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“La CIA propose a Trump un’operazione Baia dei Porci contro il Venezuela”

“Nel mese di febbraio, quando Trump è arrivato all’ufficio presidenziale, ha dovuto affrontare tre crisi: una crisi missilistica cubana in Corea del Nord, una guerra del Vietnam in Afghanistan e una baia dei porci in Venezuela, così gliele hanno proposte la CIA e le forze armate statunitensi”.

Samuel Moncada, il vice ministro degli Esteri venezuelano per il Nord America, in un’intervista a VTV da New York dove sono in svolgimento i lavori di apertura dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ha citato il primo ex consigliere sul Consiglio di Sicurezza Nazionale di Trump, Steve Bannon, che aveva rivelato queste informazioni durante un’intervista a una stazione televisiva locale prima di essere rimosso una settimana più tardi.

Moncada ha chiarito come i media americani abbiano volutamente nascosto che, come ha rivelato Bannon, la CIA abbia proposto a Trump di far fuori Maduro con un’operazione come quella del 1961 contro Castro e proseguono nell’attacco propagandistico contro il governo di Maduro, volto a preparare l’opinione pubblica ad accettare un’aggressione contro il paese dell’America latina.

Samuel Moncada, ha poi evidenziato il sostegno del Movimento dei Paesi Non Allineati (NAM) per la Repubblica Bolivariana del Venezuela da parte della “Dichiarazione Politica di New York”, un documento approvato all’unanimità dall’organismo contro le misure coercitive unilaterali in cui si ribadisce l’opposizione all’unilateralismo e alle misure coercitive unilaterali imposte da alcuni Stati membri, tra cui sanzioni di natura economica, finanziaria o commerciale non conformi al diritto internazionale, alla Carta delle Nazioni Unite e alle norme e ai principi che regolano le relazioni pacifiche tra gli Stati “Qualunque paese che utilizzi la forza, che minaccia sanzioni, e politicizza la questione dei diritti umani è respinto da tutto questo movimento”, ha sottolineato Moncada denunciando l’illegalità delle azioni e azioni unilaterali del governo di Donald Trump contro la Repubblica Bolivariana, che costituiscono una flagrante violazione del diritto internazionale.

“120 paesi del mondo stanno dicendo: siamo con il Venezuela e questo è molto importante perché la macchina propagandistica afferma il contrario”, ha concluso.

 * Questo articolo compare in contemporanea su Contropiano e L’Antidiplomatico

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