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	Commenti a: Gli Stati Popolari e il controverso appello di Aboubakar	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Fri, 17 Jul 2020 14:32:06 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Di: G. Esposito		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[G. Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2020 14:32:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si, chiarissimo il cuore o centro di quello che affermi, o afferma K. Raveli: 
ciò che sta alla base e nell’essenza del capitalismo (è) l’alienazione proprietaria privata dei beni comuni,
che ci sta portando in modo sempre più evidente verso la catastrofe. 
Quella climatica per cominciare, ma che poi accelererà tutte le altre.
Mentre tutte le schiere di lavoristi, marxisti o meno, continuano a predicare e praticare le loro litanie riformiste del capitalismo.
Terribile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si, chiarissimo il cuore o centro di quello che affermi, o afferma K. Raveli:<br />
ciò che sta alla base e nell’essenza del capitalismo (è) l’alienazione proprietaria privata dei beni comuni,<br />
che ci sta portando in modo sempre più evidente verso la catastrofe.<br />
Quella climatica per cominciare, ma che poi accelererà tutte le altre.<br />
Mentre tutte le schiere di lavoristi, marxisti o meno, continuano a predicare e praticare le loro litanie riformiste del capitalismo.<br />
Terribile.</p>
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		<title>
		Di: I. Oliveri		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/politica-news/2020/07/06/gli-stati-popolari-e-il-controverso-appello-di-aboubakar-0129766#comment-214938</link>

		<dc:creator><![CDATA[I. Oliveri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2020 16:15:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si, forse ci siamo avviluppati in un dibattito un po’ da cruciverba, grazie ai dubbi qui sollevati sugli Stati Popolari del 5 scorso. Ma scandagliando nella questione di alcune contraddizioni segnalate nell’articolo di Carar, per esempio parlando di
“emerse aspettative e intenzioni che qualche perplessità non possono che suscitarla”,
oppure a proposito della “sfida ancora aperta sul come costruire il blocco sociale, anzi il blocco storico, capace di sintetizzare un mondo e portarlo sulla strada dell’emancipazione collettiva in uno scenario di conflitto di classe dall’alto sempre più cinico e spietato”
ci tengo a far notare come uno dei nodi di fondo sia proprio - come dice Raveli nell’articolo sopra indicato - la messa in discussione dell’episteme ormai sempre più assunto dalle cosiddette sinistre sulla ‘lotta di classe’ e più in generale sui movimenti sociali. Cioè appunto quel lavorismo che riduce i rapporti Capitale-lavoro a questioni di garanzie dell’impiego, del salario, e poi via via il biasimo delle precarietà, dell’intermittenza, ecc.
Un episteme che comprende l&#039;insieme dell’attuale approccio dominante, ma che pure caratterizza i critici del “sistema”, sulla base di valori e teorie politiche e sociali accettate come ‘scienza’ e ‘conoscenza’. Quindi compresi coloro che si pongono ‘moralmente’ in modo dissenziente di fronte al dominio capitalista e al potere economico e politico dei cosiddetti capitalisti. Moralmente ma non eticamente, dovremmo pur dire. Cioè secondo una epistemologia, proprio come propone K. Raveli, i cui fondamenti ‘comunisti’ smascherano ciò che sta alla base e nell’essenza del capitalismo: l’alienazione proprietaria privata dei beni comuni, della natura e della vita. Pertanto la profonda sostanza determinativa dell’Antropocene o Capitalocene, comprese oltretutto le derive globali più recenti e subordinate come la presunta pandemia virale.
Conclusione: quando parliamo di contraddizioni sociali o “interne al popolo”, cara Adele, dovremmo manifestare in modo chiaro quali ne sono i rispettivi e principali valori di riferimento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si, forse ci siamo avviluppati in un dibattito un po’ da cruciverba, grazie ai dubbi qui sollevati sugli Stati Popolari del 5 scorso. Ma scandagliando nella questione di alcune contraddizioni segnalate nell’articolo di Carar, per esempio parlando di<br />
“emerse aspettative e intenzioni che qualche perplessità non possono che suscitarla”,<br />
oppure a proposito della “sfida ancora aperta sul come costruire il blocco sociale, anzi il blocco storico, capace di sintetizzare un mondo e portarlo sulla strada dell’emancipazione collettiva in uno scenario di conflitto di classe dall’alto sempre più cinico e spietato”<br />
ci tengo a far notare come uno dei nodi di fondo sia proprio &#8211; come dice Raveli nell’articolo sopra indicato &#8211; la messa in discussione dell’episteme ormai sempre più assunto dalle cosiddette sinistre sulla ‘lotta di classe’ e più in generale sui movimenti sociali. Cioè appunto quel lavorismo che riduce i rapporti Capitale-lavoro a questioni di garanzie dell’impiego, del salario, e poi via via il biasimo delle precarietà, dell’intermittenza, ecc.<br />
Un episteme che comprende l&#8217;insieme dell’attuale approccio dominante, ma che pure caratterizza i critici del “sistema”, sulla base di valori e teorie politiche e sociali accettate come ‘scienza’ e ‘conoscenza’. Quindi compresi coloro che si pongono ‘moralmente’ in modo dissenziente di fronte al dominio capitalista e al potere economico e politico dei cosiddetti capitalisti. Moralmente ma non eticamente, dovremmo pur dire. Cioè secondo una epistemologia, proprio come propone K. Raveli, i cui fondamenti ‘comunisti’ smascherano ciò che sta alla base e nell’essenza del capitalismo: l’alienazione proprietaria privata dei beni comuni, della natura e della vita. Pertanto la profonda sostanza determinativa dell’Antropocene o Capitalocene, comprese oltretutto le derive globali più recenti e subordinate come la presunta pandemia virale.<br />
Conclusione: quando parliamo di contraddizioni sociali o “interne al popolo”, cara Adele, dovremmo manifestare in modo chiaro quali ne sono i rispettivi e principali valori di riferimento.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: D. Giovanni		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[D. Giovanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2020 14:48:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tra i testi segnalati da Adele, oltre a quello di K. Raveli e questo, ecco il primo collegamento:

https://www.pclavoratori.it/files/index.php?obj=NEWS&#038;oid=6654]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra i testi segnalati da Adele, oltre a quello di K. Raveli e questo, ecco il primo collegamento:</p>
<p><a href="https://www.pclavoratori.it/files/index.php?obj=NEWS&#038;oid=6654" rel="nofollow ugc">https://www.pclavoratori.it/files/index.php?obj=NEWS&#038;oid=6654</a></p>
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		<title>
		Di: Adele		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/politica-news/2020/07/06/gli-stati-popolari-e-il-controverso-appello-di-aboubakar-0129766#comment-214909</link>

		<dc:creator><![CDATA[Adele]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2020 15:00:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Prima osservazione: 
impressionante per un avvenimento e fenomeno così importante, che abbia trovato in rete solo tre articoli significativi E non integrati nella predominante pandemia conformista cosiddetta democratica. Questo di Contropiano, un altro del Partito Comunista dei lavoratori, ed un terzo, forse il più interessante, in Sinistrainrete dal titolo “Dimensione operaia degli Stati Popolari, Sardine, ecologismo, antirazzismo, antipatriarcato”.
Seconda:
Trovo semplicemente scandalosa l’assenza de il Manifesto, prima e dopo il 5 luglio, a parte un paio di stelloncini. Ma ormai sappiamo, con tanta pubblicità bancaria, come stia chiudendo il suo “comunismo”. Da ormai già troppo tempo, basti vedere la sottomissione totale al discorso ‘infopandemico’ dominante.
Terza:
Se parliamo di movimenti, associazioni, ecc. e contraddizioni “interne al popolo” con tutto ciò che rivelano gli Stati Popolari del 5 luglio, mi pare che dovremmo avviarci, per capirci bene e per poter avanzare nel lavoro politico, dai fondamenti marxiani dell’analisi del capitalismo. Qui ci troviamo di fronte ad una composizione proletaria grandissima e che include direttamente o meno, anche settori di cosiddetti lavoratori garantiti, per cominciare. Cioè un universo che Raveli chiama dimensione operaia, dove le contraddizioni interne devono servire per sviluppare maggiore potenza, capacità di mobilitazione e pressione generale. Prima di perdersi sulle espressioni di protagonisti – come Sumahoro, che rispetto moltissimo – forse congiunturali o perlomeno occasionali, ma che non riescono ancor ad esprimere tutti i magnifici potenziali di questa nuova fase di lotta sociale in Italia. E in Europa?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prima osservazione:<br />
impressionante per un avvenimento e fenomeno così importante, che abbia trovato in rete solo tre articoli significativi E non integrati nella predominante pandemia conformista cosiddetta democratica. Questo di Contropiano, un altro del Partito Comunista dei lavoratori, ed un terzo, forse il più interessante, in Sinistrainrete dal titolo “Dimensione operaia degli Stati Popolari, Sardine, ecologismo, antirazzismo, antipatriarcato”.<br />
Seconda:<br />
Trovo semplicemente scandalosa l’assenza de il Manifesto, prima e dopo il 5 luglio, a parte un paio di stelloncini. Ma ormai sappiamo, con tanta pubblicità bancaria, come stia chiudendo il suo “comunismo”. Da ormai già troppo tempo, basti vedere la sottomissione totale al discorso ‘infopandemico’ dominante.<br />
Terza:<br />
Se parliamo di movimenti, associazioni, ecc. e contraddizioni “interne al popolo” con tutto ciò che rivelano gli Stati Popolari del 5 luglio, mi pare che dovremmo avviarci, per capirci bene e per poter avanzare nel lavoro politico, dai fondamenti marxiani dell’analisi del capitalismo. Qui ci troviamo di fronte ad una composizione proletaria grandissima e che include direttamente o meno, anche settori di cosiddetti lavoratori garantiti, per cominciare. Cioè un universo che Raveli chiama dimensione operaia, dove le contraddizioni interne devono servire per sviluppare maggiore potenza, capacità di mobilitazione e pressione generale. Prima di perdersi sulle espressioni di protagonisti – come Sumahoro, che rispetto moltissimo – forse congiunturali o perlomeno occasionali, ma che non riescono ancor ad esprimere tutti i magnifici potenziali di questa nuova fase di lotta sociale in Italia. E in Europa?</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Franco Russo		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/politica-news/2020/07/06/gli-stati-popolari-e-il-controverso-appello-di-aboubakar-0129766#comment-214901</link>

		<dc:creator><![CDATA[Franco Russo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2020 13:15:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ho assistito agli Stati popolari domenica scorsa: una piazza con presenze sociali variegate - da lavoratori/trici dell&#039;industria ai riders ai braccianti, a chi lavora nei call centers. Una rappresentanza delle diverse forze del lavoroe del non-lavoro era presente in piazza. Ho saputo leggendo l&#039;articolo di Sergio che dietro il palco c&#039;erano esponenti politici della galassia PD: una bella contraddizione! Sergio fa una critica puntuale e molto chiara, inoltre rivolge molti interrogativi ad Abou. Domande che io condivido perché non si può credere che il potere, questo potere a mezzadria tra 5stelle e PD, potrà mai raccogliere le proteste e le proposte di quella piazza. La via del superamento della crisi è, e sarà segnata, dell&#039;UE, che si porpone di far emergere più forte le imprese UE e di salvaguardare il mercato unico e le filiere transnazionali del valore. Ciò richiederà subordinaznione e collaborazione deile classi lavoratrici e popolari ( e CGIL-CISL_UIL sono già all&#039;opera!). Abou ritiene forse che la sua &#039;forza mediatica&#039; possa sostituire la mobilitazione collettiva, o meglio che questa serva a dare ad essa ulteriore energia. Io penso che sbagli, perché non si costruisce demolendo quanto di organizzato c&#039;è, ma portando quantodi organizzato esiste - come l&#039;USB e i movimenti sociali - a svolgere un più ampio ruolo di riferimento politico e culturale alla rabbia,  e alle mobilitazioni sociali in risposta al modo in cui il potere ha reagito alla pandemia COVID-19: ha messo al primo posto le esigenze della competizione delle aziende rispetto alla salute e alla sicurezza. Indebolire quanto si è costruito è una pessima abitudine della sinistra radicale, e spero che Abou non compia questa scelta, così come le scorciatoie istituzionali portano alla distruzione dei movimenti sociali. Tuttavia l&#039;idea di Abou degli&#039;Stati popolari&#039; può essere molto utile se perde i suoi connotati &#039;politicisti&#039;&#039;, e sta dunque a noi tutti/e di proporre un cammino  per l&#039;autunno in cui forze signiificative come l&#039;USB si facciano promotori di assemblee popolari, in cui ognuno/a possa partecipare all&#039;&#039;elaborazione di una &#039;piattafroma di lotta e di proposte&#039;, che si concluda con un&#039;assemlea pubblica a San Giovanni e a una prima grande manifestazione  contro il progetto di restaurazione che le classi dirigenti stanno perseguendo. Che si chiamino tutti i movimenti, le associazioni, i comitati a queste assemblee e poi si concluda questo percorso con la presentazione di questa piattaforma, che unisca nativi e non nativi, braccianti e riders, che lavora nel pubblico impeigoe o nell&#039; industria o nei servizi , e da qui far partire le mobilitazioni e i conflitti, dentro e fuoi i posti di lavoro. L&#039;USB ha le risorse per essere al centro di questo processo,  e spero che che lo renda possibile. Franco Russo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ho assistito agli Stati popolari domenica scorsa: una piazza con presenze sociali variegate &#8211; da lavoratori/trici dell&#8217;industria ai riders ai braccianti, a chi lavora nei call centers. Una rappresentanza delle diverse forze del lavoroe del non-lavoro era presente in piazza. Ho saputo leggendo l&#8217;articolo di Sergio che dietro il palco c&#8217;erano esponenti politici della galassia PD: una bella contraddizione! Sergio fa una critica puntuale e molto chiara, inoltre rivolge molti interrogativi ad Abou. Domande che io condivido perché non si può credere che il potere, questo potere a mezzadria tra 5stelle e PD, potrà mai raccogliere le proteste e le proposte di quella piazza. La via del superamento della crisi è, e sarà segnata, dell&#8217;UE, che si porpone di far emergere più forte le imprese UE e di salvaguardare il mercato unico e le filiere transnazionali del valore. Ciò richiederà subordinaznione e collaborazione deile classi lavoratrici e popolari ( e CGIL-CISL_UIL sono già all&#8217;opera!). Abou ritiene forse che la sua &#8216;forza mediatica&#8217; possa sostituire la mobilitazione collettiva, o meglio che questa serva a dare ad essa ulteriore energia. Io penso che sbagli, perché non si costruisce demolendo quanto di organizzato c&#8217;è, ma portando quantodi organizzato esiste &#8211; come l&#8217;USB e i movimenti sociali &#8211; a svolgere un più ampio ruolo di riferimento politico e culturale alla rabbia,  e alle mobilitazioni sociali in risposta al modo in cui il potere ha reagito alla pandemia COVID-19: ha messo al primo posto le esigenze della competizione delle aziende rispetto alla salute e alla sicurezza. Indebolire quanto si è costruito è una pessima abitudine della sinistra radicale, e spero che Abou non compia questa scelta, così come le scorciatoie istituzionali portano alla distruzione dei movimenti sociali. Tuttavia l&#8217;idea di Abou degli&#8217;Stati popolari&#8217; può essere molto utile se perde i suoi connotati &#8216;politicisti&#8221;, e sta dunque a noi tutti/e di proporre un cammino  per l&#8217;autunno in cui forze signiificative come l&#8217;USB si facciano promotori di assemblee popolari, in cui ognuno/a possa partecipare all&#8221;elaborazione di una &#8216;piattafroma di lotta e di proposte&#8217;, che si concluda con un&#8217;assemlea pubblica a San Giovanni e a una prima grande manifestazione  contro il progetto di restaurazione che le classi dirigenti stanno perseguendo. Che si chiamino tutti i movimenti, le associazioni, i comitati a queste assemblee e poi si concluda questo percorso con la presentazione di questa piattaforma, che unisca nativi e non nativi, braccianti e riders, che lavora nel pubblico impeigoe o nell&#8217; industria o nei servizi , e da qui far partire le mobilitazioni e i conflitti, dentro e fuoi i posti di lavoro. L&#8217;USB ha le risorse per essere al centro di questo processo,  e spero che che lo renda possibile. Franco Russo</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Mariangela Costa		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/politica-news/2020/07/06/gli-stati-popolari-e-il-controverso-appello-di-aboubakar-0129766#comment-214895</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mariangela Costa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2020 06:32:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Che noia. Tanta noia e pure un forte senso di sfiducia, nel leggere parole come quelle di questo articolo. 
E niente, non ce la faremo nemmeno staviltat.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che noia. Tanta noia e pure un forte senso di sfiducia, nel leggere parole come quelle di questo articolo.<br />
E niente, non ce la faremo nemmeno staviltat.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Redazione Contropiano		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/politica-news/2020/07/06/gli-stati-popolari-e-il-controverso-appello-di-aboubakar-0129766#comment-214891</link>

		<dc:creator><![CDATA[Redazione Contropiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2020 17:38:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://contropiano.org/news/politica-news/2020/07/06/gli-stati-popolari-e-il-controverso-appello-di-aboubakar-0129766#comment-214890&quot;&gt;Filippo Matrisciano&lt;/a&gt;.

Evidenziare anche le contraddizioni che si presentano è un modo genuino ed onesto di lavorare alla ricomposizione delle forze. Altrimenti diventano atti di fede, e in questo caso potremmo rovesciare il tuo incipit: hai necessità di un santo padre?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://contropiano.org/news/politica-news/2020/07/06/gli-stati-popolari-e-il-controverso-appello-di-aboubakar-0129766#comment-214890">Filippo Matrisciano</a>.</p>
<p>Evidenziare anche le contraddizioni che si presentano è un modo genuino ed onesto di lavorare alla ricomposizione delle forze. Altrimenti diventano atti di fede, e in questo caso potremmo rovesciare il tuo incipit: hai necessità di un santo padre?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Filippo Matrisciano		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/politica-news/2020/07/06/gli-stati-popolari-e-il-controverso-appello-di-aboubakar-0129766#comment-214890</link>

		<dc:creator><![CDATA[Filippo Matrisciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2020 16:55:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Per quanto abbiamo provato a mettere alla prova la nostra duttilità&quot;.. Ma chi sei, il Santo Padre?

Puntare sulla costruzione dell&#039;egemonia significa rannodare con pazienza tutti i pezzi che sono stati perduti, ricomporre nuovamente con grande fatica una classe &#039;per sé&#039;, insieme a tutte le sue diramazioni; parallelamente, vuol dire staccare pezzi dal blocco del tuo avversario, che al momento ti sovrasta: pertanto la cosa più sciocca che potresti fare è andarci apertamente allo scontro cercando la battaglia campale. Questo vuole dire Aboubakar, nient&#039;altro.

Abbiate l&#039;umiltà di apprezzare il nucleo fecondo di questo messaggio, disponetevi a lavorare per unire ciò che è disperso, costruendo nuova coerenza di pensiero e di azione. Si comincia stando al fianco di chi soffre, si lotta e si struttura un discorso che sparigli la pretesa assenza di alternative. E lo si fa misurandosi con le maggiori fonti del discorso egemonico oggi. La lotta sta lì, finché si è deboli; sta lì l&#039;unica lotta che rafforza. 

Pigliatevi una quindicina d&#039;anni di libertà dalle vostre puntualizzazioni speciose e inconsciamente settarie, e lavorate all&#039;unità delle forze (oggi) extraparlamentari.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Per quanto abbiamo provato a mettere alla prova la nostra duttilità&#8221;.. Ma chi sei, il Santo Padre?</p>
<p>Puntare sulla costruzione dell&#8217;egemonia significa rannodare con pazienza tutti i pezzi che sono stati perduti, ricomporre nuovamente con grande fatica una classe &#8216;per sé&#8217;, insieme a tutte le sue diramazioni; parallelamente, vuol dire staccare pezzi dal blocco del tuo avversario, che al momento ti sovrasta: pertanto la cosa più sciocca che potresti fare è andarci apertamente allo scontro cercando la battaglia campale. Questo vuole dire Aboubakar, nient&#8217;altro.</p>
<p>Abbiate l&#8217;umiltà di apprezzare il nucleo fecondo di questo messaggio, disponetevi a lavorare per unire ciò che è disperso, costruendo nuova coerenza di pensiero e di azione. Si comincia stando al fianco di chi soffre, si lotta e si struttura un discorso che sparigli la pretesa assenza di alternative. E lo si fa misurandosi con le maggiori fonti del discorso egemonico oggi. La lotta sta lì, finché si è deboli; sta lì l&#8217;unica lotta che rafforza. </p>
<p>Pigliatevi una quindicina d&#8217;anni di libertà dalle vostre puntualizzazioni speciose e inconsciamente settarie, e lavorate all&#8217;unità delle forze (oggi) extraparlamentari.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Nico		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/politica-news/2020/07/06/gli-stati-popolari-e-il-controverso-appello-di-aboubakar-0129766#comment-214888</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nico]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2020 16:20:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono d&#039;accordo con le considerazioni di Sergio. Soprattutto se questa posizione di Aboubakar, al netto delle &quot;armonie&quot; e della &quot;felicità&quot;, va verso il solito frontismo che mette insieme tutti e tutto... e il loro contrario. Alla fine in questo modo l&#039;egemonia ce l&#039;hanno i soliti generali senza esercito che campano di rendita tra le pieghe di un centrosinistra morto e stramorto e completamente supino ai dettami del neoliberismo. Ciò che si è fatto, tutti questi anni di lotte sociali, per il lavoro e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori non può essere consegnato (o anche solo condiviso) a una &quot;sinistra&quot; alla ricerca di spazio politico senza nulla cambiare. Non è settarismo, ma consapevolezza che stiamo andando incontro a uno scontro sociale che può essere declinato anche da destra e queste tendenze frontiste (che verranno fuori inevitabilmente) rischiano di depotenziare quelle spinte alla rivolta sociale che è necessaria. Non ci possono essere punti di contatto con i cespugli del PD, con le Schlein tanto per intenderci.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo con le considerazioni di Sergio. Soprattutto se questa posizione di Aboubakar, al netto delle &#8220;armonie&#8221; e della &#8220;felicità&#8221;, va verso il solito frontismo che mette insieme tutti e tutto&#8230; e il loro contrario. Alla fine in questo modo l&#8217;egemonia ce l&#8217;hanno i soliti generali senza esercito che campano di rendita tra le pieghe di un centrosinistra morto e stramorto e completamente supino ai dettami del neoliberismo. Ciò che si è fatto, tutti questi anni di lotte sociali, per il lavoro e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori non può essere consegnato (o anche solo condiviso) a una &#8220;sinistra&#8221; alla ricerca di spazio politico senza nulla cambiare. Non è settarismo, ma consapevolezza che stiamo andando incontro a uno scontro sociale che può essere declinato anche da destra e queste tendenze frontiste (che verranno fuori inevitabilmente) rischiano di depotenziare quelle spinte alla rivolta sociale che è necessaria. Non ci possono essere punti di contatto con i cespugli del PD, con le Schlein tanto per intenderci.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: luisa stendardi		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/politica-news/2020/07/06/gli-stati-popolari-e-il-controverso-appello-di-aboubakar-0129766#comment-214886</link>

		<dc:creator><![CDATA[luisa stendardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2020 15:21:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Credo che Abou abbia il merito indiscusso di aver incarnato l&#039;invisibile: stranieri,neri,rifugiati,braccianti. senza casa, disoccupati, sfruttati. Mi lasciano perplessa i personaggi ,dietro il palco così come mi lascia perplessa l&#039;azione complessiva del sindacato USB che parla di conflittualità necessaria ma non sa indicare il come e con chi. Mi sembra che quella piazza esprima l&#039;esistenza di un blocco sociale potenzialmente molto più ampio, e questo è il punto. Come uscire da questo recinto coinvolgendo anche i gruppi sociali che per ora non si sentono addosso lo stigma dell&#039;esclusione anche se inrealtà già appartengono alla classe emarginata. Certo con i giornalisti che tirano la giacca al PD e con le sardine che giocano o meglio giocavano il ruolo della piazza che i partiti non possono aggregare, il rischio di ritrovarsi invischiati nel terreno scivoloso della competizione elettorale , è grande, Forse bisognerebbe essere capaci di usare la tattica senza cedere sul piano strategico. E la strategia prevede un passaggio conflittuale inevitabile in chiave moderna senza novecentismi. Ardua impresa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che Abou abbia il merito indiscusso di aver incarnato l&#8217;invisibile: stranieri,neri,rifugiati,braccianti. senza casa, disoccupati, sfruttati. Mi lasciano perplessa i personaggi ,dietro il palco così come mi lascia perplessa l&#8217;azione complessiva del sindacato USB che parla di conflittualità necessaria ma non sa indicare il come e con chi. Mi sembra che quella piazza esprima l&#8217;esistenza di un blocco sociale potenzialmente molto più ampio, e questo è il punto. Come uscire da questo recinto coinvolgendo anche i gruppi sociali che per ora non si sentono addosso lo stigma dell&#8217;esclusione anche se inrealtà già appartengono alla classe emarginata. Certo con i giornalisti che tirano la giacca al PD e con le sardine che giocano o meglio giocavano il ruolo della piazza che i partiti non possono aggregare, il rischio di ritrovarsi invischiati nel terreno scivoloso della competizione elettorale , è grande, Forse bisognerebbe essere capaci di usare la tattica senza cedere sul piano strategico. E la strategia prevede un passaggio conflittuale inevitabile in chiave moderna senza novecentismi. Ardua impresa</p>
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