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Pisa. Mettiamo uno striscione per i due pescatori indiani uccisi

Il Consiglio comunale di Pisa ha approvato all’unanimità una mozione presentata dal centro destra che unisce tutti i partiti al fianco dei marò in questo momento in prigione in India, con la gravissima accusa di aver ucciso a sangue freddo due pescatori indiani.

I due militari di carriera, ingaggiati dall’armatore Terzi a 500 euro il giorno (a testa) per proteggere il business navale, dovrebbero così occupare il posto dei volontari di Emergency e di altre organizzazioni umanitarie, rapiti in paesi diversi per il loro impegno contro le guerre e le loro conseguenze sulle popolazioni civili.

Guerre decise da governi di destra – centro – sinistra, combattute da moderni mercenari, ben rappresentati dai due marò. L’esposizione di quello striscione chiuderebbe così il cerchio di un’orripilante girandola di ossimori, per cui le guerre si trasformano in “operazioni di pace”, verità e giustizia le si chiedono per gli indiziati e non per le vittime (i due pescatori), il diritto internazionale lo si esige per i “nostri” concittadini, mentre centinaia di migranti vengono lasciati morire in balia delle onde del Mar Mediterraneo, in barba ad ogni diritto e senso d’umanità.

Sul comportamento dei militi delle forze armate italiane lasciamo parlare la storia recente, dalla Somalia alla Libia, passando per l’Iraq, i Balcani e l’Afghanistan. In tutti questi scenari di guerra molti sono stati gli episodi che hanno visto i militari italiani implicati in torture (Somalia 1993), omicidi di civili (la battaglia dei ponti a Nassiriya, in Iraq nel 2004), effetti “collaterali” dei bombardamenti aerei (Ex Jugoslavia, Afghanistan, Libia). Brutto mestiere, quello del militare di professione, ma ben pagato e garantito.

Che la destra difenda i militari non sorprendere. Da sempre fascisti e reazionari di ogni risma s’identificano nell’esercito e nelle forze dell’ordine. Non ci sorprende neppure il comportamento di forze politiche come il PD, distintesi in questi anni per il sostegno e la completa affinità con le forze armate italiane e statunitensi. Come dimenticare, infatti, la campagna “bimbi in caserma” o l’attiva cooperazione con i militari USA per l’ampliamento della base di camp Darby? Analogamente non ci stupisce la posizione di SEL. La parabola di Vendola e dei suoi epigoni locali è legata a doppio filo con le sorti del centro sinistra e dei suoi interessi politico/militari. L’unico rappresentante del PRC non era in aula al momento della votazione sulla mozione proposta dal PdL.

Facciamo appello a tutte le forze pacifiste e antimilitariste cittadine perché si oppongano all’esposizione di uno striscione che chiede la liberazione dei due militari di professione” Chiediamo piuttosto che si stampino i volti dei due pescatori indiani trucidati, per i quali è doveroso chiedere “Verità e giustizia”.  La nostra città avrà così la soddisfazione di stare dalla parte giusta, quella di due lavoratori uccisi senza alcuna colpa, mentre dormivano sulla loro imbarcazione.

Rete dei Comunisti Pisa

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