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Ruby: La Minetti si dissocia da Mora e Fede

La Minetti si dissocia. Non c’è altro modo di definire la presa di distanze che la consigliera regionale nonché ex “igienista dentale” di Berlusconi ha fatto tramite la sua memoria difensiva, depositata ieri mattina in tribunale. Accusata di induzione e favoreggiamento della prostituzione e prostituzione minorile, ricostruisce la sua verità sul caso Ruby e prende le distanze da Lele Mora ed Emilio Fede, indagati insieme a lei. Ma soprattutto spiega che erano loro due, l’agente delle starlette e il direttore del Tg4, a portare le ragazze alle feste di Arcore.

Nella sua memoria, una dozzina di pagine in tutto, la Minetti si difende soprattutto dall’accusa di prostituzione minorile riguardo alla giovane Ruby-Karima e ricostruisce nel dettaglio quanto è accaduto la notte tra i 27 e 28 maggio dello scorso anno, quando si presentò alla questura di Milano per farsi affidare la giovane marocchina, all’epoca minorenne, che era stata fermata per furto. Affidamento durato pochi minuti, giusto il tempo di ‘consegnare’ la ragazza ad un’altra brasiliana, Michelle Conceicao.

Il deposito di una memoria scritta significa che la Minetti non intende sottoporsi ad interrogatorio in questa fase del processo. Ma è chiaro che questa presa di distanze avrà conseguenzenella dinamica generale del dibattimento.

E in molti si attendono la giovane trasformi presto la sua dissociazione in “pentimento” pieno.

Ultim’ora: l’effetto “ognun per sé” e “tutti contro tutti” è cominciato subito. Nell’ordine:

Emilio Fede: «La memoria depositata da Nicole Minetti è una stronzata fatta per giornalisti in baby-doll. La smentisco». «Sono anche accusato di aver assassinato una delle ragazze lungo la strada e averne nascosto il corpo». Più tardi, ha detto di avere letto una sintesi della memoria difensiva della Minetti «assistita dall’avv. Daria Pesce». E che «L’unico elemento mancante è che entrambe avrebbero bisogno dell’assistenza di uno psichiatra». «Karima el Mahroug, detta Ruby, è arrivata ad Arcore attraverso Lele Mora»

Lele Mora:«Il pesce, anzi la Pesce (Daria, ovvero l’avvocato della Minetti, ndr) in questo caso, di solito butta l’amo. Ed Emilio Fede ha abboccato».«Ambra e Chiara (le ultime due ragazze che avrebbero parlato ai pm degli incontri a Villa San Martino, ndr) Arcore l’hanno visto solo in tv. Loro non sono mai state nella residenza del Presidente del Consiglio. La stessa Minetti l’ho vista solo qualche volta e non ho neanche il suo numero di telefono».

Minetti 2:«Il mio legale Daria Pesce ha presentato una memoria difensiva da cui si evince che non ho portato Ruby ad Arcore. In questa memoria, ci tengo a sottolinearlo, non accuso né Emilio Fede né Lele Mora».

Il lato divertente e sociale di questa storia penosa è solo uno: infraangere la legge è un’arte, e questi non hanno la stoffa per farlo bene. Ce li figuriamo già, davanti alla Boccassini…

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