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L’assessorato alle politiche sociali di Roma riceve Casapound. Perché?

Queste sono le prove che il dipartimento alle politiche sociali di Roma ha incontrato Casapound. Non c’era l’assessora Baldassarre, ma non per questo il fatto ci pare meno grave.

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Abbiamo visto la nota di Sinistra Italiana-area metropolitana di Roma, ma crediamo la questione possa e debba montare di più. A Roma, come ben sappiamo, la situazione relativa all’estrema destra è veramente critica. La scorsa settimana un ragazzo è stato pestato a sangue solo perché indossava una maglietta del Cinema America occupato. Non si può lasciare nemmeno il minimo spazio di agibilità che crei legittimazione. Figuriamoci sul tema all’accoglienza e, nel caso specifico, sul prolingamento dell’apertura di un centro di accoglienza “straordinario” (ossia di competenza del comune, gestito dalla CRI, che accoglie anche “transitanti”).

Se un centro come il Baobab dovesse chiudere anche per la pressione di Casapound, sarebbe un pericoloso precedente e una sconfitta per tutte/i noi.

E’ partito un tam tam nei confronti dei giornali, a partire da Repubblica e il manifesto sperando di costringere la Baldassarre – l’assessore –  ad affrontare la questione. 

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