Mercoledi 14 gennaio ore 18.30 Piazzale di Porta Pia (ambasciata britannica).
Otto attivisti della rete britannica Palestine Action sono detenuti preventivamente in modo illegale.
Tre di loro sono in sciopero della fame e in pericolo di morte immediata.
Non si tratta di un rischio astratto: le loro condizioni sono critiche, irreversibili, ogni giorno può essere l’ultimo.
Lo Stato britannico si sta assumendo consapevolmente la responsabilità politica e materiale di ciò che potrebbe accadere.
-Heba è al 67° giorno di sciopero della fame, con gravi danni fisici e neurologici.
-Kamran è al 60° giorno, con problemi cardiaci e perdita dell’udito.
-Lewie, è diabetico, è al 46° giorno di sciopero della fame intermittente.
Stanno mettendo il proprio corpo tra la vita e la morte perché ogni altra forma di giustizia è stata loro negata.
La loro fame è fame di giustizia.
Per questo mercoledì 14 gennaio saremo in presidio davanti all’Ambasciata britannica, per esprimere solidarietà agli attivisti in sciopero della fame e denunciare le responsabilità dirette dello Stato che quell’ambasciata rappresenta.
- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO
Ultima modifica: stampa