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Napoli. La nuova Città delle Scienza sulla spiaggia? Un delitto peggiore del rogo

VAS (Verdi, Ambiente e Società Onlus) condannò  con forza il  malavitoso incendio di Città della Scienza del marzo scorso ed espresse piena solidarietà ai lavoratori e la necessità di recuperare e rilanciare ad un più alto livello di qualità tutta l’attività espositiva e divulgativa andata distrutta.

L’associazione resta ora profondamente sconcertata dell’accordo di programma previsto per il prossimo 4 marzo e  dal  percorso mediatico, politico,  istituzionale attivato per la ricostruzione degli   spazi per tali attività  sull’arenile  di Coroglio, nel sito dove era prima (con l’arretramento di pochi metri dal mare e addirittura con l’aggiunta di  un assurdo approdo a disposizione di città della scienza). Il fatto è di una gravità enorme perché  la realizzazione della Città della Scienza in tale luogo  ruba ai cittadini Napoletani  uno spazio enorme della spiaggia di Bagnoli, la vera sola spiaggia di  Napoli.

Al furto ai cittadini napoletani  di tale bene comune si aggiunge quello all’ambiente ed al paesaggio, giacché la ricostruzione della Città della Scienza spacca in due il meraviglioso percorso naturalistico di spiaggia continua  che – eliminata l’orrenda e tossica colmata a mare – da Coroglio,  collegato allo splendido  isolotto vulcanico di Nisida, arriva fino a Pozzuoli: uno scenario naturalistico di incomparabile bellezza.

La ricostruzione sulla spiaggia offende poi sia la democrazia istituzionale – perché l’attuale piano regolatore (la variante per l’area occidentale del 1998 ) prevede lo smantellamento della parte della Città  della Scienza che sta sulla spiaggia, ovvero quella distrutta dall’incendio e la ricostruzione in altro sito – sia quella partecipativa  giacché il “Comitato Una Spiaggia per tutti”  ha raccolto 14  mila firme affinché l’intera spiaggia di Bagnoli fosse liberata e restituita alla corretta fruizione della Città.

Poiché sul  piano della correttezza e della logica è del tutto incomprensibile l’accanimento per realizzarla sulla spiaggia, nel sito dov’era prima, giacché vi è ampia disponibilità di suolo adiacente alla restante parte della Città della Scienza che non sta sulla spiaggia ma più all’interno, l’unica spiegazione plausibile è che la realizzazione di  Città della Scienza  sulla spiaggia, nobilmente motivata in nome della Scienza e della Cultura e quindi  appoggiata e sostenuta dai poteri  forti  e dalle Istituzioni locali e nazionali  serve per realizzare il sacco edilizio dell’area della bonifica adiacente al mare, che oggi non si riesce a vendere e che diventa preziosissima ed ambitissima se cementificabile … fino alla battigia.  Né  a tale fondamentale considerazione può rispondersi che vi  è il Piano Regolatore che dice altra cosa, giacché come, con l’Accordo di Programma,  s’intende stravolgerlo per la Città della Scienza lo si stravolge ancora più rapidamente per  il “cemento dello sviluppo e del lavoro”.

La realizzazione di Città della Scienza sulla spiaggia apre perciò anche inquietanti interrogativi sugli interessi possibili  sottesi all’incendio: cancellare il vincolo del piano regolatore della sua eliminazione per rendere definitiva la sua allocazione dalla spiaggia, attraendo  grandi risorse per la sua ricostruzione e gestione, in difficoltà prima dell’incendio. Tali dubbi  possono essere cancellati se e solo se si fanno corrette scelte per la ricostruzione della Città della Scienza, diversamente appare chiaro che il delitto della sua ricostruzione sulla spiaggia è ben più grave dell’incendio che la  distrusse.

In questo senso i VAS chiedono a tutti i soggetti chiamati all’accordo di programma del prossimo 4 marzo di  fermare la gravissima  operazione in atto ed adoperarsi per realizzare la ricostruzione della nuova parte della Città della Scienza fuori dall’arenile. I  VAS   appoggiano perciò  tutte le iniziative dell’Assise di Bagnoli contro  l’ ”Accordo di programma per la ricostruzione della Città della Scienza sulla spiaggia”  e perché la spiaggia liberata e bonificata diventi realmente “Bene comune” della Città.

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