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	Commenti a: La poliomielite e quei vaccini &#8220;comunisti&#8221;	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: Stefano		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2014 16:27:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Interessante il fatto che si citino Salk e Sabin e non si faccia il minimo cenno a Hilary Koprowsky. E non è un caso.  Altrimenti il tentativo di far passare il vaccino come un progresso scientifico a beneficio dell&#039;umanità non avrebbe funzionato. Infatti citare Koprowsy avrebbe significato raccontare l&#039;altro lato della storia, che l&#039;articolo si guarda bene dal raccontare.
Ovvero quello di una scienza portatrice di interessi politici e ideologici. E&#039; la solita storia: la scienza ci viene presentata come un sapere universale, libero dai interessi e legittimato dall&#039;oggettività. Ma sappiamo bene che non è così. La storia di Koprowsy è la storia della gara-competizione tra USA (Sabin) e URSS (Koprowsky) per chi fosse arrivato prima a sviluppare una nuova forma di vaccino più efficace del veccino Salk. Una competizione scientifica che è specchio della competizione politico-ideologica-economica dei due paesi. E che secondo una certa teoria sarebbe la causa del passaggio del virus dell&#039;hiv dalle scimmie all&#039;uomo. Perché per fare più in fretta e battere sul tempo il suo nemico-scienziato Sabin, cos&#039;ha fatto Koprowsy? Ha usato, per fare i vaccini, tessuti di rene di una razza di scimpanzé che non era stata autorizzata o comunque non era sicura, ora non ricordo bene, ma basta informarsi. Ma questa è un&#039;altra storia.
La questione che a me interessa sottolineare è lo stretto legame tra il conflitto USA-URSS e la scienza usata come strumento di potere per imporre la superiorità sull&#039;altro. Altro che &quot;siamo ai cento anni dalla nascita di Salk e l’umanità gli deve essere grata, così come deve essere molto riconoscente al Dottor Sabin&quot;. Secondo me l&#039;umanità dovrebbe prima di tutto rendersi conto del rapporto che c&#039;è tra potere e sapere. Come insegna Foucault: &quot;non c’è verità che non sia coinvolta in un rapporto di forza. Sapere e scienza sono non solo strumento ed effetto, ma esse stesse forme di dominio&quot;. E per rendersene conto si potrebbe raccontare la stessa storia da un altro punto di vista. Magari si scoprirebbe che quando i vaccini sono stati introdotti la curva di mortalità infantile per polio nei paesi &quot;sviluppati&quot; era in declino da oltre un secolo e a livelli  quasi insignificanti. Questo a motivo delle migliorate condizioni igieniche, abitative e alimentari; tant&#039;è che nei paesi &quot;poveri&quot; nonostante la vaccinazione i bambini continuano ad ammalarsi, ma ciò che interessa è continuare a vendere vaccini evidentemente, non certo che le condizioni di vita in quei paesi migliorino. 
E sui gravi danni post-vaccino si tace, esattamente come nell&#039;articolo si tace di Koprowsky. Autismo, epilessia, paralisi, ritardi mentali, malattie autoimmuni, sono tutte causa della violenza cui il vaccino sottopone il sistema immunitario. I vaccini sono il vanto della medicina, quello che passa è che sono sicuri e che non esiste un nesso tra queste gravi complicazioni e la pratica vaccinale. Ma allora perché esiste una legge dello Stato che regola i risarcimenti per danni da vaccino? Io mi interrogherei su questo e sulla reale utilità della pratica della vaccinazione di massa più che lodare Salk e Sabin (dimenticando Koprowsky).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Interessante il fatto che si citino Salk e Sabin e non si faccia il minimo cenno a Hilary Koprowsky. E non è un caso.  Altrimenti il tentativo di far passare il vaccino come un progresso scientifico a beneficio dell&#8217;umanità non avrebbe funzionato. Infatti citare Koprowsy avrebbe significato raccontare l&#8217;altro lato della storia, che l&#8217;articolo si guarda bene dal raccontare.<br />
Ovvero quello di una scienza portatrice di interessi politici e ideologici. E&#8217; la solita storia: la scienza ci viene presentata come un sapere universale, libero dai interessi e legittimato dall&#8217;oggettività. Ma sappiamo bene che non è così. La storia di Koprowsy è la storia della gara-competizione tra USA (Sabin) e URSS (Koprowsky) per chi fosse arrivato prima a sviluppare una nuova forma di vaccino più efficace del veccino Salk. Una competizione scientifica che è specchio della competizione politico-ideologica-economica dei due paesi. E che secondo una certa teoria sarebbe la causa del passaggio del virus dell&#8217;hiv dalle scimmie all&#8217;uomo. Perché per fare più in fretta e battere sul tempo il suo nemico-scienziato Sabin, cos&#8217;ha fatto Koprowsy? Ha usato, per fare i vaccini, tessuti di rene di una razza di scimpanzé che non era stata autorizzata o comunque non era sicura, ora non ricordo bene, ma basta informarsi. Ma questa è un&#8217;altra storia.<br />
La questione che a me interessa sottolineare è lo stretto legame tra il conflitto USA-URSS e la scienza usata come strumento di potere per imporre la superiorità sull&#8217;altro. Altro che &#8220;siamo ai cento anni dalla nascita di Salk e l’umanità gli deve essere grata, così come deve essere molto riconoscente al Dottor Sabin&#8221;. Secondo me l&#8217;umanità dovrebbe prima di tutto rendersi conto del rapporto che c&#8217;è tra potere e sapere. Come insegna Foucault: &#8220;non c’è verità che non sia coinvolta in un rapporto di forza. Sapere e scienza sono non solo strumento ed effetto, ma esse stesse forme di dominio&#8221;. E per rendersene conto si potrebbe raccontare la stessa storia da un altro punto di vista. Magari si scoprirebbe che quando i vaccini sono stati introdotti la curva di mortalità infantile per polio nei paesi &#8220;sviluppati&#8221; era in declino da oltre un secolo e a livelli  quasi insignificanti. Questo a motivo delle migliorate condizioni igieniche, abitative e alimentari; tant&#8217;è che nei paesi &#8220;poveri&#8221; nonostante la vaccinazione i bambini continuano ad ammalarsi, ma ciò che interessa è continuare a vendere vaccini evidentemente, non certo che le condizioni di vita in quei paesi migliorino.<br />
E sui gravi danni post-vaccino si tace, esattamente come nell&#8217;articolo si tace di Koprowsky. Autismo, epilessia, paralisi, ritardi mentali, malattie autoimmuni, sono tutte causa della violenza cui il vaccino sottopone il sistema immunitario. I vaccini sono il vanto della medicina, quello che passa è che sono sicuri e che non esiste un nesso tra queste gravi complicazioni e la pratica vaccinale. Ma allora perché esiste una legge dello Stato che regola i risarcimenti per danni da vaccino? Io mi interrogherei su questo e sulla reale utilità della pratica della vaccinazione di massa più che lodare Salk e Sabin (dimenticando Koprowsky).</p>
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