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	Commenti a: Wu Ming, Marx e l’esercito industriale di riserva	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Wed, 05 Sep 2018 11:42:00 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Di: Gigi D'Alessio		</title>
		<link>https://contropiano.org/documenti/2018/08/31/107108-0107108#comment-138752</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gigi D'Alessio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Sep 2018 11:42:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Credere che indicare una problematica relativa all&#039;esubero di forza lavoro accresciuto dall&#039;immigrazione equivalga ad indicare la &quot;xenofobia&quot; come soluzione, o ad identificare come &quot;di sinistra&quot; le politiche che limitano l&#039;immigrazione è come dire che l&#039;analisi dell&#039;aumento del capitale fisso rispetto a quello variabile, ovvero il progresso tecnologico che sostistuice gli uomini le macchine, sia indicare il luddismo come superamento del problema.

Dato per ovvio (per un marxista, quantomeno) il funzionamento complessivo del sistema capitalistico, in relazione alla sua crescente tecnologizzazione, e all&#039;aumento di produttività, che ne segnano l&#039;insostenibilità a lungo termine e determinano la caduta tendenziale del saggio di profitto ed evitando di divagare con concetti come &quot;non sempre una grande disponibilità di forza lavoro determina il calo del salario&quot;, bisogna guardare quel che l&#039;Italia è ora: uno dei paesi maggiormente in crisi, fortemente in bisogno di rilanciarsi industrialmente e aumentare la propria competitività sul mercato mondiale, a fronte non solo dei progressi tecnologici, ma anche della competizione con salari più bassi presenti altrove: è ovvio in queste circostanze quale sia l&#039;effetto di un esubero di forza lavoro, ed è ovvio che la borghesia ne abbia bisogno e lo cerchi, e lo dichiari esplicitamente, pur edulcorandolo con spiegazioni di sostenibilità. È Confindustria stessa che ce lo dice con un documento come &quot;Migranti - da emergenza a crisi&quot; dandoci pure le quantità che ritiene necessarie, evidentemente per il proprio tornaconto. I discorsi &quot;senza gli immigrati il paese non funzionerebbe&quot; sono puramente borghesi.

Ci si nasconde dietro mignoli e cincischiamenti, come l&#039;approccio scolastico di chi ci tiene a sottolineare che &quot;Marx parlava di esercito industriale di riserva come un fenomeno aprioristico rispetto all&#039;immigrazione&#039;. Non c&#039;entra un cacchio. E&#039; pura accademia. Quel che conta è il meccanismo individuato, il funzionamento in un contesto specifico, non l&#039;origine di una terminologia, e o fenomeno nella sua manifestazione primaria. Il contesto specifico è quello detto: 40% di disoccupazione giovanile e grave crisi nazionale a lungo termine, nel contesto di quella mondiale. Se i disoccupati italiani ancora famiglie e ammortizzatori a cui aggrapparsi, si cerca un altro modo per abbassare i salari: gli immigrati. L&#039;immissione relativamente massiccia di immigrati (mezzo milione tra 2010-2016) crea tensioni con gli autoctoni per diversi motivi - non è solo propaganda salviniana, ci sono anche effettivi disagi: attaccare i leghisti o simili su questioni razziali, umanistiche ecc. ha un significato politicamente vuoto e controproducente

Al netto che l&#039;anti-immigrazionismo di per sè non risolve niente, i discorsi sul &quot;senza di loro il paese crollerebbe&quot; sono puro appoggio alle politiche borghesi che costringono migrazioni e favoriscono sfruttamenti: la questione non è l&#039;accoglienza o il respingimento, il discorso è lo scontro con la macchina e i suoi ingranaggi. 

I richiami alla solidarietà e all&#039;umanesimo e alla morale e all&#039;idealismo lasciamoli agli ipocriti del PD e di Liberi e Uguali, che promuovono politiche di sfruttamento e di bombardamento e poi fanno i cuori sanguinanti a favore dell&#039;accoglienza.

Sia la questione tecnologica che quella dello sfruttamento dell&#039;immigrato e del suo utilizzo per abbassare i salari sono veri e fanno parte del capitalismo.

Lo scontro è con il capitalismo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credere che indicare una problematica relativa all&#8217;esubero di forza lavoro accresciuto dall&#8217;immigrazione equivalga ad indicare la &#8220;xenofobia&#8221; come soluzione, o ad identificare come &#8220;di sinistra&#8221; le politiche che limitano l&#8217;immigrazione è come dire che l&#8217;analisi dell&#8217;aumento del capitale fisso rispetto a quello variabile, ovvero il progresso tecnologico che sostistuice gli uomini le macchine, sia indicare il luddismo come superamento del problema.</p>
<p>Dato per ovvio (per un marxista, quantomeno) il funzionamento complessivo del sistema capitalistico, in relazione alla sua crescente tecnologizzazione, e all&#8217;aumento di produttività, che ne segnano l&#8217;insostenibilità a lungo termine e determinano la caduta tendenziale del saggio di profitto ed evitando di divagare con concetti come &#8220;non sempre una grande disponibilità di forza lavoro determina il calo del salario&#8221;, bisogna guardare quel che l&#8217;Italia è ora: uno dei paesi maggiormente in crisi, fortemente in bisogno di rilanciarsi industrialmente e aumentare la propria competitività sul mercato mondiale, a fronte non solo dei progressi tecnologici, ma anche della competizione con salari più bassi presenti altrove: è ovvio in queste circostanze quale sia l&#8217;effetto di un esubero di forza lavoro, ed è ovvio che la borghesia ne abbia bisogno e lo cerchi, e lo dichiari esplicitamente, pur edulcorandolo con spiegazioni di sostenibilità. È Confindustria stessa che ce lo dice con un documento come &#8220;Migranti &#8211; da emergenza a crisi&#8221; dandoci pure le quantità che ritiene necessarie, evidentemente per il proprio tornaconto. I discorsi &#8220;senza gli immigrati il paese non funzionerebbe&#8221; sono puramente borghesi.</p>
<p>Ci si nasconde dietro mignoli e cincischiamenti, come l&#8217;approccio scolastico di chi ci tiene a sottolineare che &#8220;Marx parlava di esercito industriale di riserva come un fenomeno aprioristico rispetto all&#8217;immigrazione&#8217;. Non c&#8217;entra un cacchio. E&#8217; pura accademia. Quel che conta è il meccanismo individuato, il funzionamento in un contesto specifico, non l&#8217;origine di una terminologia, e o fenomeno nella sua manifestazione primaria. Il contesto specifico è quello detto: 40% di disoccupazione giovanile e grave crisi nazionale a lungo termine, nel contesto di quella mondiale. Se i disoccupati italiani ancora famiglie e ammortizzatori a cui aggrapparsi, si cerca un altro modo per abbassare i salari: gli immigrati. L&#8217;immissione relativamente massiccia di immigrati (mezzo milione tra 2010-2016) crea tensioni con gli autoctoni per diversi motivi &#8211; non è solo propaganda salviniana, ci sono anche effettivi disagi: attaccare i leghisti o simili su questioni razziali, umanistiche ecc. ha un significato politicamente vuoto e controproducente</p>
<p>Al netto che l&#8217;anti-immigrazionismo di per sè non risolve niente, i discorsi sul &#8220;senza di loro il paese crollerebbe&#8221; sono puro appoggio alle politiche borghesi che costringono migrazioni e favoriscono sfruttamenti: la questione non è l&#8217;accoglienza o il respingimento, il discorso è lo scontro con la macchina e i suoi ingranaggi. </p>
<p>I richiami alla solidarietà e all&#8217;umanesimo e alla morale e all&#8217;idealismo lasciamoli agli ipocriti del PD e di Liberi e Uguali, che promuovono politiche di sfruttamento e di bombardamento e poi fanno i cuori sanguinanti a favore dell&#8217;accoglienza.</p>
<p>Sia la questione tecnologica che quella dello sfruttamento dell&#8217;immigrato e del suo utilizzo per abbassare i salari sono veri e fanno parte del capitalismo.</p>
<p>Lo scontro è con il capitalismo.</p>
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		Di: ROBERTO DI CICCO		</title>
		<link>https://contropiano.org/documenti/2018/08/31/107108-0107108#comment-138713</link>

		<dc:creator><![CDATA[ROBERTO DI CICCO]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Sep 2018 17:05:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[bisognerebbe cercare di puntare l&#039;attenzione su come il differenziale di livello tecnologico nei vari settori produttivi faccia sì che il segmento tecnologicamente più avanzato riesca a trarre più profitto dal suo poter aumentare produttività nell&#039;unità di tempo e a parità di costo, rispetto ai segmenti più arretrati, pur disponendo di ridotta forza lavoro da cui estrarre plusvalore. L&#039;avanzamento tecnologico, l&#039;incremento demografico mondiale e tanti altri fattori come l&#039;aumento dell&#039;età media, ecc.,  certamente comportano aumento di eserciti industriali di riserva. Ma, a mio parere, questo differenziale di livello tecnologico innesca diversamente l&#039;efficacia del poter disporre di un esercito industriale di riserva, a seconda se ci si trovi nel segmento più avanzato o in quello più arretrato. Il segmento più avanzato, pur necessitando di minor forza lavoro, può ricavar maggior produttività in forza del suo &quot;macchinismo&quot; e tener comunque bassi i salari per la presenza dell&#039;esercito industriale di riserva, mentre il segmento più arretrato, per far fronte a tale concorrenza e poter  comunque estrarre del profitto, ricorre a una maggior disponibilità di forza lavoro viva ma da sottopagare fino a salari miserevoli, a stento capaci di consentire la riproducibilità della sua stessa f. l. (es. : raccoglitori di pomodori). E&#039; presumibile che il segmento più avanzato abbia relativamente bisogno, ma non in grande quantità visto che i suoi processi di automazione già naturalmente generano abbastanza esercito industr. di riserva, di forza lavoro immigrata ma, comunque, quella parte di immigrati a cui ricorre certamente le consente di tener bassi salari e disporre di questa f. l. in patria stessa senza dover ricorrere a delocalizzazioni. Allo stesso tempo credo che invece il segmento più arretrato tenga molto di più alla f.l. immigrata perché altrimenti i costi di produzione a salari più regolari, non le consentirebbero di reggere alla concorrenza dei livelli più avanzati, anche perché i prezzi dei prodotti non vengono stabiliti da lei stessa ma vengono stabiliti nei livelli alti della catena della distribuzione del lavoro. In certe situazioni e momenti storici non di crisi o di impetuoso sviluppo come in Cina, evidentemente l&#039;esercito industr. di riserva incide relativamente, ma in periodi di crisi, e con rapporti monetari come quelli attuali presenti nell&#039;eurozona, questi meccanismi generano mostruosi fenomeni di xenofobia come quelli a cui stiamo assistendo ma, almeno per ora, ed in Italia, il problema migranti è ampiamente sopravvalutato, mentre il fenomeno automazione ed avanzamento dell&#039;A.I. è altrettanto ampiamente sottovalutato !]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>bisognerebbe cercare di puntare l&#8217;attenzione su come il differenziale di livello tecnologico nei vari settori produttivi faccia sì che il segmento tecnologicamente più avanzato riesca a trarre più profitto dal suo poter aumentare produttività nell&#8217;unità di tempo e a parità di costo, rispetto ai segmenti più arretrati, pur disponendo di ridotta forza lavoro da cui estrarre plusvalore. L&#8217;avanzamento tecnologico, l&#8217;incremento demografico mondiale e tanti altri fattori come l&#8217;aumento dell&#8217;età media, ecc.,  certamente comportano aumento di eserciti industriali di riserva. Ma, a mio parere, questo differenziale di livello tecnologico innesca diversamente l&#8217;efficacia del poter disporre di un esercito industriale di riserva, a seconda se ci si trovi nel segmento più avanzato o in quello più arretrato. Il segmento più avanzato, pur necessitando di minor forza lavoro, può ricavar maggior produttività in forza del suo &#8220;macchinismo&#8221; e tener comunque bassi i salari per la presenza dell&#8217;esercito industriale di riserva, mentre il segmento più arretrato, per far fronte a tale concorrenza e poter  comunque estrarre del profitto, ricorre a una maggior disponibilità di forza lavoro viva ma da sottopagare fino a salari miserevoli, a stento capaci di consentire la riproducibilità della sua stessa f. l. (es. : raccoglitori di pomodori). E&#8217; presumibile che il segmento più avanzato abbia relativamente bisogno, ma non in grande quantità visto che i suoi processi di automazione già naturalmente generano abbastanza esercito industr. di riserva, di forza lavoro immigrata ma, comunque, quella parte di immigrati a cui ricorre certamente le consente di tener bassi salari e disporre di questa f. l. in patria stessa senza dover ricorrere a delocalizzazioni. Allo stesso tempo credo che invece il segmento più arretrato tenga molto di più alla f.l. immigrata perché altrimenti i costi di produzione a salari più regolari, non le consentirebbero di reggere alla concorrenza dei livelli più avanzati, anche perché i prezzi dei prodotti non vengono stabiliti da lei stessa ma vengono stabiliti nei livelli alti della catena della distribuzione del lavoro. In certe situazioni e momenti storici non di crisi o di impetuoso sviluppo come in Cina, evidentemente l&#8217;esercito industr. di riserva incide relativamente, ma in periodi di crisi, e con rapporti monetari come quelli attuali presenti nell&#8217;eurozona, questi meccanismi generano mostruosi fenomeni di xenofobia come quelli a cui stiamo assistendo ma, almeno per ora, ed in Italia, il problema migranti è ampiamente sopravvalutato, mentre il fenomeno automazione ed avanzamento dell&#8217;A.I. è altrettanto ampiamente sottovalutato !</p>
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		<title>
		Di: daniela		</title>
		<link>https://contropiano.org/documenti/2018/08/31/107108-0107108#comment-138577</link>

		<dc:creator><![CDATA[daniela]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Sep 2018 22:02:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[molte grazie per aver pubblicato commento e links,  è un&#039;analisi che merita di essere  conosciuta e diffusa ampiamente]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>molte grazie per aver pubblicato commento e links,  è un&#8217;analisi che merita di essere  conosciuta e diffusa ampiamente</p>
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		Di: Eros Barone		</title>
		<link>https://contropiano.org/documenti/2018/08/31/107108-0107108#comment-138536</link>

		<dc:creator><![CDATA[Eros Barone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Aug 2018 20:11:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quei volgari cialtroni e quegli avventuristi senza scrupoli che controllano il governo scatenano campagne xenofobe e razziste in un paese che non potrebbe funzionare senza lavoratori stranieri. Tralasciamo per un momento la scienza e facciamo allora questo semplice esperimento mentale: se per incanto in una notte tutti gli immigrati tornassero ai loro paesi, l&#039;Italia  andrebbe in rovina. La mattina dopo chiuderebbe buona parte delle fabbriche, si bloccherebbe l&#039;attività nell&#039;edilizia, frutta e pomodori resterebbero a marcire sulle piante, servizi e trasporti in gran parte si fermerebbero e milioni di anziani sarebbero abbandonati a se stessi, privi dell&#039;assistenza delle badanti. Ma quella banda di imprenditori della paura che si è impadronita delle leve del governo approfittando del disorientamento e del disgusto generati tra le masse popolari dai loro predecessori non si pèrita di agitare quei temi (xenofobi e razzisti) in un paese come l&#039;Italia, che è stato un paese di emigranti; in un paese che ha conosciuto le leggi razziali emanate 80 anni fa dal regime fascista contro i cittadini italiani appartenenti all&#039;etnia ebraica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quei volgari cialtroni e quegli avventuristi senza scrupoli che controllano il governo scatenano campagne xenofobe e razziste in un paese che non potrebbe funzionare senza lavoratori stranieri. Tralasciamo per un momento la scienza e facciamo allora questo semplice esperimento mentale: se per incanto in una notte tutti gli immigrati tornassero ai loro paesi, l&#8217;Italia  andrebbe in rovina. La mattina dopo chiuderebbe buona parte delle fabbriche, si bloccherebbe l&#8217;attività nell&#8217;edilizia, frutta e pomodori resterebbero a marcire sulle piante, servizi e trasporti in gran parte si fermerebbero e milioni di anziani sarebbero abbandonati a se stessi, privi dell&#8217;assistenza delle badanti. Ma quella banda di imprenditori della paura che si è impadronita delle leve del governo approfittando del disorientamento e del disgusto generati tra le masse popolari dai loro predecessori non si pèrita di agitare quei temi (xenofobi e razzisti) in un paese come l&#8217;Italia, che è stato un paese di emigranti; in un paese che ha conosciuto le leggi razziali emanate 80 anni fa dal regime fascista contro i cittadini italiani appartenenti all&#8217;etnia ebraica.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Redazione Contropiano		</title>
		<link>https://contropiano.org/documenti/2018/08/31/107108-0107108#comment-138513</link>

		<dc:creator><![CDATA[Redazione Contropiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Aug 2018 10:24:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://contropiano.org/documenti/2018/08/31/107108-0107108#comment-138511&quot;&gt;Albino&lt;/a&gt;.

corretto, naturalmente... il refuso era nel pezzo di Senza Soste, ripetuto tre volte... 
e anche il capitolo de Il Capitale - La legge generale dell&#039;accumulazione capitalistica (non &quot;le leggi&quot;...) - è il 23°, non il 25°...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://contropiano.org/documenti/2018/08/31/107108-0107108#comment-138511">Albino</a>.</p>
<p>corretto, naturalmente&#8230; il refuso era nel pezzo di Senza Soste, ripetuto tre volte&#8230;<br />
e anche il capitolo de Il Capitale &#8211; La legge generale dell&#8217;accumulazione capitalistica (non &#8220;le leggi&#8221;&#8230;) &#8211; è il 23°, non il 25°&#8230;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Albino		</title>
		<link>https://contropiano.org/documenti/2018/08/31/107108-0107108#comment-138511</link>

		<dc:creator><![CDATA[Albino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Aug 2018 10:15:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mauro Vanetti, non Diego. L&#039;autore del pezzo è lui, i Wu Ming lo hanno ospitato sul loro blog Giap.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mauro Vanetti, non Diego. L&#8217;autore del pezzo è lui, i Wu Ming lo hanno ospitato sul loro blog Giap.</p>
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