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Una compagna italiana fermata a Istanbul

«La nostra compagna Anna Camposampiero, della segreteria nazionale di Rifondazione e dell’esecutivo della Sinistra Europea, candidata alle europee nella lista “Pace, Terra, Dignità”, in questo momento è stata bloccata all’aeroporto di Istanbul».

A denunciare la vicenda che coinvolge l’attivista e esponente della sinistra milanese è Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista. Che riporta alcuni dei messaggi che Camposampiero ha inviato nelle scorse ore direttamente da Istanbul.

«Mi hanno fermata, chiusa in una stanza, fatto foto segnaletica e sequestrato il passaporto. Sono in attesa di sapere su quale volo sarò rimpatriata». Per Acerbo, «la sua espulsione è un atto inaccettabile da parte di un Paese che, ricordiamo, fa parte della Nato e dunque è ufficialmente alleato dell’Italia».

Da Rifondazione ricordano che «Anna Camposampiero è da sempre impegnata sulle questioni internazionali, dall’America Latina al Kurdistan.

È particolarmente attiva nella solidarietà con il popolo curdo e i movimenti democratici e femministi in Turchia e doveva svolgere il ruolo di osservatrice alle elezioni su invito del partito della Sinistra Verde nato dopo la messa fuori legge del partito Hdp» ed è stata «varie volte in Turchia come osservatrice, con delegazioni internazionali per la difesa dei diritti umani, per partecipare a congressi della sinistra curda».

«Nella Turchia di Erdogan – conclude Acerbo – la repressione continua a colpire le forze di opposizione, i movimenti di sinistra e in particolare quello curdo».

Nel tardo pomeriggio di venerdì 29 marzo anche Camposampiero ha denunciato l’accaduto con un post su Facebook: «Sono partita per la Turchia questa mattina invitata dai compagni curdi per le elezioni amministrative di domenica 31 marzo. Dovevo svolgere il mio ruolo di osservatrice alle elezioni su invito del partito della Sinistra Verde, nato dopo la messa fuorilegge del partito Hdp, ma nella Turchia di Erdogan la repressione continua a colpire le forze di opposizione, i movimenti di sinistra e in particolare quello curdo».

Ma «arrivata a Istanbul alle 17 ora locale, sono stata fermata al controllo passaporti, portata in una stanza, mi hanno ritirato il passaporto e il bagaglio, preso impronte digitali e fatto foto segnaletica. Mi sono rifiutata di firmare un documento di cui non capivo il contenuto e mi sono rifiutata di consegnare il cellulare. Sono rinchiusa in una stanza con altre quattro persone in attesa di espulsione».

A questo punto la donna avrebbe «chiesto di parlare con il Consolato italiano e mi è stato risposto che potrò rivolgermi al consolato turco al mio rientro. C’è una ragazza armena a cui hanno tolto il cellulare che ha avuto un attacco di panico ed è scoppiata a piangere. Non mi è dato sapere fino a quando starò qui. Non c’è nessun mediatore culturale e nessuno parla inglese. E soprattutto nessuno ti dice niente. Dopo anni a combattere la detenzione amministrativa la sto provando sulla mia pelle».

Sabato mattina Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, ha comunicato che «Anna Camposampiero è stata espulsa dalla Turchia e caricata su un volo per l’Italia. Dovrebbe arrivare all’aereoporto di Bergamo alle 11».

* dal Corriere della Sera

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1 Commento


  • Vannini Andrea

    non stupisce che il corriere della nato pubblichi questo articolo. neanche stupisce che acerbo e camposampietro, essendo candidati, facciano campagna elettorale. ciò che é penoso é che si contesti una espulsione sulla base della comune appartenenza italia-turchia alla nato. quanto alla detenzione amministrativa, per favore, chiedere alla popolazione palestinese cosa essa sia. certo non una sosta aeroportuale.

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