvedimento che lo ha scarcerato.
Ma gli stessi procuratori ritengono anche che tutti gli atti trasmessi da Israele tramite fonte anonima (un funzionario dello Shin Bet israeliano identificato solo con la sigla Avi, in realtà si tratta di Avi Abramson) non possano essere usati come indizi.
Un giudizio questo che diverge da quello dei colleghi genovesi, i pm Marco Zocco e Luca Monteverde, i quali nel ricorso avevano sottolineato l’utilizzabilità dei documenti trasmessi dai servizi segreti israeliani.
Il Tribunale del Riesame, aveva escluso la documentazione arrivata dallo Stato di Israele non solo perché arrivata da fonte anonima ma anche perché le forze armate israeliane affermano di “averle presa sul campo di battaglia” senza verbali di sequestro e quindi, senza garanzie, sulle modalità e le circostanze dell’acquisizione.
La persecuzione politico/giudiziaria in Italia contro Mohammed Hannoun dura da anni. Già in altre due occasioni le accuse contro di lui di finanziare Hamas erano finite nel vuoto. Nel marzo del 2006, il gip di Genova Maurizio De Matteis aveva respinto una richiesta di arresto nei suoi confronti. Ma le pressioni israeliane, statunitensi e dei sionisti italiani sono proseguite sistematicamente.
- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO
Ultima modifica: stampa

Mauro Corali
inaudito che si tengano in carcere italiani si origine palestinese con accuse provenienti dai servizi segreti israeliani. fosse per Israele i palestinesi li ucciderebbero tutti . questo li accusano di collusione col terrorismo perché inviavano aiuti umanitari a Gaza (passando tutti i controlli Israeliani alle.entrate di Gaza)