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	Commenti a: I taxisti, la scissione, il reale	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Thu, 23 Feb 2017 08:22:31 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Di: Giuseppe		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Feb 2017 08:22:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[
	LEGGETELI GLI ARTICOLI, CRISTO IN CROCE!!!
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			<content:encoded><![CDATA[<p>	LEGGETELI GLI ARTICOLI, CRISTO IN CROCE!!!</p>
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		Di: Francisco		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francisco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2017 21:10:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[
	Non credo di aver voluto intendere che l&#039;intervento di Gilioli vertesse l&#236;, penso invece che le parole sono importanti



	Gilioli:&#160; &#034;Intendo dire: i conducenti di auto bianche sono obsoleti, &#232; evidente. Oggi c&#039;&#232; Uber, c&#039;&#232; Enjoy, c&#039;&#232; Car2go, ci sono pure ZigZag e Scooterino, e tutte o quasi funzionano meglio, a minor prezzo&#034; 



	Diciamo che il mio &#034;appoggiare&#034; virgolettato andava letto come AMEN, un arrrendiamoci.



	Vi leggo quindi una visione piuttosto lontana dal come andrebbe inteso un servizio pubblico, tra l&#039;altro non si legge nessun riferimento sul tema, e non vorrei che di questo passo si finisca per dare una mano proprio al sistema Uber (nella fattispecie emblematicco) che ovviamente possiamo esportare a dolorose esperienze gi&#224; passate. Se si continua a dire che il pubblico &#232; destinato a morire si contribuisce a combatterlo fin d&#039;ora, con le conseguenze che hanno riguardato tutti i precedenti.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>	Non credo di aver voluto intendere che l&#039;intervento di Gilioli vertesse l&igrave;, penso invece che le parole sono importanti</p>
<p>	Gilioli:&nbsp; &quot;Intendo dire: i conducenti di auto bianche sono obsoleti, &egrave; evidente. Oggi c&#039;&egrave; Uber, c&#039;&egrave; Enjoy, c&#039;&egrave; Car2go, ci sono pure ZigZag e Scooterino, e tutte o quasi funzionano meglio, a minor prezzo&quot; </p>
<p>	Diciamo che il mio &quot;appoggiare&quot; virgolettato andava letto come AMEN, un arrrendiamoci.</p>
<p>	Vi leggo quindi una visione piuttosto lontana dal come andrebbe inteso un servizio pubblico, tra l&#039;altro non si legge nessun riferimento sul tema, e non vorrei che di questo passo si finisca per dare una mano proprio al sistema Uber (nella fattispecie emblematicco) che ovviamente possiamo esportare a dolorose esperienze gi&agrave; passate. Se si continua a dire che il pubblico &egrave; destinato a morire si contribuisce a combatterlo fin d&#039;ora, con le conseguenze che hanno riguardato tutti i precedenti.</p>
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		<title>
		Di: Eros Barone		</title>
		<link>https://contropiano.org/interventi/2017/02/22/taxisti-la-scissione-reale-089171#comment-57676</link>

		<dc:creator><![CDATA[Eros Barone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2017 19:40:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[
	Per quanto concerne il PD, non vi &#232; dubbio che la scissione di questo partito si inserisce nel contesto di una crisi organica della borghesia italiana, che scuote, dal punto di vista del consenso, l&#8217;egemonia delle sue frazioni maggioritarie. Cos&#236; come non vi &#232; dubbio che il detonatore di tale crisi &#232; il venir meno del consenso della piccola e media borghesia al disegno di integrazione europea che il grande capitale e i partiti maggiori che ne rappresentano gli interessi avevano individuato come orizzonte strategico per l&#8217;Italia. Si tratta di una crisi dei partiti tradizionali che &#232; in atto a livello continentale, ma che assume forme e caratteri specifici nel nostro Paese. La frana che si &#232; determinata nella sovrastruttura politica dello Stato &#232;, peraltro, la conseguenza di tre scosse telluriche, dotate di un elevato potere disgregante, che si sono verificate in rapida successione: la Brexit, l&#8217;elezione di Donald Trump negli USA e il risultato del referendum sulla riforma costituzionale con la vittoria del NO in Italia. Il principale effetto della crisi organica &#232;, nel campo della rappresentanza politica, la rottura della prospettiva bipolare, che sembrava essersi imposta nella cosiddetta &#8220;seconda repubblica&#8221; e che oggi risulta impraticabile non solo alla luce della sentenza della Consulta che ha reintrodotto un sistema elettorale di tipo proporzionale, ma anche in s&#233;guito alla frantumazione dei poli preesistenti e all&#8217;emergere di una forza politica autonoma, il Movimento 5 Stelle, il quale ha catalizzato, con la sua azione bifronte, il voto di protesta di ampi settori delle masse popolari e della piccola e media borghesia.



	Giova poi sottolineare che il Partito Democratico &#232; stato finora il partito pi&#249; conseguentemente legato al grande capitale monopolistico, espressione politica della necessit&#224; di riforme strutturali per il rilancio della capacit&#224; di rispondere alla crisi da parte dei principali settori capitalistici nazionali. Dunque, in quanto espressione della frazione pi&#249; europeista delle classi dominanti, un partito capace di esercitare, attraverso il suo legame ideale con la sinistra, la maggiore influenza sulle masse progressiste e nei sindacati confederali, in modo da realizzare le politiche antipopolari riducendo al minimo i conflitti sociali. Nell&#8217;&#224;mbito della politica estera, la fedelt&#224; dell&#8217;Italia alla UE e alla NATO &#232; stata inoltre garantita da tale partito in una fase di crescenti scontri interimperialistici: fedelt&#224; riconosciuta anche con l&#8217;investitura di un&#8217;esponente di questo partito al ruolo di rappresentante della politica estera dell&#8217;Unione Europea. Fedelt&#224; al profitto e fedelt&#224; alle alleanze internazionali sono state, del pari, apprezzate dalla Confindustria, la quale si &#232; espressa in senso favorevole alla politica del governo e gli ha fornito un sostegno esplicito sulle principali riforme e sull&#8217;indirizzo strategico. Tutto ci&#242; ha permesso al Partito Democratico di scalzare il centrodestra nella guida del Paese, disarticolandone la composizione e legando a s&#233; i settori centristi ed europeisti.



	D&#8217;altra parte, se il PD &#232; riuscito a mantenere le proprie posizioni fino ad ora, evitando, a livello nazionale, sconfitte di portata pari a quelle registrate dagli altri partiti socialdemocratici, questo &#232; dipeso principalmente da due ragioni. La prima &#232; quella di aver fondato il consenso alla propria azione sulla prospettiva della riformabilit&#224; dei vincoli di bilancio della UE e su una politica di maggiore flessibilit&#224; a livello europeo. Si tratta di una strategia che, rispondendo agli interessi strutturali del grande capitale italiano, assicura, s&#236;, la partecipazione alla UE, ma in forma critica rispetto agli indirizzi economici prevalenti nel contesto comunitario. Tale strategia &#232; stata confortata, per tutta una fase, dal vasto consenso di quei settori popolari e della piccola borghesia che temono l&#8217;instabilit&#224; derivante da possibili rotture e ripongono la propria fiducia in una linea di subordinazione, ponendosi cos&#236; alla coda degli interessi strategici del grande capitale. La seconda ragione &#232; legata alla figura di Renzi, il quale, accreditandosi come figura nuova capace di portare l&#8217;Italia fuori dalla crisi, ha saputo incarnare un&#8217;immagine di pragmatismo e ricambio generazionale, con la correlativa &#8220;rottamazione&#8221; del precedente ceto politico di provenienza PCI-PDS-DS-PD, contiguo agli apparati della CGIL. Dal canto suo, questo ceto politico profondamente screditato, che costituisce la minoranza interna di D&#8217;Alema e di Bersani, ha reagito alla sconfitta del S&#204; nel referendum cogliendo il momento favorevole per arrivare alla resa dei conti con Renzi. Cos&#236;, quando la crisi della prospettiva di una maggiore flessibilit&#224; nelle politiche di bilancio, nonostante tutti i tentativi esperiti, &#232; apparsa evidente, si &#232; spezzato il legame tra grande capitale e piccola e media borghesia e si &#232; prodotta la scissione del PD. Poich&#233; la crisi organica della borghesia italiana &#232; destinata ad approfondirsi e le classi dominanti hanno perso il loro piccolo Bonaparte, il meno che si possa dire &#232; che i tempi che verranno saranno molto interessanti.



	&#160;



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			<content:encoded><![CDATA[<p>	Per quanto concerne il PD, non vi &egrave; dubbio che la scissione di questo partito si inserisce nel contesto di una crisi organica della borghesia italiana, che scuote, dal punto di vista del consenso, l&rsquo;egemonia delle sue frazioni maggioritarie. Cos&igrave; come non vi &egrave; dubbio che il detonatore di tale crisi &egrave; il venir meno del consenso della piccola e media borghesia al disegno di integrazione europea che il grande capitale e i partiti maggiori che ne rappresentano gli interessi avevano individuato come orizzonte strategico per l&rsquo;Italia. Si tratta di una crisi dei partiti tradizionali che &egrave; in atto a livello continentale, ma che assume forme e caratteri specifici nel nostro Paese. La frana che si &egrave; determinata nella sovrastruttura politica dello Stato &egrave;, peraltro, la conseguenza di tre scosse telluriche, dotate di un elevato potere disgregante, che si sono verificate in rapida successione: la Brexit, l&rsquo;elezione di Donald Trump negli USA e il risultato del referendum sulla riforma costituzionale con la vittoria del NO in Italia. Il principale effetto della crisi organica &egrave;, nel campo della rappresentanza politica, la rottura della prospettiva bipolare, che sembrava essersi imposta nella cosiddetta &ldquo;seconda repubblica&rdquo; e che oggi risulta impraticabile non solo alla luce della sentenza della Consulta che ha reintrodotto un sistema elettorale di tipo proporzionale, ma anche in s&eacute;guito alla frantumazione dei poli preesistenti e all&rsquo;emergere di una forza politica autonoma, il Movimento 5 Stelle, il quale ha catalizzato, con la sua azione bifronte, il voto di protesta di ampi settori delle masse popolari e della piccola e media borghesia.</p>
<p>	Giova poi sottolineare che il Partito Democratico &egrave; stato finora il partito pi&ugrave; conseguentemente legato al grande capitale monopolistico, espressione politica della necessit&agrave; di riforme strutturali per il rilancio della capacit&agrave; di rispondere alla crisi da parte dei principali settori capitalistici nazionali. Dunque, in quanto espressione della frazione pi&ugrave; europeista delle classi dominanti, un partito capace di esercitare, attraverso il suo legame ideale con la sinistra, la maggiore influenza sulle masse progressiste e nei sindacati confederali, in modo da realizzare le politiche antipopolari riducendo al minimo i conflitti sociali. Nell&rsquo;&agrave;mbito della politica estera, la fedelt&agrave; dell&rsquo;Italia alla UE e alla NATO &egrave; stata inoltre garantita da tale partito in una fase di crescenti scontri interimperialistici: fedelt&agrave; riconosciuta anche con l&rsquo;investitura di un&rsquo;esponente di questo partito al ruolo di rappresentante della politica estera dell&rsquo;Unione Europea. Fedelt&agrave; al profitto e fedelt&agrave; alle alleanze internazionali sono state, del pari, apprezzate dalla Confindustria, la quale si &egrave; espressa in senso favorevole alla politica del governo e gli ha fornito un sostegno esplicito sulle principali riforme e sull&rsquo;indirizzo strategico. Tutto ci&ograve; ha permesso al Partito Democratico di scalzare il centrodestra nella guida del Paese, disarticolandone la composizione e legando a s&eacute; i settori centristi ed europeisti.</p>
<p>	D&rsquo;altra parte, se il PD &egrave; riuscito a mantenere le proprie posizioni fino ad ora, evitando, a livello nazionale, sconfitte di portata pari a quelle registrate dagli altri partiti socialdemocratici, questo &egrave; dipeso principalmente da due ragioni. La prima &egrave; quella di aver fondato il consenso alla propria azione sulla prospettiva della riformabilit&agrave; dei vincoli di bilancio della UE e su una politica di maggiore flessibilit&agrave; a livello europeo. Si tratta di una strategia che, rispondendo agli interessi strutturali del grande capitale italiano, assicura, s&igrave;, la partecipazione alla UE, ma in forma critica rispetto agli indirizzi economici prevalenti nel contesto comunitario. Tale strategia &egrave; stata confortata, per tutta una fase, dal vasto consenso di quei settori popolari e della piccola borghesia che temono l&rsquo;instabilit&agrave; derivante da possibili rotture e ripongono la propria fiducia in una linea di subordinazione, ponendosi cos&igrave; alla coda degli interessi strategici del grande capitale. La seconda ragione &egrave; legata alla figura di Renzi, il quale, accreditandosi come figura nuova capace di portare l&rsquo;Italia fuori dalla crisi, ha saputo incarnare un&rsquo;immagine di pragmatismo e ricambio generazionale, con la correlativa &ldquo;rottamazione&rdquo; del precedente ceto politico di provenienza PCI-PDS-DS-PD, contiguo agli apparati della CGIL. Dal canto suo, questo ceto politico profondamente screditato, che costituisce la minoranza interna di D&rsquo;Alema e di Bersani, ha reagito alla sconfitta del S&Igrave; nel referendum cogliendo il momento favorevole per arrivare alla resa dei conti con Renzi. Cos&igrave;, quando la crisi della prospettiva di una maggiore flessibilit&agrave; nelle politiche di bilancio, nonostante tutti i tentativi esperiti, &egrave; apparsa evidente, si &egrave; spezzato il legame tra grande capitale e piccola e media borghesia e si &egrave; prodotta la scissione del PD. Poich&eacute; la crisi organica della borghesia italiana &egrave; destinata ad approfondirsi e le classi dominanti hanno perso il loro piccolo Bonaparte, il meno che si possa dire &egrave; che i tempi che verranno saranno molto interessanti.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Redazione Contropiano		</title>
		<link>https://contropiano.org/interventi/2017/02/22/taxisti-la-scissione-reale-089171#comment-57669</link>

		<dc:creator><![CDATA[Redazione Contropiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2017 18:00:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://contropiano.org/interventi/2017/02/22/taxisti-la-scissione-reale-089171#comment-57665&quot;&gt;Francisco&lt;/a&gt;.

&lt;p&gt;
	Non ci sembra che l&#039;intervento di Gilioli &quot;appoggi&quot; Uber... De te fabula narratur...
&lt;/p&gt;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://contropiano.org/interventi/2017/02/22/taxisti-la-scissione-reale-089171#comment-57665">Francisco</a>.</p>
<p>
	Non ci sembra che l&#8217;intervento di Gilioli &#8220;appoggi&#8221; Uber&#8230; De te fabula narratur&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Francisco		</title>
		<link>https://contropiano.org/interventi/2017/02/22/taxisti-la-scissione-reale-089171#comment-57665</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francisco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2017 16:03:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[
	Francamente appoggiare la &#034;scomparsa&#034; di un servizio pubblico di mobilit&#224; cittadina non ha niente a che fare con la modernizzazione, e per certi versi neanche con la scomparsa del PD, del quale pochi rimpiangeranno la fine, ma metterlo in mezzo a ogni stronzata di passaggio diventa immancabilmente un&#039;arma di distrazione di massa.



	Il trasporto pubblico, dal collettivo al Taxi, deve essere supportato garantendo la viabilit&#224; metropolitana, soprattutto liberando le corsie preferenziali da mezzi privati... &#232; senza dubbio questo l&#039;ostacolo pi&#249; impervio, proprio perch&#233; il meno desiderato, senza contare che &#034;caricare&#034; a bordo a pagamento richiede necessariamente requisiti che vanno ben oltre la fedina penale pulita o i 21 anni o la macchina nuova... &#232; come se bastasse un camice bianco per operare d&#039;appendicite.



	Poi se piace passare da utenti a pseudo-utenti liberi di farlo, ma a questo punto le responsabilit&#224; andrebbero condivise tra gli interessati: autisti e passeggeri, officine di revisione e compagnie assicurative, vigili urbani e parcheggi a pagamento.



	&#160;
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>	Francamente appoggiare la &quot;scomparsa&quot; di un servizio pubblico di mobilit&agrave; cittadina non ha niente a che fare con la modernizzazione, e per certi versi neanche con la scomparsa del PD, del quale pochi rimpiangeranno la fine, ma metterlo in mezzo a ogni stronzata di passaggio diventa immancabilmente un&#039;arma di distrazione di massa.</p>
<p>	Il trasporto pubblico, dal collettivo al Taxi, deve essere supportato garantendo la viabilit&agrave; metropolitana, soprattutto liberando le corsie preferenziali da mezzi privati&#8230; &egrave; senza dubbio questo l&#039;ostacolo pi&ugrave; impervio, proprio perch&eacute; il meno desiderato, senza contare che &quot;caricare&quot; a bordo a pagamento richiede necessariamente requisiti che vanno ben oltre la fedina penale pulita o i 21 anni o la macchina nuova&#8230; &egrave; come se bastasse un camice bianco per operare d&#039;appendicite.</p>
<p>	Poi se piace passare da utenti a pseudo-utenti liberi di farlo, ma a questo punto le responsabilit&agrave; andrebbero condivise tra gli interessati: autisti e passeggeri, officine di revisione e compagnie assicurative, vigili urbani e parcheggi a pagamento.</p>
<p>	&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Mic		</title>
		<link>https://contropiano.org/interventi/2017/02/22/taxisti-la-scissione-reale-089171#comment-57657</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mic]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2017 11:17:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[
	No: secondo me, occuparsi di politica oggi (in una prospettiva di sinistra, intendo) non &#232; affatto &#171;accompagnare&#187; dignitosamente al macello le vittime dei padroni o &#171;proteggerle&#187; mentre il macellaio affila l&#039;accetta. Occuparsi di politica &#232; impegnarsi a rovesciare questi &#171;mutamenti strutturali&#187;, che non sono scritti in cielo; &#232; lottare per mettere fine a questa triste coda di &#171;futuri obsoleti&#187;, e per rendere obsoleti i padroni che dalla loro obsolescenza sperano di trarre ulteriori profitti; &#232; combattere per sottrarre i lavoratori dalle fauci del &#171;Grande Nulla&#187;, e per dargli in pasto i padroni.
	Poi, OK, sono d&#039;accordo sul fatto che n&#233; i pidioti rimanenti n&#233; i pidioti in partenza abbiano la minima capacit&#224; o intenzione di fare nulla del genere...
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>	No: secondo me, occuparsi di politica oggi (in una prospettiva di sinistra, intendo) non &egrave; affatto &laquo;accompagnare&raquo; dignitosamente al macello le vittime dei padroni o &laquo;proteggerle&raquo; mentre il macellaio affila l&#039;accetta. Occuparsi di politica &egrave; impegnarsi a rovesciare questi &laquo;mutamenti strutturali&raquo;, che non sono scritti in cielo; &egrave; lottare per mettere fine a questa triste coda di &laquo;futuri obsoleti&raquo;, e per rendere obsoleti i padroni che dalla loro obsolescenza sperano di trarre ulteriori profitti; &egrave; combattere per sottrarre i lavoratori dalle fauci del &laquo;Grande Nulla&raquo;, e per dargli in pasto i padroni.<br />
	Poi, OK, sono d&#039;accordo sul fatto che n&eacute; i pidioti rimanenti n&eacute; i pidioti in partenza abbiano la minima capacit&agrave; o intenzione di fare nulla del genere&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
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