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Ferrovie francesi, sanzioni e licenziamenti si abbattono sugli scioperanti

Dalla fine dello sciopero di tre mesi della scorsa primavera alla SNCF (la Società nazionale delle ferrovie francesi), per tutta la Francia è un continuo di sanzioni disciplinari inviate dall’impresa ferroviaria. Dopo Nimes, Rennes, Lille e Parigi questa estate, le sanzioni colpiscono a Grenoble, Hendaye e Lione, dove Christelle, militante del sindacato Sud-Rail, rischia il licenziamento per grave negligenza al suo rientro.

Sono già almeno una ventina i sindacalisti di CGT e Sud-Rail a esser stati convocati per delle sanzioni disciplinari dal loro datore di lavoro. L’ultima per data è Christelle, militante di Sud-Rail a Lione, di cui l’impresa reclama la radiazione dai quadri, l’equivalente del licenziamento nel settore pubblico. La sua sorte sarà decisa il 7 settembre nel corso di un consiglio disciplinare, durante il quale i suoi colleghi si riuniranno a partire da mezzogiorno, di fronte alla Tour Intercity di Lione dove ha sede la direzione regionale, per richiedere l’abbandono del perseguimento giudiziario. A questo fine, le prime 1000 firme di una petizione sono state presentate alla direzione il 2 settembre.

Lei ha soltanto attaccato un superiore gerarchico in un giorno di sciopero”, si stupisce Bruno Poncet che sottolinea il carattere spropositato delle sanzioni reclamate dalla SNCF. “Ci sono delle cose che prima si risolvono a quattr’occhi o nell’ufficio del superiore per rimettere tutto in ordine”, spiega il segretario federale del sindacato Sud-Rail. Per lui, “l’obiettivo della SNCF è di colpire gli scioperanti, soprattutto se si tratta di delegati sindacali, per intimorire tutti quanti mostrando che nessuno è al riparo”. Christelle non è la sola a rischiare il licenziamento. Nel mese di luglio, un altro rappresentante di Sud-Rail, questa volta di Rennes, è stato convocata dalla società in consiglio disciplinare.

Una direzione vendicativa della SNCF?

Anche in questo caso, la radiazione è stata richiesta da parte della direzione. Questa l’ha ottenuta e Yannick ha ricevuto ad inizio agosto la conferma del suo licenziamento. Gli è stato contestato di aver voluto nuocere all’impresa interrompendo il traffico dei treni. In occasione della manifestazione del 1 maggio, Yannick nota un poliziotto in prossimità dei binari e ne segnala la presenza alla postazione di manovra che decide, per ragioni di sicurezza, di interrompere la circolazione. La SNCF mette in dubbio la versione del ferroviere e sporge denuncia. Nonostante la conferma dei fatti e il rispetto delle procedure interne, la direzione non ha revocato il consiglio disciplinare e ha confermato la sua decisione.

Essendo protetto da un mandato sindacale, è ora compito dell’ispettorato del lavoro pronunciarsi sulla validità della sua radiazione. In caso di rifiuto di quest’ultima, la SNCF può far appello alla decisione. Il dossier raggiungerebbe allora l’ufficio del Ministero del Lavoro. Il sindacato Sud-Rail prevede già di portare la questione di fronte ai tribunali. A Nimes, c’è stata un’altra radiazione, al momento sotto esame dell’ispettorato del lavoro. Qui, Jean-François si è visto incolpato di aver usato una torcia in occasione dell’occupazione dei binari nella stazione il 14 maggio che avrebbe causato una grave lesione all’occhio di un conducente di treno non in sciopero. Una versione contestata da Jean-François e dalla CGT-Ferrovieri che vede un montaggio di qualsiasi istanza. In ogni caso, il conducente in questione ha portato il treno a destinazione dopo la ferita all’occhio, accompagnato in cabina da un superiore. Due giorni dopo, il medico che lo ha visitato non gli ha prescritto di smettere di lavorare.

Nell’Hauts-de-France, diverse dozzine di ferrovieri hanno ricevuto delle convocazioni al commissariato o di fronte alla loro direzione. Tra questi, sei scioperanti vanno incontro a delle sanzioni che vanno dal licenziamento a una possibile radiazione per almeno uno di questi, convocato di fronte al consiglio disciplinare a settembre. A Hendaye, è la volta di Laurent, un controllore di treno che la direzione accusa di aver afferrato un dirigente durante un giorno di sciopero a giugno. Un primo raduno di circa 300 persone si è tenuto a Bayonne sull’invito della CGT il 21 agosto per sostenere questo ferroviere. Poi, un secondo a Bordeaux il 4 settembre, giorno del suo consiglio disciplinare, dove rischia il licenziamento. La decisione sarà resa nota entro dieci giorni. Per la CGT-Ferrovie d’Hendaye, la direzione cerca di “vendicarsi dei tre mesi di sciopero a singhiozzo della primavera”.

Secondo la SNCF, 440 infrazioni sono state constatate dando luogo a 120 reclami, non tutti registrati dai procuratori (https://rapportsdeforce.fr/classes-en-lutte/sncf-sanctions-et-licenciements-tombent-sur-les-grevistes-09052159). “Alcune direzioni nelle regioni hanno detto: noi abbiamo intenzioni di far uscire i dossier, aspettatevi ripercussioni nel futuro”, afferma inquieto Bruno Poncet di Sud-Rail. Nel mese di agosto, ci sono state sei nuove procedure che sono scattate contro militanti del sindacato Sud a Grenoble. “Ci sono delle motivazioni ridicole, come aver attraversato i binari senza gilet o aver mostrato il dito a un dirigente”, indica Julien Troccaz, membro del Consiglio di sorveglianza del gruppo SNCF per Sud-Rail. Pertanto, la direzioni reclama delle sanzioni, tra cui la radiazione per uno degli scioperanti. In causa un’occupazione notturna della stazione di Grenoble a giugno da parte di ferrovieri e numerosi militanti del movimento sociale locale. Se questa radiazione sarà confermata, il numero dei licenziamenti potrebbe esser portato a cinque nell’arco di due mesi.

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