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	Commenti a: Dall’orbita alla fabbrica/2. Il fallimento del paradigma neoliberale europeo	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Sun, 31 May 2026 13:57:49 +0000</lastBuildDate>
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		Di: T.S.		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[T.S.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 13:57:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Buongiorno compagni, alcune considerazioni critiche.
1) Suggerite all&#039;autore di impaginare i testi in modo più funzionale. L&#039;abbondanza di elenchi puntati nelle sue trattazioni non è particolarmente utile, meglio sarebbe una maggiore attenzione alla forma della frase e alla punteggiatura.
2) Suggerite di usare gli inglesismi solo quando realmente utili. &quot;Space industry&quot; è del tutto equivalente a industria spaziale (anche se la definizione più corretta del settore sarebbe &quot;industria aerospaziale&quot;, visto che prima di arrivare nello spazio, bisogna staccare i piedi da terra e muoversi entro l&#039;atmosfera)
3) Quella che l&#039;autore indica come &quot;trasformazione evidente&quot; attuata dalla industria aerospaziale contemporanea al processo produttivo, nella pratica è il modello produttivo della giapponese Toyota (noto come &quot;toyotismo&quot;) irrobustito dalla capillarità di controllo e analisi reso possibile dalle moderne tecnologie ICT.
Alle nostre latitudini è poco conosciuto perchè, come sapete meglio di me, in 40 anni siamo stati abituati al solo consumo delle merci e a produzioni (anche industriali) su piccola scala, nella maggior parte dei casi attuate con processi &quot;consolidati&quot; quando non obsoleti e/o semi artigianali.
4) In generale tutta la trattazione operata dall&#039;autore sull&#039;odierno rapporto tra lavoro (e lavoratore) cognitivo/manuale a me pare contraddittoria. Quanto meno se centrata su una lettura storica dell&#039;industria aerospaziale. Prendendo a riferimento quella statunitense, quanto indicato in riferimento all&#039;oggi - &quot;una delle forme più avanzate di cooperazione sociale integrata&quot; - è più un ritorno a ciò che il settore è stato tra il 1945 e il 1980 (grosso modo) che una novità dirompente come il testo mi sembra voglia suggerire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno compagni, alcune considerazioni critiche.<br />
1) Suggerite all&#8217;autore di impaginare i testi in modo più funzionale. L&#8217;abbondanza di elenchi puntati nelle sue trattazioni non è particolarmente utile, meglio sarebbe una maggiore attenzione alla forma della frase e alla punteggiatura.<br />
2) Suggerite di usare gli inglesismi solo quando realmente utili. &#8220;Space industry&#8221; è del tutto equivalente a industria spaziale (anche se la definizione più corretta del settore sarebbe &#8220;industria aerospaziale&#8221;, visto che prima di arrivare nello spazio, bisogna staccare i piedi da terra e muoversi entro l&#8217;atmosfera)<br />
3) Quella che l&#8217;autore indica come &#8220;trasformazione evidente&#8221; attuata dalla industria aerospaziale contemporanea al processo produttivo, nella pratica è il modello produttivo della giapponese Toyota (noto come &#8220;toyotismo&#8221;) irrobustito dalla capillarità di controllo e analisi reso possibile dalle moderne tecnologie ICT.<br />
Alle nostre latitudini è poco conosciuto perchè, come sapete meglio di me, in 40 anni siamo stati abituati al solo consumo delle merci e a produzioni (anche industriali) su piccola scala, nella maggior parte dei casi attuate con processi &#8220;consolidati&#8221; quando non obsoleti e/o semi artigianali.<br />
4) In generale tutta la trattazione operata dall&#8217;autore sull&#8217;odierno rapporto tra lavoro (e lavoratore) cognitivo/manuale a me pare contraddittoria. Quanto meno se centrata su una lettura storica dell&#8217;industria aerospaziale. Prendendo a riferimento quella statunitense, quanto indicato in riferimento all&#8217;oggi &#8211; &#8220;una delle forme più avanzate di cooperazione sociale integrata&#8221; &#8211; è più un ritorno a ciò che il settore è stato tra il 1945 e il 1980 (grosso modo) che una novità dirompente come il testo mi sembra voglia suggerire.</p>
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