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Scuola. Ricatto del governo agli insegnanti: o ti converti o ti licenzio!

Il Ministero della pubblica istruzione ha pubblicato il Decreto Direttoriale n. 7 del 16 aprile 2012 che istituisce e regolamenta l’istituzione di appositi percorsi formativi finalizzati alla realizzazione del “Profilo del docente specializzato per le attività del sostegno”.

L’accesso è su base volontaria ma “evidentemente” il docente soprannumerario “senza posto”, che decide di non ricollocarsi sul sostegno, rischierebbe di rientrare nel profilo previsto dalla legge 183/2011, con la conseguente ricollocazione forzata in altro ramo della pubblica amministrazione e, qualora ciò non fosse possibile, la cassa-integrazione per due anni, seguita da un possibile licenziamento. A suonare l’allarme su questa nuova normativa è l’Usb-Scuola.

Il ministero ed il “caro” Chiappetta (nel nome è già contenuto il destino dei docenti precari e di ruolo da molti anni), decide di allocare (termine caro al professor Monti e al Ministro Profumo) sul sostegno docenti che hanno alle spalle decine di anni di insegnamento sulle loro discipline in totale disprezzo delle esigenze didattiche di quella platea, sempre più consistente nella scuola italiana, di discenti diversamente-abili. Vogliamo ricordare al neo-ministro Profumo che la disabilità si affronta nelle scuole attraverso l’abbattimento delle barriere architettoniche, creando laboratori didattici pluridisciplinari, aumentando corposamente la dotazione di supporti informatici specifici (non il semplice Computer), dando consistenza reale a tutto l’apparato normativo  che avvolge il mondo della disabilità, fornendo ai docenti specializzati gli strumenti per poter operare nelle e per le scuole in cui lavorano per la piena integrazione degli alunni con disabilità.
Affiancare alle classi e agli alunni disabili docenti demotivati, costretti dalla prospettiva della mobilità coatta e dallo spettro della cassa integrazione per due anni (ultimo lascito di Tremonti con la sua legge di stabilità), significa solo dequalificare la scuola pubblica e non sfruttare a pieno le risorse professionali di ogni singolo docente. “Dopo le restrizioni al riconoscimento della legge 104, dopo i corposi tagli al sostegno che hanno visto le famiglie combattere contro il dimezzamento delle ore di sostegno ai propri figli (prontamente restituite dopo i ricorsi al Tar)” – denuncia l’Usb-Scuola – “ora l’espulsione di migliaia di docenti-specializzati sostituiti da docenti-riconvertiti. Questo è il livello di considerazione che lo Stato Italiano ha dei disabili, delle loro famiglie, dei loro insegnanti e della propria scuola? Speriamo che un giorno non venga chiesto, come nell’antica Sparta, a tutte le famiglie con alunni diversamente abili di salire sul monte Taigeto, dal quale gli Spartani buttavano i neonati deformi e deboli, in nome della crisi, del debito sovrano, dell’equità e dei sacrifici”.

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