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Taranto, la denuncia di Peacelink: “la diossina anche nei bovini”

”A Taranto si aggrava e si allarga la contaminazione da diossina. La diossina è infatti arrivata a Massafra, un comune che dista una quindicina di chilometri da Taranto, e per la prima volta colpisce i bovini”. La denuncia viene dal presidente dell’associazione ambientalista Peacelink, Alessandro Marescotti. ”La marcia contro l’inquinamento del 6 aprile da Statte a Taranto – aggiunge – si carica così di altra indignazione per lo scoppio di una nuova emergenza. Il trilatero Statte-Taranto-Massafra è diventato il ‘triangolo della diossina”’.

”Le analisi sono state effettuate dall’Istituto Zooprofilattico di Teramo, in seguito ai prelievi effettuati dalla Asl su un allevamento di Massafra”, spiega Marescotti. ”Avendo accertato per la diossina il superamento dei limiti di legge nel latte di mucca, ora si procedera’ all’analisi della carne. Dopo gli ovini sarà la strage dei bovini?”, si chiede l’ambientalista.

”E’ molto probabile infatti che nelle carni dei bovini i valori della diossina saranno molto più alti, come ha insegnato l’esperienza delle pecore, nelle quali i valori riscontrati sono risultati anche dieci volte superiori rispetto al latte. Da tempo Peacelink – ricorda Marescotti – chiedeva alla Regione Puglia il controllo della diossina sulle carni macellate senza ottenere però che venisse effettuato”.

”Eppure il tavolo tecnico regionale per la diossina conveniva sull’opportunità di un simile controllo sui macelli – aggiunge – Ora si dovrà procedere alla misurazione della diossina nelle carni bovine e questo e’ un passaggio importantissimo al fine di verificare la sicurezza alimentare di un settore rimasto fuori dai controlli diretti sulla carne, limitatisi fino ad ora solo alla carne di pecore e capre risultate positive al controllo della diossina sul latte”.

Scrive lo stesso Marescotti su Il Fatto Quotidiano a proposito della marcia convocata per questa mattina nei territori contaminati:

“La marcia di cinque chilometri, partendo da Statte, arriverà sotto il camino E-312 dell’Ilva, alto 212 metri che è la maggiore fonte della diossina a Taranto. Le informazioni sulla marcia sono sul sito www.peacelink.it. La marcia prende il via mentre si aggrava e si allarga la contaminazione da diossina nelle matrici alimentari. (…)

Il fenomeno che fa riflettere è la contaminazione transgenerazionale. Le mucche sembrano aver trasmesso anche ai vitellini la diossina che trattengono come carico corporeo elevato e tramite l’allattamento dei vitellini si sta determinando una catena di contaminazione a ciclo continuo. Sta avvenendo qualcosa di drammatico che trasmette di generazione in generazione un avvelenamento chimico. Questo rischia di distruggere un pezzo pregiato dell’economia locale, la cui filiera comprende anche le mozzarelle e i pregiati formaggi di mucca locali. Fino ad ora a rischio era stato considerato solo il pecorino. Sarà importante verificare come è avvenuta la contaminazione e se abbia giocato un ruolo il fieno raccolto attorno all’area industriale. Fieno di cui non è stato bloccato, come è avvenuto per il pascolo, e che ogni anno viene raccolto diventando foraggio per i bovini. Su una strada che costeggia i pascoli alla diossina si snoderà domani il fiume umano dei cittadini attivi”.

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