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“Non ho dubbi su quale sia la parte giusta della storia”. Lettera di Ilaria Salis dal carcere

La trentanovenne  italiana resta in cella: il tribunale di Budapest ha respinto infatti la richiesta di passare ai domiciliari in Ungheria presentata dai suoi legali. La compagna è in carcere da 13 mesi con l’accusa di aver aggredito due esponenti di estrema destra.

Un gruppo di estremisti di destra ha minacciato gli amici di Salis venuti a darle sostegno, compreso Zerocalcare.

Torna invece libero Gabriele Marchesi, il coindagato di Ilaria Salis che era ai domiciliari in Italia da fine novembre su mandato di cattura internazionale dell’Ungheria.

Lo ha deciso la Corte d’Appello di Milano, che ha respinto la richiesta di consegnare a Budapest il 23enne, il quale era strato arrestato nel capoluogo lombardo.

Esiste infatti il “rischio reale di un trattamento inumano e degradante“nelle carceri ungheresi e “c’è fondatezza di timori di reali rischi di violazione dei diritti fondamentali”

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“Sono caduta in un pozzo profondissimo, mi chiedo se ci sia uscita. Ma non ho dubbi su quale sia la parte giusta della storia”.

“I mesi sono lunghi e accade che la bolla si trasformi in un buco nero che ti risucchia. Prendendo in prestito una metafora che leggerò parecchi mesi dopo in un bellissimo fumetto dedicato alle mie vicende – dice citando Zerocalcare – sono caduta in un pozzo profondissimo.

Le pareti sono scivolose ed ogni volta che faticosamente cerco di compiere un breve passo per risalire appena un pochino, finisco sempre col precipitare più in profondità. A volte mi chiedo se questo pozzo abbia un fondo e se da qualche parte ci sia davvero un’uscita. Immagino di essere un piccolo geco, che nell’oscurità silente riesce a scalare le pareti. Già, devo scalare le pareti, ma qui purtroppo non ci sono i miei compagni di arrampicata e i legami di fiducia ben stretti sulla corda della sicura”.

“Chiudo gli occhi e lancio lo sguardo oltre le mura di questo cieco carcere: scorgo le vicende di uomini e donne come ricambi in tessuti su arazzi che raffigurano storie più ampie. Storie di popoli, di culture, di lingue e di religioni. Storia di sistemi economici, politici e giuridici. Storie di ricchezza e di miseria, di potere, di sopraffazione e di sfruttamento. Storie di guerre e di eserciti. Storie di un mondo in cui ancora si uccidono bambini, in cui alle quarte d’Europa risuonano mitraglie che riecheggiano gli scempi del secolo scorso.

Apro gli occhi e mi scorgono rannicchiata sulla grigia coperta, con lo sguardo fisso sulla porta di ferro della cella. Tutto mi appare semplice e lineare in queste vicende, come in molte altre, non può esserci alcun dubbio su quale sia la parte giusta della storia”.

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6 Commenti


  • Alessandro Di Meo

    Quando tornerai, perchè tornerai, ti porteremo fra noi, in mezzo ai tanti che tu, fieramente, rappresenti. I tanti, dalla parte giusta della storia.


  • Pasquale

    Tieni duro Ilaria! Coloro che hanno deciso di rimanere umani sono con te. Riempiranno da sotto i tuoi piedi il pozzo con la loro solidarietà e amore fino all’orlo, in modo che tu possa riaffiorare e tornare alla luce.
    Hasta la Victoria!


  • aluda

    anch’io non ho dubbi da che parte stare
    e cioe’dalla parte di Ilaria.
    Facviamo tutto cio’che si deve fare per portarla fuori da quel buco.In questi casi nulla e’impossibile


  • Domenico Parigini

    Noi siamo con te
    nel dolore tra l’ ingiustizia e il livore.
    Non siamo con te tra sbarre e porte di ferro
    ma darti vorremmo il coraggio che tu ci dai.
    Forza e debolezza che sentiamo in te e in noi.
    Se piangi noi siamo le tue lacrime
    se hai paura accetta la tua paura
    e verrà il giorno che sorriderai
    e noi sorrideremo con te


  • Giovanni

    La fantoccia Giorgia e i suoi vassalli sono complici dell’ inumana, ingiusta detenzione.


  • michele ”mikis” mavropulos

    solidarietà da parte di chi in Grecia sta dalla parte giusta della Storia. Hasta siempre

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