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Roma. 1 Maggio: protesta contro il lavoro notturno a Carrefour

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Stanotte a Roma un gruppo di giovani studenti, lavoratori e disoccupati ha protestato presso il Carrefour di via Casilina contro il lavoro notturno e le festività, uno degli esempi di maggiore sfruttamento nel mondo del lavoro. Con questa iniziativa ed altre che si terranno in diverse città nel corso della giornata, a Roma saremo inoltre presenti al Mc Donald’s di via Appia Nuova 114, lanciamo la campagna "Riscatto" per rivendicare, proprio nel giorno della festa del lavoro e dei lavoratori, un presente e un futuro radicalmente differenti.

"Oggi si festeggia un diritto che non è garantito nel nostro Paese, il diritto ad un lavoro di qualità, ben pagato, sicuro, per non parlare della dignità di chi lavora. Il caso dei Carrefour 24h è quello di una catena di supermercati che, dietro a luccicanti campagne di marketing, punta al massimo profitto inseguendo un modello che prevede turni massacranti, spezzettamento dell’orario lavorativo in una perenne precarietà lavorativa ed esistenziale che svilisce la qualità del lavoro.

Noi giovani cresciamo tra precarietà strutturale, povertà, lavoretti, nero, e si formano in scuole e università sempre più subordinate agli interessi delle imprese. Siamo le vittime di più di vent'anni di politiche a solo vantaggio di un'imprenditoria stracciona che ci ha sempre chiesto sacrifici in nome della crescita senza mai investire sui diritti di chi lavora, in innovazione, ricerca, ammodernamento delle strutture produttive" – dichiarano gli attivisti e le attiviste di Riscatto – "Le riforme Fornero e Jobs Act sono solo gli ultimi atti di politiche di precarizzazione promosse da tutti i governi che si sono succeduti.”

"Gli ultimi anni sotto la guida di Renzi sono stati drammatici: con l'esplosione dei voucher, l'alternanza scuola-lavoro e la cancellazione dell'art.18, il lavoro somiglia sempre più a mero sfruttamento. Il completo fallimento del Jobs Act è dimostrato da un tasso di disoccupazione che è tornato al 12%, con il 40% di disoccupazione giovanile." – continuano i giovani – "Abbiamo deciso di mobilitarci in tutto il Paese perché siamo stanchi e arrabbiati: vogliamo un lavoro dignitoso, una casa, scuole e università finanziate e includenti. Vogliamo la garanzia di un reddito ora e una pensione quando saremo vecchi, servizi pubblici per la salute, i trasporti, la cura dei piccoli e dei più anziani. Sono tutte istanze che porteremo nelle piazze nei prossimi mesi e ci mobiliteremo fin quando non riusciremo a riscattare le nostre vite e quelle della maggioranza del Paese."

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