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	Commenti a: Profitti privati e Salute Pubblica. Nessun profitto sulla pandemia e sulla salute	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Sat, 22 May 2021 10:52:32 +0000</lastBuildDate>
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		Di: Rita Chiavoni		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rita Chiavoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 May 2021 10:52:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cari compagni,  ottimo l&#039;articolo e soprattutto sono importanti i punti che evidenziate nella proposta, per questo mi dispiace dovermi trovare in disaccordo con le seguenti affermazioni:

&quot;Ma perché costano meno? Sicuramente vanno detratte le spese di ricerca e sviluppo e tutti i test clinici che per un farmaco equivalente non sono necessari perchè sono informazioni già conosciute, in quanto fornite da chi ha commercializzato per primo quella sostanza attiva, per cui l’efficacia, la sicurezza e la qualità sono comunque tutelate.
Nonostante questa evidenza scientifica i farmaci generici nell’immaginario collettivo rimangono comunque farmaci si serie B e le quote complessive di mercato dei generici rispetto al loro potenziale massimo è nettamente inferiore al 30% e varia sensibilmente nelle diverse Regioni italiane. I motivi sono diversi, da una scarsa fiducia dei medici prescrittori ad una scarsa influenza dei farmacisti nella scelta.&quot;

1) la biodisponibilità, non equivale ad efficacia terapeutica. infatti viene qui prospettato quello che Guidotti definisce come medicinale equivalente è, per &#039;definizione&#039;, terapeuticamente equivalente al prodotto imitato. Un postulato matematico assolutamente inaccettabile. Infatti la disponibilità di una molecola nel sangue non indica necessariamente la sua efficacia terapeutica, sia perchè esiste una variabilità del +/- del 20%, sia per la possibile differente composizione del farmaco in quantità e qualità degli eccipienti. infatti gli eccipienti, come abbiamo visto sopra, sono sostanze che regolano si la biodisponibilità, e al tempo stesso veicolano il principio attivo all’interno delle cellule dei tessuti malati, e questo è importantissimo per l’efficacia terapeutica. (2)
infatti, come giustamente sottolineate &quot;ai produttori di farmaci generici non è richiesto di ripetere test pre-clinici e studi clinici su pazienti.” con eccipienti diversi.

2) Non esiste garanzia di sicurezza perché viene occultata l’importanza degli eccipienti, ad esempio:Anche altri dolcificanti, oltre allo zucchero, presentano controindicazioni per alcune categorie di pazienti: è noto ad esempio che la saccarina può indurre allergia crociata con i sulfamidici, e che l’aspartame è controindicato nei soggetti affetti da fenilchetunuria. 
Allora ciò vuol dire che solamente il medico può decidere quale sia il miglior farmaco per quel determinato paziente avendo una conoscenza completa delle sue patologie acute, croniche e di come la sua personalità si rapporta con la malattia.

3)Altri aspetti concorrono poi a complicare il buon uso dei farmaci equivalenti, la dove sia presente una reale sovrapposizione di efficacia rispetto al brand : la sostituibilità del farmaco da parte del farmacista.
“La sostituibilità dei farmaci a brevetto scaduto da parte del farmacista che opera nelle farmacie aperte al pubblico ha creato una serie di equivoci. Primo fra tutti ci si è chiesto di chi fosse la responsabilità legale di eventuali danni procurati da un farmaco sostituito dal farmacista. E ancora, si è pensato che nel caso di ricetta su cui il medico ha prescritto un farmaco di classe A non più coperto da brevetto, senza aver espressamente indicato sulla ricetta la dicitura “non sostituibile”, il farmacista fosse obbligato a consegnare all’assistito il farmaco equivalente che ha il prezzo più basso o il cui prezzo sia inferiore o almeno uguale al prezzo di riferimento fissato.”

Questa è una sintesi di un mio articolo del 2014, che v’invito a leggere dove vengono analizzati ben altri punti rilevanti ad esempio i rapporti esistenti tra produttori di farmaci brand ed equivalenti, o le scelte ambigue delle agenzie del farmaco.

https://contropiano.org/documenti/2014/04/11/il-business-dei-farmaci-equivalenti-2-058657

Sul punto tre vi propongo la sentenza del consiglio di stato che afferma Ora arriva il Consiglio di Stato a confermare che la delibera va fermata. Il Consiglio di Stato, infatti, ribadisce come il medico debba essere libero di prescrivere il farmaco da lui ritenuto maggiormente appropriato al caso clinico che deve trattare e qualora la scelta di appropriatezza terapeutica ricada sul farmaco on-label più costoso del medicinale Avastin prescrivibile off-label, “ciò non comporta alcuna conseguenza né economica né disciplinare per il prescrittore, né tantomeno comporta oneri a carico della struttura sanitaria presso cui il paziente è stato curato&quot;.
https://www.quotidianosanita.it/regioni-e-asl/articolo.php?articolo_id=95656]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari compagni,  ottimo l&#8217;articolo e soprattutto sono importanti i punti che evidenziate nella proposta, per questo mi dispiace dovermi trovare in disaccordo con le seguenti affermazioni:</p>
<p>&#8220;Ma perché costano meno? Sicuramente vanno detratte le spese di ricerca e sviluppo e tutti i test clinici che per un farmaco equivalente non sono necessari perchè sono informazioni già conosciute, in quanto fornite da chi ha commercializzato per primo quella sostanza attiva, per cui l’efficacia, la sicurezza e la qualità sono comunque tutelate.<br />
Nonostante questa evidenza scientifica i farmaci generici nell’immaginario collettivo rimangono comunque farmaci si serie B e le quote complessive di mercato dei generici rispetto al loro potenziale massimo è nettamente inferiore al 30% e varia sensibilmente nelle diverse Regioni italiane. I motivi sono diversi, da una scarsa fiducia dei medici prescrittori ad una scarsa influenza dei farmacisti nella scelta.&#8221;</p>
<p>1) la biodisponibilità, non equivale ad efficacia terapeutica. infatti viene qui prospettato quello che Guidotti definisce come medicinale equivalente è, per &#8216;definizione&#8217;, terapeuticamente equivalente al prodotto imitato. Un postulato matematico assolutamente inaccettabile. Infatti la disponibilità di una molecola nel sangue non indica necessariamente la sua efficacia terapeutica, sia perchè esiste una variabilità del +/- del 20%, sia per la possibile differente composizione del farmaco in quantità e qualità degli eccipienti. infatti gli eccipienti, come abbiamo visto sopra, sono sostanze che regolano si la biodisponibilità, e al tempo stesso veicolano il principio attivo all’interno delle cellule dei tessuti malati, e questo è importantissimo per l’efficacia terapeutica. (2)<br />
infatti, come giustamente sottolineate &#8220;ai produttori di farmaci generici non è richiesto di ripetere test pre-clinici e studi clinici su pazienti.” con eccipienti diversi.</p>
<p>2) Non esiste garanzia di sicurezza perché viene occultata l’importanza degli eccipienti, ad esempio:Anche altri dolcificanti, oltre allo zucchero, presentano controindicazioni per alcune categorie di pazienti: è noto ad esempio che la saccarina può indurre allergia crociata con i sulfamidici, e che l’aspartame è controindicato nei soggetti affetti da fenilchetunuria.<br />
Allora ciò vuol dire che solamente il medico può decidere quale sia il miglior farmaco per quel determinato paziente avendo una conoscenza completa delle sue patologie acute, croniche e di come la sua personalità si rapporta con la malattia.</p>
<p>3)Altri aspetti concorrono poi a complicare il buon uso dei farmaci equivalenti, la dove sia presente una reale sovrapposizione di efficacia rispetto al brand : la sostituibilità del farmaco da parte del farmacista.<br />
“La sostituibilità dei farmaci a brevetto scaduto da parte del farmacista che opera nelle farmacie aperte al pubblico ha creato una serie di equivoci. Primo fra tutti ci si è chiesto di chi fosse la responsabilità legale di eventuali danni procurati da un farmaco sostituito dal farmacista. E ancora, si è pensato che nel caso di ricetta su cui il medico ha prescritto un farmaco di classe A non più coperto da brevetto, senza aver espressamente indicato sulla ricetta la dicitura “non sostituibile”, il farmacista fosse obbligato a consegnare all’assistito il farmaco equivalente che ha il prezzo più basso o il cui prezzo sia inferiore o almeno uguale al prezzo di riferimento fissato.”</p>
<p>Questa è una sintesi di un mio articolo del 2014, che v’invito a leggere dove vengono analizzati ben altri punti rilevanti ad esempio i rapporti esistenti tra produttori di farmaci brand ed equivalenti, o le scelte ambigue delle agenzie del farmaco.</p>
<p><a href="https://contropiano.org/documenti/2014/04/11/il-business-dei-farmaci-equivalenti-2-058657" rel="ugc">https://contropiano.org/documenti/2014/04/11/il-business-dei-farmaci-equivalenti-2-058657</a></p>
<p>Sul punto tre vi propongo la sentenza del consiglio di stato che afferma Ora arriva il Consiglio di Stato a confermare che la delibera va fermata. Il Consiglio di Stato, infatti, ribadisce come il medico debba essere libero di prescrivere il farmaco da lui ritenuto maggiormente appropriato al caso clinico che deve trattare e qualora la scelta di appropriatezza terapeutica ricada sul farmaco on-label più costoso del medicinale Avastin prescrivibile off-label, “ciò non comporta alcuna conseguenza né economica né disciplinare per il prescrittore, né tantomeno comporta oneri a carico della struttura sanitaria presso cui il paziente è stato curato&#8221;.<br />
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