In un comunicato ufficiale rilasciato mercoledì, il Ministero della Difesa di Mosca ha dichiarato di aver assunto il pieno controllo della regione di Lugansk. Sebbene quasi tutta la regione fosse già sotto il controllo russo da tempo, l’annuncio segna la conquista formale dell’intera area amministrativa. Inoltre, la Russia rivendica ulteriori progressi territoriali nella regione di Kharkiv e in quella di Zaporizhia.
Al momento, non è giunta alcuna conferma ufficiale da parte di Kiev riguardo alla perdita totale del Lugansk, regione che, insieme al Donetsk, forma il cuore industriale del Donbass. I media italiani hanno nascosto la notizia (che si può trovare però appena si mette il naso fuori dall’asservimento dei media nostrani, ad esempio leggendo Reuters o Al Jazeera), rilanciando invece l’ultimatum che Mosca avrebbe lanciato contestualmente a Kiev.
Il presidente ucraino Zelensky ha parlato di due mesi di tempo che il Cremlino avrebbe dato agli Stati Uniti, passati i quali le condizioni per porre fine alle ostilità da parte della Russia si farebbero più esigenti. In questi due mesi, le forze ucraine dovrebbero ritirarsi dalle zone ancora sotto il loro controllo nel Donbass.
Ma il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha gelato tutti mettendo in chiaro che “non si tratta di due mesi. Zelensky deve prendere una decisione oggi stesso riguardo al ritiro delle truppe ucraine dal Donbass e al loro spostamento oltre i confini amministrativi della Repubblica Popolare di Donetsk“.
Zelensky continua a ribadire che l’idea che la Russia possa conquistare il resto del Donbass nel breve periodo è irrealistica, e che Kiev è disposta ad accettare una soluzione diplomatica, ma sulle attuali linee del fronte. Una narrazione che va bene per fare contenti i tifosi della giunta ucraina, ma che oltre a ignorare una serie di nodi riguardanti l’assetto di sicurezza internazionale una volta concluse le ostilità, fa finta anche che non sia chiaro il messaggio russo.
Mosca può continuare la guerra e prendersi i territori del Donbass, che sia in due mesi o più tempo. Del resto, nonostante le narrazioni roboanti che ogni tanto appaiono sui social, l’Ucraina continua a perdere terreno. La Russia ha rifiutato la proposta di una tregua pasquale fatta da Zelensky. Il Ministero degli Esteri russo, citato dall’agenzia Ria Novosti, ha liquidato l’iniziativa come una “trovata pubblicitaria“, sostenendo che servirebbe a Kiev solo per riorganizzare le forze e recuperare le perdite.
Ma oltre ai fatti sul campo, c’è l’allarme sulla tenuta militare ed economica a medio termine del paese, che deve fare i conti con un clima internazionale sempre meno favorevole. I 90 miliardi del prestito UE ancora bloccati, anche se la Commissione sta cercando di aggirare l’opposizione ungherese, ma soprattutto gli smottamenti sempre più evidenti all’interno della NATO rischiano di mettere una serie ipoteca sulla questione.
Mentre alcune indiscrezioni hanno parlato delle forniture statunitensi a Kiev, pagate dagli europei, usate come leva di ricatto per imporre ai paesi NATO del Vecchio Continente la partecipazione all’aggressione all’Iran, Zelensky era in una chiamata telefonica con Steve Witkoff e Jared Kushner, a cui hanno partecipato anche il senatore Lindsey Graham e il Segretario Generale dell’alleanza atlantica, Mark Rutte.
Le dichiarazioni di Kiev parlano di buoni risultati, in particolare intorno alle garanzie di sicurezza per l’Ucraina, ma appare evidente che si tratta di parole di circostanza. E anche le precedenti dichiarazioni e narrazioni mediatiche appaiono più come la propaganda necessaria a preparare il terreno per la telefonata senza far trasparire una situazione critica.
Il nervosismo è tanto, e la faccenda ucraina, come era naturale che fosse (almeno per chi non pensi che si tratta semplicemente di una “invasione russa”), risente in maniera sempre più netta dell’esacerbarsi delle contraddizioni del campo occidentale, e delle ripercussioni di altri fronti di guerra aperti dall’imperialismo.
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Daniele matian
Siete dei maledetti propagandisti filo russi vergognatevi.. se fosse per me non dovreste avere il diritto di scrivere nulla. Tuttavia la nostra democrazia ma ve lo consente
Redazione Roma
Si rilassi, i fatti hanno la testa dura
Franco Mansullo
E’ inconcebile che dopo ottanni che e finita la guerra non si riesca a vedere le cose come sono. Per l’America causa di tutte le guerre quello che conta e’ il profitto, e che della democrazia se ne frega. E fìntando ci sono paesi come l’Italia che obbedisce, di strada se ne fara’ poca.
vincenzo
Agli idioti filo zelesky, non gli sono bastati gli scandali e le rubberie, questa guerra è un un affare per gli americani, e se c’è ancora qualcuno che crede alla narrazione giornalistica dell’aggressore e l’aggredito, evidentemente non capisce tutto il marcio dell’ucraina uno dei paesi più corrotti al mondo.
Gianluca
Buongiorno, sarei molto interessato a leggere qualcosa di più sulla sua affermazione di Ucraina paese corrotto. Mi illustri lei, può approfondire queste sue parole? grazie
Redazione Contropiano
Il tentato colpo di mano governativo sulla NABU e sulla SAPO, la ritorsione che ha decapitato il cerchio magico di Zelensky a partire da Mindich e le tante denunce da varie organizzazioni internazionali sulle armi che spariscono per poi ricomparire nel mercato nero sono abbastanza esplicative. Senza considerare che la corruzione inizia con l’adesione ai dettami guerrafondai dell’Occidente nel 2014, realizzati affidando a bande neonaziste il compito di risolvere il nodo dei separatisti in Donbass.
Dino Nasci
La propaganda anti sovietica in Italia crea una massa di ignoranti che non hanno né la,voglia né l’intelligenza di andare a,documentarsi di come stanno veramente le cose. Se Putin ha iniziato questa guerra è perché è stato costretto dall’America tramite la nato che fin dal crollo del muro di Berlino non ha rispettato gli accordi di non espansione verso est,annettendo Estonia Lituania,in ultimo cercando di annettere l’Ucraina per portare le testate nucleari nel “giardino” di Putin che a quel punto visto che con la diplomazia non si facevano progressi ha invaso l’Ucraina.Logico e indiscutibilmente necessario.
Queste sono le vere ragioni di quella guerra che era evitabile solo se gli americani e la nato i veri guerrafondai del pianeta non avessero avuto l’ambizione di voler distruggere la Russia
Luciano
Tutti i nodi vengono al pettine.
Fiero di essere Filorusso e grande estimatore di Putin.