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Anche in Sicilia arrivano gli israeliani “per relax”. Ma l’azienda è sulla lista nera delle Nazioni Unite

L’area del resort Mangias di Brucoli è zona rossa. L’area è interamente sorvegliata e viene controllato anche il transito dei veicoli su strada. Dopo la Sardegna anche la Sicilia è diventata meta di vacanza per gli israeliani in cerca di “decompressione” dalle guerre che hanno scatenato in tutto il Medio Oriente.

L’ingresso della struttura siciliana nei pressi di Augusta è infatti presidiato dalla Polizia di Stato. Il motivo? L’arrivo di decine di turisti israeliani nel resort e la conseguente militarizzazione dell’area da parte delle forze dell’ordine poste a protezione degli israeliani in vacanza.

Stamattina 4 di noi sono stati fermati e identificati mentre con una macchina transitavano lungo una strada pubblica da zelanti tutori dell’ordine pubblico, subito dopo il passaggio di numerosi pullman con a bordo i turisti israeliani della compagnia Ashtrom in vacanza premio” denunciano gli attivisti catanesi solidali con la Palestina.

Per la seconda volta in pochi giorni a Brucoli, e dopo il caso in Sardegna, la medesima azienda Mangias resort si conferma al servizio di chi ha commesso crimini di guerra”.

 

Il colosso immobiliare Ashtrom è coinvolto in pesanti violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani per i suoi insediamenti illegali nei territori della Palestina Occupata, per questo è stata inserita nella black list delle Nazioni Unite.

Ashtrom è un’azienda israeliana, inserita nella black list per le attività collegate agli insediamenti illegali nella Cisgiordania occupata, compresa Gerusalemme est che costituiscono una grave violazione del diritto umanitario internazionale, della convenzione di Ginevra, nonché un crimine di guerra ai sensi dello statuto della Corte penale internazionale” – ha spiegato nel servizio di Report il prof. Triestino Marinello, docente di diritto Penale internazionale all’università John Moores di Liverpool, sottolineando che prima di avviare una collaborazione una compagnia dovrebbe fare “una verifica sull’azienda, capire perchè è stata inserita nella lista nera dell’Onu e  non porre in essere nessuna collaborazione quando questa possa avare un impatto sui diritti umani” 

Lo scorso anno a settembre in un altro resort sempre del gruppo Mangia’s, ma questa volta in Sardegna, a Santa Teresa di Gallura, era arrivato un gruppo di israeliani, tra cui anche soldati dell’esercito. Anche quest’anno in Sardegna sono arrivati decine di turisti israeliani con numerosi charter speciali, confermando come l’Italia sia considerata una “retrovia sicura” per il loro relax.

A giudicare dai sistemi di protezione messi a disposizione dalle autorità di polizia, si comprende bene come questo corridoio garantito agli israeliani per le loro vacanze in Italia ponga serie domande sulla esistenza o meno di un accordo bilaterale – formale o informale che sia – tra entità israeliane con il governo italiano. Sulla questione sono state presentate delle interrogazioni parlamentari.

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1 Commento


  • Filippo

    no nostre terre ad Israele mai forza propal protestate siamo con voi

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