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Oggi in piazza per dire stop alla complicità di governo e industria bellica con il genocidio

La tregua a Gaza non assolve Israele né il governo italiano dalle loro responsabilità nel genocidio del popolo palestinese. Nelle giornate di ieri e oggi è stata convocata una seconda mobilitazione nazionale, verso una rete antisionista e anticolonialista per la Palestina.

Venerdi 17 gennaio si sono svolte manifestazioni a Roma (davanti al ministero della Difesa), a Pisa davanti alla Leonardo e poi all’università e all’ateneo di Bari.

Oggi invece in concomitanza con la manifestazione regionale a Vicenza per il boicottaggio di Israele alla Fiera dell’Oro, sono state confermate manifestazioni e Sit-In a Torino, Milano, Firenze, Terni, Napoli, Catanzaro.

Come stabilito il 1° dicembre, questo secondo appuntamento individua le fabbriche di armi, le basi militari o le istituzioni legate alla Difesa per denunciare le complicità del governo Meloni e dell’Occidente collettivo con il genocidio e l’apartheid perpetrati da Israele, nonché col riarmo voluto e sostenuto dalla Nato e dai governi euroatlantici.

Vittime palestinesi per uccisioni, fame e malattie (per il 70% donne e bambini) oltre le 50.000 ufficiali, le accuse di crimini di guerra e contro l’umanità, l’occupazione e l’annessione continua di territori e le numerose mobilitazioni avvenute nel mondo in sostegno alla Palestina non hanno fermato la furia sionista, che persegue impunita nel progetto della “Grande Israele”.

Il governo e l’industria bellica italiani, incuranti delle voci che a più riprese si sono alzate dalle strade di tutto il Paese, continuano a legittimare e a finanziare i crimini dello Stato israeliano, chiudendo un occhio anche quando attacchi e intimidazioni sono avvenuti sul nostro territorio.

Il percorso verso una rete antisionista e anticolonialista per la Palestina prosegue nella convinzione che l’unità contro il nemico comune sionista sia un valore da perseguire e mantenere e che solo contro di esso vadano rivolte tutte le forme di resistenza che sostengono la libertà del popolo palestinese, nonché del resto del Medio Oriente.

Stop alla complicità del governo e dell’industria bellica con il genocidio. Israele pericolo per il mondo. Palestina libera!

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1 Commento


  • Giovanni Scavazza

    Si si, e’ vero!
    Dopo 75 anni finalmente in Medioriente adesso con Trump ci sara’ la pace!
    Trump per festeggiare ha detto che anticipera’ pure la data del Natale!
    (a deciderlo saranno i tacchini palestinesi).

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