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Corigliano d’Otranto. “Un altro Salento – carta non solo turistica”.

Domenica 29 marzo, ore 18.30, a Corigliano d’Otranto, presso il Castello volante si presenta “Un altro Salento – carta non solo turistica”.
La presentazione è promossa da “unAltra” in collaborazione con “Magma”, e dagli editori: Kurumuny, Associazione Bianca Guidetti Serra, ECOR. Ingresso gratuito. Info 3332368484.
Siamo abituati al racconto del Salento come luogo idilliaco, alla narrazione romantica fatta di scorci magnifici, sabbie dorate, erbette di campo e ricci di mare, anziani sorridenti e giovani abbronzati.
Ma le cose stanno davvero, soltanto, così?
C’è una nuova mappa (non solo) turistica del Salento. Non mostra gli attrattori, le cose belle, le chicche di un territorio di grande bellezza, ma evidenzia alcuni problemi, criticità, emergenze.
Si tratta di una mappa pensata per il turista curioso, per il viaggiatore a cui non basta dare uno sguardo alla splendida superficie ma che vuole conoscere, approfondire, iniziare a stabilire un legame. Una cartina che mostra l’altro lato della medaglia, la faccia nascosta della Luna,
la polvere sotto il tappeto…
Il proposito – da tempo coltivato dal grafico, fattosi cartografo per l’occasione, Alberto Giammarruco e attuata grazie al fertile incontro dell’Associazione Bianca Guidetti Serra e del collettivo ECOR (Estrattivismo, Conflitti, Resistenze) con Edizioni Kurumuny – viene dalla necessità di dare una rappresentazione cartografica che sfugge alle convenzioni del marketing del territorio, adottando piuttosto un approccio proprio della geografia critica in cui lo spazio non è un dato oggettivo e neutro ma una costruzione sociale, frutto degli equilibri interni alla società e dei suoi rapporti di potere.
Il tutto allo scopo di superare il sempreverde adagio secondo il quale i panni sporchi vanno lavati in casa, e quindi anche di usare la rappresentazione dello spazio come produttore sociale, come elemento politico di sostegno ai conflitti attivi sul territorio.
Cosa si nasconde sotto il tappeto dello sviluppo? Il modello di vita che ci siamo prefissati è sostenibile? Quanto incidono le grandi opere clima alteranti come il gasdotto TAP sulla nostra vita e sulla nostra salute? Viviamo in un territorio dai grandi valori paesaggistici ma circondati da mostri come l’ex-Ilva e Cerano, tra discariche a cielo aperto. Abbiamo mare e le spiagge tra le più belle, ma l’accesso è precluso perché c’è una spartizione economica delle bellezze. Il bene comune, la cosa pubblica è sempre più al servizio del privato.
La mappa, in distribuzione gratuita, è un lavoro collettivo che si avvale dei testi di Alessandra Cecchi, Camillo Robertini, Emanuele Larini e coinvolge e dà voce a sigle e movimenti del territorio: Movimento NoTap Brindisi, NoTAP Melendugno, comitato Associazioni No Burgesi, il Comitato dei custodi del bosco d’Arneo.
L’ideazione e il progetto grafico è di Alberto Giammaruco, le illustrazioni sono dell’illustratrice Paola Rollo.
Pur non avendo pretese di esaustività – per esempio non sono trattate le trasformazioni del paesaggio legate al CoDiRO, alle FER in area agricola, oppure la gestione dei beni culturali… – la mappa è però il frutto di uno sforzo collettivo che confidiamo sia sempre più aperto e in evoluzione. Data la natura divulgativa di questo lavoro, pubblicato in forma sperimentale, indichiamo alcune delle fonti utilizzate, elencate in ordine sparso e forma sintetica:
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