Una coppia di iscritti all’Anpi, ancora con il fazzoletto dei partigiani al collo, stava cercando un bar a via della delle Sette chiese, a Roma, nell’area di Parco Schuster, vicino alla Basilica di San Paolo, piazza della manifestazione “istituzionale” per il 25 aprile.
Un uomo su uno scooterone chiaro, con casco integrale ed un giubbotto militare militare (in tuta mimetica, dicono alcuni testimoni) si è fermato, ha estratto pistola e ha sparato con pistola ad aria compressa. E’ poi ripartito con un altro passeggero sul sellino posteriore.
I due, marito e moglie, sono stati colpiti al collo ed alla guancia il primo, alla spalla la seconda. Hanno perso sangue. La gravità dell’atto non può certo essere sminuita dal fatto che si trattasse di un’arma ad aria compresa, invece che una pistola vera e propria.
Lo dimostrano peraltro le ferite e il fatto che l’aggressore abbia mirato alla testa per esser certo di fare più male.I piombini sparati con questo tipo di armi, infatti, possono essere facilmente fermati o molto attutiti dai normali vestiti di questa stagione. Non è stato insomma un “atto dimostrativo” e tanto meno “soltanto una ragazzata”, come amano dire i fascisti di governo in casi simili.
Manifesti e striscioni di aperta apologia del fascismo erano del resto apparsi due giorni prima in diverse piazze del quartiere Appio Latino, con una grafica e contenuti che somigliano a quelli di Casapound. Segno di un “fermento” nell’area che attendeva solo di mostrarsi “attiva”
Vedremo se le indagini faranno il loro corso oppure si areneranno in attesa che l’attentato venga dimenticato. Non dovrebbe essere un’inchiesta complicata, perché certamente la strada presenta diverse telecamere attive e lo scooter era presumibilmente munito di targa (non si ruba un mezzo per fare un'”azione” del genere).
Quasi certamente si è trattato del gesto improvvisato di un nazifascista convinto di poterlo fare senza rischiare molto. Il che mette al centro la “narrativa” dominante del governo in carica, tutta incentrata – fin dalla seconda carica dello Stato – sull’equiparazione e normalizzazione dei fascisti di Salò (e successivi…).
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Marco
La Resistenza non è una ricorrenza. È Antifascismo militante. Il resto è conseguenza…
marco
proprio da quelle parti durante il corteo c’è stato l’episodio di un provocatore visibilmente in stato alterato che protetto dalla cancellata insultava e minacciava i manifestanti, esibendosi in saluti romani.
corporatura massiccia, muscolosa, ma non snella, altezza 1.75 circa, bianco ma con carnagione tendente allo scuro, capelli neri corti ma non rasati, baffetti e pizzetto rado. indossava maglietta bianca e jeans.
molti manifestanti ci hanno discusso e lo hanno filmato e fotografato.
era abbastanza sotto effetto di sostanze da poter aver fatto una cazzata.