Il coordinatore dei Capi di Stato Maggiore Congiunti degli Stati Uniti, il generale Dan Caine, ha fornito ulteriori dettagli sul raid contro il Venezuela durante un’apparizione a Mar Lago, affiancato da Trump.
Il gen. Caine ha confermato che gli elicotteri statunitensi inviati per sequestrare Nicolás Maduro e sua moglie sono stati bersaglio di colpi d’arma da fuoco, e che uno degli aerei è stato colpito, anche se “rimaneva operativo”, il che ha permesso a tutti di tornare indietro senza perdere capacità di volo.

L’attacco condotto dalle forze statunitensi in Venezuela ha causato la morte di almeno 40 persone e il ferimento di 90. Il bilancio provvisorio comprende sia militari sia civili, riferisce un alto funzionario venezuelano che ha chiesto di rimanere anonimo. La notizia, riportata originariamente dal New York Times, getta un’ombra drammatica sull’operazione militare che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro, confermando l’alto costo umano degli scontri avvenuti sul terreno. Tra i morti venezuelani si segnalano le guardie della sicurezza del Presidente Maduro come denunciato dal ministro della Difesa di Caracas (vedi il video sotto).
Col passare delle ore, iniziano a emergere le notizie riguardanti i danni nelle aree abitate, in particolare a Catia La Mar, una città costiera situata a ovest dell’aeroporto di Caracas. Come riportato dal New York Times, una bomba ha colpito direttamente un edificio residenziale di tre piani, causando il parziale crollo di una delle sue pareti esterne. L’attacco in questa città ha causato la morte di Rosa González, 80 anni, e avrebbe lasciato un’altra persona in condizioni gravi.
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si riunirà per discutere la situazione in Venezuela domani, lunedì 5 gennaio.
La convocazione è stata richiesta da Russia, Cina e Colombia, dopo che la missione venezuelana presso l’Onu ha inviato una lettera alla presidenza di turno del Consiglio chiedendo una riunione per condannare e fermare le operazioni militari statunitensi contro il Paese.
“Uccise a sangue freddo le guardie della sicurezza del Presidente Maduro”. La denuncia del ministro della Difesa venezuelano Vladimir Padrino Lopez:
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