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	Commenti a: Genova 2001, il futuro che avevamo davanti	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: Mic		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mic]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:58:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Forse però un pizzico di autocritica non guasterebbe.
Genova nel 2001 è stata tutto ciò che l’articolo dice, ma è stata anche altro. È stata la dimostrazione che senza organizzazione le lotte vengono sconfitte. Che è un errore illudersi che l’ordine capitalista rispetti le «regole democratiche» di cui si ammanta quando gli fa comodo. Che un «movimento dei movimenti» fatto di una miriade di micro-realtà autonome e a volte autoreferenziali è inerme di fronte alla repressione.
Io le botte a Genova nel 2001 le ho prese, ma ciò che mi faceva più male nelle ore e nei mesi successivi è stato rendermi conto che le avevo prese per niente. Ancora cinque anni dopo, a una delle ultime iniziative di memoria (o amarcord?) a cui ho partecipato, ho sentito dichiarare che «il movimento aveva vinto perché lo scopo della repressione era spingerlo a reagire con la violenza, e il movimento non l’aveva fatto».
Strana vittoria.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse però un pizzico di autocritica non guasterebbe.<br />
Genova nel 2001 è stata tutto ciò che l’articolo dice, ma è stata anche altro. È stata la dimostrazione che senza organizzazione le lotte vengono sconfitte. Che è un errore illudersi che l’ordine capitalista rispetti le «regole democratiche» di cui si ammanta quando gli fa comodo. Che un «movimento dei movimenti» fatto di una miriade di micro-realtà autonome e a volte autoreferenziali è inerme di fronte alla repressione.<br />
Io le botte a Genova nel 2001 le ho prese, ma ciò che mi faceva più male nelle ore e nei mesi successivi è stato rendermi conto che le avevo prese per niente. Ancora cinque anni dopo, a una delle ultime iniziative di memoria (o amarcord?) a cui ho partecipato, ho sentito dichiarare che «il movimento aveva vinto perché lo scopo della repressione era spingerlo a reagire con la violenza, e il movimento non l’aveva fatto».<br />
Strana vittoria.</p>
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